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Polveri sottili ed ultrasottili, Cassino batte tutti: al top in provincia, sbaragliata anche la Città Eterna Polveri sottili ed ultrasottili, Cassino batte tutti: al top in provincia, sbaragliata anche la Città Eterna

Polveri sottili ed ultrasottili, Cassino batte tutti: al top in provincia, sbaragliata anche la Città Eterna

CASSINO - L’aria di Cassino continua ad essere irrespirabile. Non lo dicono gli ambientalisti, ma i dati sfornati quotidianamente dal dipartimento aria dell’Arpa Lazio. Dal report giornaliero pubblicato ieri dall’agenzia regionale è venuto fuori che la città martire ha superato per la 55esima volta nell’anno solare i limiti di concentrazione di Pm10 nell’aria. Un dato che continua ad allarmare se lo si commisura a realtà metropolitane come Roma, dove nessuna delle tredici stazioni di rilevamento dislocate nei vari municipi capitolini ha fatto registrare dal 1 gennaio ad oggi numeri così allarmanti come quelli di Cassino: nella Città Eterna il limite massimo di concentrazione di Pm10 (fissato a 50 microgrammi per metro cubo) è stato superato, negli ultimi dodici mesi,  39 volte in zona Tiburtina e 32 a Cinecittà mentre nelle altre zone monitorate gli sforamenti sono stati una decina o poco più. Altrettanto preoccupante è il dato relativo alla concentrazione giornaliera di Pm10 per metro cubo d’aria. Nonostante il valore limite stabilito dalla legge sia stato fissato a 50 µg/m3, nell’arco di sole 24 ore, precisamente nella giornata di martedì 27 dicembre, sono stati registrati a Cassino 156 µg/m3. Una quantità di particolato in atmosfera tripla rispetto alla soglia d’allarme e fino a quattro volte superiore rispetto al dato riscontrato in alcune stazioni romane nella stessa giornata: nella Capitale infatti, la forbice tra concentrazione minima e massima è compresa tra i 28 (zona Guido) ed i  77 µg/m3 (Preneste). Peggio della città martire hanno fatto solo  Ceccano con 182 µg/m3 e Frosinone Scalo con 185. Nello stesso giorno, a Milano, la media giornaliera di Pm10 si è attestata sugli 87 µg/m3. Non meno allarmanti i numeri relativi ai Pm2,5, la frazione del particolato più piccola, che permane più tempo in atmosfera e rispetto al Pm10 è in grado di penetrare più in profondità nell’apparato respiratorio umano. Nei report dell’Arpa Lazio in cui si indicano le medie di concentrazione in atmosfera delle particelle Pm2,5 su base settimanale, Cassino è ancora una volta al top, con una media di 81 µg/m3 tra il 19 ed il 25 dicembre 2016. Parecchio più distante la città di Rieti con 50 µg/m3 di media e Frosinone con la stazione di rilevamento di via Mazzini “ferma” a 46 µg/m3.  A Roma invece, la concentrazione di Pm2,5 è oscillata tra i 22 µg/m3 della stazione di Guido ai 38 µg/m3 di Corso Francia.  Non va meglio se si analizzano i numeri del biossido di azoto, uno dei gas emessi in atmosfera dal traffico veicolare. Sebbene il limite imposto dalla legge sia fissato a 200  µg/m3, Cassino, pur rimanendo al di sotto della soglia, continua a primeggiare su tutto e tutti in provincia, con 124  µg/m3 di concentrazione massima registrata in un’ora alla data  del 27 dicembre. Più di Frosinone Scalo (110 µg/m3), Ceccano (87 µg/m3), Anagni (100 µg/m3), e Ferentino (57 µg/m3 ). A Roma, nella stessa giornata, solo la stazione di rilevamento di una strada congestionatissima come via Tiburtina (153 µg/m3) ha registrato una concentrazione maggiore. A Milano invece, la concentrazione di biossido di azoto non ha superato i 122 µg/m3.                
                       

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