Dalla Terra di San Benedetto a quella dei Vichinghi. Quando il futuro si chiama Norvegia


Dalla Terra di San Benedetto a quella dei Vichinghi. Quando il futuro si chiama Norvegia

CASSINO - Claudio Patriarca e Federica Butera sono passati, in pochi anni, dalla cultura benedettina a quella vichinga. Ed ora in Norvegia c’è anche la loro splendida Alice Lauryn. E’ la storia di due giovani casssinati, che dopo l’esperienza dell’Erasmus hanno poi scelto di vivere all’estero in modo stabile, mettendo anche su famiglia. Un racconto di coppia, di due ragazzi che incrociano le proprie vite fin dall’adolescenza, accomunati anche da una grande passione per la musica. Lui 34 anni e lei  33, vivono a Bergen, città nota ai turisti per il famoso “giro dei fiordi”, ma prima di arrivare in Norvegia hanno vissuto anche in Olanda e in Belgio. Il pioniere è stato proprio Claudio, che dopo la laurea in Geologia a Roma, ha iniziato il dottorato in Geofisica presso l’università di Delft passando anche per Louvain la Neuve in Belgio. Tre anni a L’Aja in Olanda, quando è arrivata anche Federica che nel frattempo, dopo la triennale a Cassino, ha conseguito la specialistica in Scienze della Formazione.  Con le sue competenze, Claudio non ha avuto difficoltà a trovare lavoro ed è stato assunto da una società petrolifera in Norvegia, mentre Federica continuava ad accumulare esperienza negli asili internazionali. A Bryggen, nello storico quartiere lungomare della città che è anche Patrimonio Unesco, Federica ha lavorato in un negozio per turisti. La giovane mamma è ancora in permesso per maternià, a gennaio ricomincerà la ricerca di un lavoro.  Ma come si vive così lontani dagli affetti familiari, senza poter andare a cena dai nonni o far giocare la propria piccola con i cuginetti che sono lontani migliaia di km?
«C'è sempre il desiderio di tornare in Italia e prima o poi lo faremo -sottolinea Federica -. Qui stiamo bene, ma dopo un po’ di anni all'estero senti il desiderio di tornare, almeno per noi é così. Ci sono momenti bellissimi, ma anche quelli di forte nostalgia».
A Claudio, che ha raggiunto una posizione professionale solida e gratificante, chiediamo di dare qualche consiglio ai tanti studenti universitari che sono qui, a Cassino.
«E’ bene che facciano una ricerca sul territorio prima di iscriversi alll'università, verificando quali sbocchi lavorativi ci sono in Italia, se il desiderio é di restare. Se si vuole andare all'estero vale la stessa regola, perché ci sono atenei in Europa che danno delle opportunità molto specifiche. Se ci si laurea in Geofisica all'università di Delft é molto facile che si finisca a lavorare in una società petrolifera. L'esperienza all’estero può essere molto gratificante, specialmente nel nord Europa».
E con i figli come si fa? «Crescere una figlia all'estero ha i suoi vantaggi, partirà con il piede giusto e poi si vedrà quali scelte farà in futuro!».
 

 

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