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Monete romane della collezione Palermo al museo di Frosinone fra storia e innovazione Monete romane della collezione Palermo al museo di Frosinone fra storia e innovazione

Monete romane della collezione Palermo al museo di Frosinone fra storia e innovazione

FROSINONE - «Grazie a questa donazione le scuole studieranno la storia romana fra Repubblica e Impero a partire dal museo di Frosinone». Ad affermarlo con emozione e passione è stata ieri la direttrice del Museo archeologico di Frosinone, la dottoressa Maria Teresa Onorati, in occasione dell’inaugurazione della collezione Vittorio Palermo, un corpus di 250 monete di epoca romana donato al museo civico per volontà degli eredi del collezionista.   Un vero viaggio nella storia di Roma, attraverso la varietà delle serie monetali, riconducibili a 87 diverse Autorità emittenti che le hanno coniate, comprendenti i Generali della Repubblica, gli Imperatori, le mogli degli Imperatori, come Sabina, Faustina o Crispina, e gli Usurpatori, come i nominali coniati da Postumo, Vittorino e Tetrico, quali re dell’Impero delle Gallie, il territorio distaccatosi da Roma per circa un secolo. Per rendere accessibile il ricchissimo patrimonio storico, culturale e iconografico di cui i beni numismatici sono portatori, è stato progettato un monetiere modulare e interattivo. «L’idea - spiega la dottoressa Onorati, direttrice e coordinatrice scientifica del progetto - è quella di dare la possibilità a tutti di apprezzare e conoscere monete antiche, che raccontano episodi storici e sono dei simboli della storia romana». Ieri il museo è stato preso d’assalto da Autorità e tanti visitatori, con una grande presenza di giovani, fra cui diversi rappresentanti delle associazioni che si stanno battendo per la valorizzazione delle Terme Romane. 
A guidare sapientemente i presenti alla scoperta della collezione, del monetiere interattivo e di tutte le altre ricchezze ospitate nella struttura, le giovani e preparate operatrici del museo archeologico. Il grande lavoro che sta dietro l’esposizione delle monete e la realizzazione di un monetiere fruibile per tutti e attrattivo per le giovani generazioni è stato arricchito da una stretta collaborazione fra competenze di giovanissimi e quelle di professionisti e appassionati  di lungo corso. A occuparsi dello studio della collezione, con l’elaborazione di immagini e dati informatici è stato Jonathan Grimaldi, che ha anche curato i testi con Maria Teresa Onorati e Michele Palermo. La consulenza scientifica è stata affidata a Massimo Bergamini, l’Artwork è stato curato da Flavia Strani, gli apparati didattici da Martina Bocconi e Luca Oropallo, le traduzioni da Natascia Zangrilli (con la collaborazione di Frances Mc Donald). L’allestimento è opera di Sviluppo Promozioni di Serafino Mastroianni; lo Sviluppo web di Emilio Martiello; l’audio di Frances Mc Donald e Brunilde Mazzoleni. Come detto, è stata anche un’occasione per far incontrare e sposare archeologia e tecnologia, con il marchio del capoluogo. Il Fab Lab di Frosinone si è infatti occupato delle riproduzioni 3D delle monete e  di un percorso tattile per non vedenti. Anche qui tante giovani energie e quella linfa fatta di recupero di storia, tradizione e identità che si sposa con passione giovanile e innovazione. La linfa che potrebbe far risorgere il capoluogo. 

A settembre arriva il Volsco. Resta il rebus dell'ampliamento
 

La famiglia Palermo, nel donare la collezione di monete al museo archeologico di Frosinone, come si evince dalla delibera della Giunta comunale, ha mostrato apprezzamento per “la particolare cura che è stata profusa nell’esporre i beni del patrimonio museale, tra cui reperti frutto di donazioni di privati cittadini”, oltre che per  “la qualificata attività di educazione al patrimonio culturale che il Museo svolge in particolare a favore delle nuove generazioni”. A fronte di ciò cosa fa l’amministrazione comunale per far crescere il museo archeologico, che raccoglie sia d’estate che durante l’anno scolastico migliaia di bambini? Al momento ben poco, verrebbe da dire. L’ampliamento del museo archeologico è stato infatti cancellato dall’ultimo programma delle opere pubbliche approvato in Consiglio comunale.  La deviazione dei residui 140 mila euro di un mutuo destinato all’ampliamento era stato destinato dall’amministrazione Ottaviani ai lavori dello Stadio Casaleno. Poi la protesta delle associazioni, con tanto di lettera alla Cassa depositi e prestiti e alla relativa Commissione parlamentare. Quindi il dietrofront della Giunta Ottaviani, che ha deciso di non deviare più le risorse di quel mutuo sul Casaleno visto che l’iter, accompagnato dalle polemiche, si era nel frattempo complicato. Nonostante gli impegni presi dal sindaco in Consiglio comunale sulla questione ampliamento, l’intervento continua a non figurare nel piano delle opere pubbliche e si continuano a prelevare risorse dal vecchio mutuo per altre finalità, come successo con quasi 30mila euro per gli arredi della scuola di Selva Piana. Ieri interpellato sul punto in occasione dell’inaugurazione della collezione Palermo, l’assessore al Bilancio Riccardo Mastrangeli ha affermato: «Stiamo lavorando per arrivare a dei fondi europei...». Non è dato invece sapere al momento che fine farà ciò che resta di quel mutuo. Nel frattempo ieri i cittadini hanno dovuto fare i turni per apprezzare le monete, vista l’esiguità degli spazi del museo e la grande passione ritrovata dai frusinati per la conservazione e valorizzazione delle ricchezze storiche. Intanto i resti del Volsco rinvenuti a De Matthaeis, assieme al corredo funerario, verranno esposti con ogni probabilità a settembre nel museo civico. Anche in quell’occasione è prevedibile la fila di cittadini al museo, visto il grande interesse popolare suscitato dal ritrovamento di qualche mese fa. Insomma tanta passione che meriterebbe di non essere relegata in spazi angusti, per quanto allestiti e valorizzati  in maniera magistrale dai professionisti che vi operano. 

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Alessandro Redirossi

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