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Villa Santa Lucia, la Reno de Medici non torna indietro sui dodici lavoratori licenziati Villa Santa Lucia, la Reno de Medici non torna indietro sui dodici lavoratori licenziati

Villa Santa Lucia, la Reno de Medici non torna indietro sui dodici lavoratori licenziati

VILLA SANTA LUCIA - «Il territorio ha manifestato piena disponibilità a venire incontro alle esigenze della produzione, sia da parte delle istituzioni, sia da parte degli operai dello stabilimento.  Nonostante questa disponibilità, ribadita con forza anche nel corso della riunione odierna, purtroppo abbiamo dovuto registrare la netta chiusura da parte dell’azienda a riaprire una vertenza che interessa un numero esiguo di lavoratori. Abbiamo cercato in tutti i modi di aprire una varco di trattativa, di garantire un sostegno ancora maggiore al’azienda: ma c’è stata netta chiusura». Questo l'amaro e, per molti versi, scontato finale che sembra porre la parola fine alla vicenda sulle vertenze sindacali nei confronti dell'azienda Cartiera Reno Dei Medici da parte dei 12 operai raggiunti da lettere di licenziamento. A espletare questa definitiva presa d'atto, sono i rappresentanti delle Rsu dello stabilimento e  le sigle sindacali che ieri, dopo il rinvio del 19 Marzo, si sono nuovamente riuniti per incontrare, a Palazzo Gramsci, sede della Provincia di Frosinone, il Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, il sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petracone, il vice sindaco Mario Costa, il consigliere comunale e provinciale Andrea Velardocchia, i rappresentanti del Comune di Villa Santa Lucia Giuseppe La Marra e Antonio Pittiglio, (delegati del sindaco Iannarelli colpito da un lutto e impossibilitato a partecipare) e i vertici dell'azienda, nei panni del Dr. Secondo Carrara. «Da parte dell'azienda - ha esordito seccamente Carrara - non vi è alcuna possibilità di recedere dalle posizioni intraprese. Nelle sedi sindacali e attraverso anche i precedenti incontri, l'azienda ha fatto tutto ciò che poteva e ha già reintegrato, andando magari a potenziare settori di manovalanza, circa una trentina di dipendenti che erano stati licenziati. Giusto, da parte dei 12 dipendenti in esubero, ricorrere alle vertenze: vorrà dire che prenderemo atto della decisione del giudice ma, qualora dovesse imporci la riassunzione, saremo costretti a tagliare altri 12 operai. Purtroppo l'azien-da deve far fronte a moltissime spese e costi in base a chiare richieste e oneri contrattuali stipulati con le istituzioni del territorio, deve far fronte a numerose ispezioni che, ovviamente, hanno un costo e deve provvedere agli aumenti previsti (circa 3 milioni e mezzo di euro) per far fronte allo smaltimento dei reflui e alla gestione dello smaltimento dei fanghi. Questo tavolo è comunque servito per chiedere, sia da parte nostra che da parte dei lavoratori, maggiori tutele alle varie istituzioni. Per quanto riguarda gli esuberi, non è comunque da escludere un loro possibile reinserimento futuro nell'eventualità di un turn-over».
«Non ci eravamo creati - ha commentato Pasquale Legnante, segretario generale della Fistel Cisl di Frosinone - alcuna illusione nè false speranze, ovviamente, in quanto conosciamo benissimo la posizione dell'azienda. La finalità dell'incontro di oggi, era innanzitutto, quella di mettere l'azienda, che lamentava forti spese e ostilità da parte delle istituzioni locali, proprio di fronte ai rappresentanti di Provincia e Comuni interessati, in modo da poter avere tutti i chiarimenti necessari anche per quanto riguardava gli aumenti dei costi relativi ai depuratori; in secondo luogo, ovviamente, quello di trovare le condizioni per recuperare qualche altro esubero. Se dal lato delle istituzioni l'azienda ha ricevuto comunque delle risposte chiarificatrici e di apertura, purtroppo per il secondo punto non c'è stato nulla da fare: speriamo, almeno che, nel futuro prossimo non dovremmo essere nuovamente qui a parlare di altri esuberi e di altri licenziamenti, visto che l'azienda ha parlato di nuovi investimenti».
Secondo le istituzioni, «la riunione odierna ha evidenziato come il territorio della provincia di Frosinone, sia per quanto concerne le Istituzioni che i lavoratori, non ostacola gli insediamenti industriali. Anzi, tutto il contrario. L’auspicio è che l’azienda in futuro, come assicurato oggi su nostra sollecitazione, salvaguardi e tuteli gli operai attualmente impiegati».                    

Federico Cirillo

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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