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Frosinone/Matusa, primi operai a lavoro per la serie A

FROSINONE - “Serie A”! "La Serie A per Frosinone tutta rappresenta un traguardo fondamentale che..."; "...con la costruzione del nuovo stadio al Casaleno..."; "...ovviamente in caso di Serie maggiore il piano sarà di 16mila posti, skybox e...";"I lavori andranno avanti giorno e notte..."; "Entro Settembre..."; "...perchè è il minimo dedicarlo a Benito Stirpe..."; "Giocare a Pescara? No, assolutamente. La prassi vuole che..."; "Il Matusa dovrà quindi essere ampliato...": frammenti, sparsi come schegge di vetro, di intenzioni, idee, progetti, speranze e realtà. Come un'esplosione fragorosa di intenti, partita già al tramonto del campionato, quando il sole della Serie B iniziava a calare pacatamente e dolcemente sorgeva il novello astro nascente della Serie A.
Dalla promozione storica, epica, leggendaria del Frosinone Calcio, sono passate ormai tre settimane e tra cantierizzazione, ruspe, pioggia e diserbante, si accumulano i pezzi del puzzle da dover poi incastrare ad uno ad uno per arrivare il prima possibile al quadro completo: ma che fatica.
Intanto riassumiamo in breve: l'ipotesi di disputare alcuni incontri a Pescara o ad Avellino , in base a quanto comunicato dal Sindaco Nicola Ottaviani, pare definitivamente tramontata, come anche - e quella forse già da prima che si paventasse questa eventualità - quella di iniziare sin da subito nel nuovo stadio.
Quindi? Quindi...rivoluzione Matusa! In realtà  una mini-rivoluzione: mentre, infatti, si attende l'inizio effettivo dei lavori concreti presso il complesso del Casaleno, dove, comunque, a detta degli addetti ai lavori «si lavora incessantemente e senza soste», anche quel "grande vecchio" , bonariamente battezzato da Luciano Renna, dopo la ristrutturazione del 2006 atta a consentire la serie cadetta, avrà il suo restyling.
Da ieri mattina, infatti, operai a lavoro hanno dato il via alla manutenzione e all'ampliamento  di alcune fondamentali aree della storica casa dei "canarini", il Matusa, partendo da spogliatoi, servizi igienico-sanitari e dalla sala stampa. Una ristrutturazione, a questo punto, fondamentale e basilare se si vuole andare incontro a ciò che ormai si profila essere la più chiara delle prospettive, quella cioè di iniziare il campionato presso il "Matusa", accontentando i requisiti minimi che il grande palcoscenico calcistico (e mediatico) impongono. Si è iniziato ieri, dunque, con una scadenza prefissata che è quella del 25 Giugno, giorno in cui si dovrà consegnare ai cittadini, alla squadra, al presidente, alla Lega calcio e alle emittenti televisive, il nuovo-vecchio "Matusa", rimesso a nuovo e restaurato: una fiera arena di ben 83 anni, spinta avanti ancora un po', con ossigeno, calcinacci, ferro, deleghe e proroghe, in attesa di quella tanto agognata pensione che la struttura, in verità, pare chiedere già da un po' e che, pare, poter vedere prender forma su quel viale del tramonto.
Questo, nel dettaglio, il restyling:  540 posti in più nel settore distinti, tribuna centrale sistemata per  le postazioni stampa, spogliatoi ampliati come anche la sala stampa, aumentato dei tornelli per ogni settore, curva sud da destinare agli ospiti durante i match di cartello contro le "big", potenziamento del sistema di illuminazione e miglioramento dei punti ristoro, per un totale complessivo di circa 500mila euro che dovrebbero essere totalmente versati dalla società del Frosinone Calcio.
Federico Cirillo

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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