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Sfascio sanitario: annullate le raccolte di sangue, operazioni a rischio. L’Avis all'attacco Sfascio sanitario: annullate le raccolte di sangue, operazioni a rischio. L’Avis all'attacco

Sfascio sanitario: annullate le raccolte di sangue, operazioni a rischio. L’Avis all'attacco

FROSINONE - Da novembre le raccolte esterne di sangue annullate per mancanza di infermieri e medici e carenza di sangue  che comporterà, nel giro di pochi giorni, la sospensione degli interventi chirurgici nella sale operatorie. Un’altra inquietante faccia dello sfascio sanitario in provincia di Frosinone. Una situazione drammatica, rispetto alla quale ora l’associazione Avis punta i piedi nei confronti della Asl di Frosinone. Il 31 ottobre scorso, infatti, dall’Unità operativa complessa di Medicina Trasfusionale della Asl di Frosinone è arrivata una nota a dir poco allarmante all’Avis provinciale. Nella stessa, sottoscritta dal dottor Angelo Ceccarelli, si evidenziano le criticità relative alla carenza di personale della struttura, collegate anche al pensionamento di due medici, fra cui il direttore della Uoc. A tali circostanze, in base alla comunicazione, si aggiunge poi il trasferimento d’ufficio, il 29 ottobre, della caposala nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Si tratta, in quest’ultimo caso, della figura che si è occupata finora del coordinamento degli infermieri e delle associazioni donatori per la raccolta di sangue.  Nella nota giunta all’Avis provinciale, a firma del dottor Ceccarelli, si segnala che, in base ai turni di servizio elaborati all’interno della struttura per novembre, «le raccolte esterne di sangue sono annullate per mancanza di infermieri e  di medici». Insomma non c’è il personale medico e infermieristico che dovrebbe intervenire in occasione delle raccolte esterne di sangue, come quelle dell’Avis. Inquietanti le conseguenze messe nero su bianco nella nota recapitata all’Avis dall’Unità di Medicina trasfusionale. «Si fa presente – si legge nella lettera recapitata all’associazione – che la sospensione delle raccolte esterne di sangue comporterà, nel giro di pochi giorni, grave carenza di sangue con sospensione degli interventi chirurgici nelle sale operatorie». In seguito a questa inquietante comunicazione l’Avis provinciale ha riunito il consiglio direttivo e i presidenti delle 40 Avis comunali. E l’associazione ora lancia il suo grido d’allarme con una lettera aperta a firma del suo presidente provinciale Romano Reatini. «Vedersi annullate – scrive dall’Avis Reatini -  tutte le raccolte programmate e calendarizzate con una gravissima dichiarazione “di preannunciata carenza di sangue con sospensione di interventi chirurgici nelle sale operatorie” ci ha lasciato perplessi e a dir poco indignati non sapendo cosa ne penserebbe la Corte dei Conti per il danno erariale che si verrebbe a creare. I recenti episodi accaduti qualche giorno fa all’Avis di Pontecorvo e pubblicati da tutti i giornali non sono stati altro che la fotografia di un “sistema sangue che langue per davvero”». Il riferimento è al caso che si è registrato a Pontecorvo, dove la raccolta è saltata per assenza del medico mentre c’erano 51 sportivi pronti a donare il sangue. Tra l’altro sembra che l’Avis abbia anche formato una propria equipe medica per le raccolte di sangue ma non avrebbe ancora avuto l’autorizzazione dalla Asl per usufruirne. Nello stesso tempo, però, ora la Asl non può più garantire la presenza dei propri medici e infermieri e le raccolte vengono annullate.  Circostanze che sembrano abbastanza paradossali e che ora potrebbero avere nell’immediato ripercussioni gravissime sui pazienti. «La preoccupazione della nostra associazione – sottolinea Reatini – è quella di preservare il dono prezioso del sangue che arriva dai nostri donatori volontari e che il plasma venga lavorato e trasformato nella maniera più corretta e sicura possibile. Nel corso delle riuinone è, altresì, emerso un malcontento verso quella istituzioni politiche e amministrative che tengono in scarso conto la capacità propositiva dell’Avis, la quale ha già da tempo, in collaborazione con il Centro Regionale Sangue, pianificato e presentato ai vertici istituzionali e aziendali il quadro normativo dei nuovi Punti di Raccolta Avis». L’assemblea dell’Avis provinciale ha dunque deciso che da oggi l’associazione «si muoverà in ogni direzione e per ogni ordine e grado affinché i nostri donatori possano esercitare il loro diritto alla donazione verso tutti i Punti di Raccolta Avis e affinché vengano rispettate le condizioni della Convenzione stipulata tra Asl di Frosinone e le associazioni dei donatori». 

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Alessandro Redirossi

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