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Lo speciale/ Il cimitero di Frosinone fra degrado, "staffetta" fra salme, aumenti e bollette pazze

FROSINONE . Fra degrado, bollette pazze, puzza e liquami. È la dura vita che spetta a tante persone che hanno seppellito un proprio caro nel cimitero civico di Frosinone. La situazione è infatti critica da più punti di vista. 
Fra liquami e puzza
Si parte da perdite di liquami e puzza che hanno portato alcuni cittadini ad alzare la voce rispetto alla situazione del cimitero la scorsa settimana. «Spesso passiamo diverse ore della nostra giornata qui, su una sedia, vicino ai nostri cari. E diventa inaccettabile dover assistere a certe situazioni, dover convivere con una puzza insopportabile come avvenuto per oltre 10 giorni senza che nessuno intervenisse. C’è chi ha perso il marito, chi la figlia: non possiamo sopportare anche di dover vivere così il nostro dolore». A dirlo è una delle cittadine di Frosinone letteralmente infuriate per quanto accaduto negli ultimi tempi nel cimitero comunale. A scatenare la protesta la situazione di un loculo a muro che per giorni ha perso liquami senza che nessuno intervenisse. «Per chi rende omaggio ai propri defunti nella zona del loculo in questione la situazione non era più tollerabile, fra puzza e assenza di decoro. Abbiamo sollevato la questione ma dal Comune per giorni non è intervenuto nessuno. Pare che si siano riscontrate delle difficoltà nel dialogo con la famiglia del defunto». Solo in seguito ai malumori dei cittadini nel weekend si è registrato l’intervento sul loculo in questione per risolvere il problema. Non si trattava comunque del primo caso. «Poco tempo fa abbiamo vissuto una situazione simile con un altro loculo in quest’area e abbiamo dovuto aspettare diversi giorni prima di arrivare  a una soluzione». 
Le “bollette pazze”
Intanto, sempre a proposito di cimitero, sui social network è scoppiata la polemica dei cittadini frusinati a proposito delle bollette relative all’elettricità per i loculi.  In diversi casi alcuni utenti si sarebbero visti recapitare bollette relative, però, non ai loculi che ospitano i propri cari ma a quelli di terzi. Sul gruppo Facebook “Sei di Frosinone se” molti frusinati hanno sollevato il caso. «Ho riscontrato un errore nella bolletta per il pagamento della fornitura della corrente elettrica per il loculo di mio padre presso il Cimitero di Frosinone – scrive una cittadina - La bolletta intestata a mia madre risulta però riferita al pagamento per il loculo di un altro defunto. Lo stesso errore è presente sulla bolletta di altri due conoscenti residenti in zona Scalo». Altri casi sono stati segnalati in altre zone della città dove diversi residenti si sono visti recapitare fatture con errori di questo tipo. « Ma è davvero così difficile riuscire ad inviare una fattura del canone luce cimitero con nome del defunto esatto?» osserva un’altra cittadina. Alcuni sottolineano come le fatture inviate per il pagamento dei servizi cimiteriali siano aumentate nell’ultimo anno. Tutto frutto di una delibera di Giunta dell’amministrazione Ottaviani del 2015, che ha portato ad aumenti sia per le tariffe collegate ai diritti di tumulazione relative al 2015  che per quelle sulle lampade votive di quest’anno. E, beffa delle beffe, ad aumentare sono state anche le spese postali per l’invio delle bollette.
Tombe allagate e dimenticate
Intanto, più distante, giace la vergogna a cielo aperto dei loculi distrutti dalla infiltrazioni alcuni anni fa nell’interminabile telenovela delle “tombe allagate”. Dopo l’esito positivo della transazione fra le famiglie e il Comune per i danni subiti dai cittadini in seguito all’allagamento dei loculi, si era parlato due anni fa di un progetto di sopraelevazione dei loculi da mettere in campo dopo aver “spianato” lo scempio attuale. Ma a distanza di due anni i loculi (ovviamente vuoti) sono abbandonati al degrado e alla vegetazione selvaggia, come abbiamo constatato nel nostro tour nel weekend. A ridosso dei confini del cimitero, intanto, giace una discarica a cielo aperto vegetazione selvaggia, scarti di cantiere e anche lapidi in frantumi: non proprio un bel biglietto da visita.  In un contesto del genere suonano quantomeno beffardi i cartelli distribuiti sulle aiuole del cimitero dall’amministrazione comunale: “Onoriamo i nostri cari con la civiltà del quotidiano”. Già, ma chi dà l’esempio?

Il Comune requisisce i loculi: ipotesi "staffetta" fra salme

Al cimitero civico non ci sono abbastanza posti per seppellire tutti e allora il Comune prende “in prestito” i loculi dai cittadini. È quanto sta accadendo a Frosinone, dove attraverso un’ordinanza dirigenziale dello scorso 11 luglio l’amministrazione comunale ha di fatto requisito 6 loculi che erano stati concessi ad altrettanti cittadini a titolo di risarcimento e in sostituzione dei posti a terra danneggiati negli anni scorsi da consistenti infiltrazioni d’acqua (e non più utilizzabili). Attualmente quei loculi sono però vuoti e quindi il Comune li ha di fatto presi “in prestito” per sopperire all’emergenza della carenza di loculi. Nell’ordinanza del dirigente comunale si sottolinea che «nel Civico Cimitero non vi è al momento la sufficiente disponibilità loculi da destinare alle ordinarie tumulazioni delle salme» e che «nelle more dell’ultimazione dei lavori di realizzazione» di 96 loculi cimiteriali presso la Zona C2 del cimiteto, «si è manifestata la necessità di procedere alla requisizione temporanea e straordinaria di loculi cimiteriali, al fine di consentire una sistemazione confacente al decoro e sacro rispetto dei defunti ed evitare gravi inconvenienti igienico- sanitari». Quindi aspettando i nuovi 96 loculi l’amministrazione comunale ha deciso di requisire «in via temporanea e straordinaria tutti i loculi cimiteriali concessi a titolo di risarcimento e in sostituzione dei posti distinti a terra danneggiati da consistenti infiltrazioni d’acqua e non più utilizzabili.La requisizione avrà durata temporanea e straordinaria fino all’ultimazione dei lavori di costruzione dei nuovi 96 loculi cimiteriali e comunque non oltre il mese di dicembre 2016». E all’orizzonte potrebbe esserci anche una macabra ipotesi di “staffetta” fra le salme. In base all’ordinanza ai cittadini concessionari dei loculi presi “in prestito” dal Comune «in caso di necessità, sarà garantita l’immediata restituzione del loculo requisito. Eventuali danni causati dalle operazioni di tumulazione e/o estumulazione saranno a totale carico dell’Amministrazione Comunale». Insomma in caso di decesso di uno dei concessionari le salme ospitate in via emergenziale in quel loculo sarebbero sostituite da quelle di chi ha diritto a quel posto e si è visto requisire temporaneamente il loculo. Altra immagine lampante dell’endemica carenza di loculi nel cimitero è quella delle tante bare ancora sistemate nei sottoscala di uno degli ingressi laterali del cimitero in attesa di sistemazione definitiva. Insomma l’emergenza cimitero è ancora lì nonostante l’ottimismo di un anno fa del sindaco Nicola Ottaviani, che all’indomani del via libera da parte del Consiglio comunale alla realizzazione di 1600 nuovi loculi aveva annunciato che i provvedimenti e le scelte del Comune avrebbero consentito «alla città di sopperire al fabbisogno per i prossimi 5/6 anni, con la prima attivazione di una programmazione cimiteriale irrinunciabile per un Comune capoluogo» evitando «il verificarsi delle situazioni di emergenza cimiteriale, ripetutesi nel corso degli ultimi vent'anni».
 

Forno crematorio: eterno incompiuto

Un progetto approvato nel lontano 2005, lavori eseguiti e costi per quasi un milione di euro, ma la struttura ancora non entra in funzione. È una storia infinita quella del forno crematorio presso il cimitero civico del capoluogo, che va avanti da tanto, troppo tempo. Dopo la realizzazione della struttura, con una delibera del Consiglio comunale del novembre 2011 si decise di affidare gli interventi necessari per rendere funzionale il forno crematorio e la sua gestione attraverso la procedura con offerta economicamente più vantaggiosa. Poi diverse conferenze dei servizi fino al nullaosta alle emissioni in atmosfera da parte dell’Amministrazione Provinciale, per cui 3 anni fa il Comune con determina dirigenziale aveva previsto l’impegno di spesa per il rilascio dell’autorizzazione da parte della Provincia. In base ai primi annunci dell’amministrazione comunale il forno sarebbe dovuto entrare in funzione entro l’anno scorso. Nel consiglio comunale del 26 gennaio 2015, l’allora dirigente all’Urbanistica Elio Noce, in Consiglio comunale, aveva annunciato a proposito dell’affidamento a soggetti privati mediante bando di gara della gestione del forno e degli ultimi interventi sullo stesso: «È in fase di completamento il capitolato del forno crematorio. Purtroppo per il completamento del forno crematorio sono necessari degli interventi. Per cui questo capitolato sarà affiancato da un piano finanziario per potere in un modo o nell'altro rendere funzionale il forno crematorio». Il dirigente aveva sottolineato che l’unica strada proponibile è quella dell’esternalizzazione  «perché oltre agli aspetti prettamente tecnici anche a livello di funzionalità» sarebbero stati necessari «degli interventi di nuove costruzioni e di ampliamento per rendere funzionale il complesso del forno crematorio. Siamo riusciti ad ottenere tutte le autorizzazioni, in ultimo quella della Provincia per lo scarico dei fumi» aveva aggiunto  evidenziando che a «febbraio-marzo (del 2015,ndr) saremo in grado di poter sottoporre all'attenzione del consiglio anche la pratica del forno crematorio». Intanto alcuni mesi fa il dirigente è cambiato (Noce è passato ai Lavori Pubblici, mentre all’Urbanistica è arrivato Acanfora) e a distanza di oltre un anno e mezzo da quelle dichiarazioni la vicenda del forno crematorio è ancora ferma al palo. Con buona pace delle ricadute positive per il Comune e per il cimitero del capoluogo, alle prese con l’emergenza loculi.
 

Intanto aumenti a carico dei cittadini

Se da una parte i disagi relativi al cimitero comunale sono sotto gli occhi di tutti, dall’altra il Comune ha aumentato l’anno scorso le tariffe per i diritti di tumulazione  e quest’anno quelle relative alle lampade votive, con le prime proteste che stanno facendo capolino proprio in questi ultimi giorni sui social network. Fino all’anno scorso, infatti, le tariffe in vigore per il trasferimento delle salme sono state quelle contenute in una determina del 2005 relativa al primo affidamento esterno della gestione del servizio cimiteriale. Il canone annuo per le lampade votive e le tariffe relative ai diritti di tumulazione, inumazione ed esumazione furono invece determinati con una delibera di Consiglio comunale del 2006, relativa all’approvazione del Piano distributivo del Civico cimitero e del piano finanziario per il decennio 2006/2015. Dopo aver sottolineato che «ad oggi permane l’affidamento esterno per la gestione di gran parte dei servizi del Civico Cimitero» la Giunta Ottaviani, con delibera del 13 maggio 2015, aveva  evidenziato la necessità di procedere all’aumento delle tariffe «tenuto conto del tempo trascorso» dalla determinazione delle stesse. Un adeguamento che tiene conto «dell’indice ISTAT, aggiornato al mese di marzo 2015, dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai». Così per quantificare gli aumenti, si fa riferimento alla “variazione percentuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati” e all’aumeno della percentuale di Iva. In base alle decisioni della Giunta la tariffa per il trasferimento delle salme all’interno del cimitero è salita l’anno scorso per il “loculo normale in columbario” da 77,40 euro  a 92,07 e per i diritti di smaltimento dei rifiuti speciali è passata da 135,60 a 161, 30 euro (adeguamento Istat del 17% più Iva dal 20 al 22%). Per quanto riguarda le tariffe relative ai diritti di tumulazione si è passati ad esempio per il semplice loculo da 127,27 euro a 135,69 euro e ad aumentare dal 2016 è stato anche il canone annuo delle lampade votive da 20 euro a 23,39 (adeguamento Istat del 15% e Iva dal 20% al 22%). A subire gli aumenti anche le spese postali per l’invio delle bollette relative al pagamento del canone annuo delle lampade votive a carico dell’utente: passeranno da 60 centesimi per bolletta a 1,18 euro «salvo diversa determinazione a seguito di convenzionamento con Poste italiane». 

Alessandro Redirossi da L'Inchiesta quotidiano oggi in edicola

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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