Cassino/Dipendenti comunali - Formazione e sicurezza, De Nisi: «L’amministrazione rischia sanzioni pesanti»


Cassino/Dipendenti comunali - Formazione e sicurezza, De Nisi: «L’amministrazione rischia sanzioni pesanti»

CASSINO - La scarsa o del tutto assente formazione dei dipendenti comunali è, non da oggi, uno dei tanti punti deboli degli uffici di piazza De Gasperi. 
E sapere che nel 2015 sono stati spesi ben 11 euro annui pro capite per l’aggiornamento  dei lavoratori dell’ente, mentre nel 2016 la cifra è salita fino a toccare quota 38 euro, ha scatenato (per l’ennesima volta) l’ira del sindacato Fenadip, che da diversi anni polemizza con le amministrazioni comunali per gli esigui stanziamenti destinati alla formazione.
Intervenendo in merito ai numeri ufficiali riportati ieri su queste colonne, il segretario provinciale Vincenzo De Nisi si è dichiarato «totalmente insoddisfatto dell’attenzione prestata dall’attuale governo cittadino alla formazione dei lavoratori del municipio. Le norme contrattuali - ha evidenziato il sindacalista cassinate - prevedono che l’ente destini, a questo scopo, una somma direttamente proporzionale al monte salari annuo. 
Di fatto, a nostro avviso, viste le spese certificate dagli organi ministeriali, le risorse economiche impiegate per l’aggiornamento professionale sono parecchio al di sotto rispetto alle disposizioni di legge oltre che alle effettive esigenze dell’organico a disposizione del comune. Ma oltre alle cifre, a dir poco ridicole, lasciano perplessi la mancanza più assoluta di programmazione e le modalità di accesso ai corsi, che non esito a definire estemporanee, che fanno sì che solo alcuni dipendenti “eletti” possano trarre beneficio dalla formazione. Il tutto mentre gran parte dei colleghi resta constantemente alla finestra. 
Colgo l’occasione - ha aggiunto De Nisi - per denunciare anche l’ inapplicazione delle norme di prevenzione e sicurezza dell’ambiente di lavoro, per quanto attiene alla formazione di alcune figure specifiche di fondamentale importanza. Mi riferisco, in particolar modo, agli addetti anti-incendio e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.  Non mi risulta infatti che queste figure, nonostante negli anni il sindacato Fenadip abbia incalzato le amministrazioni e sollecitato gli uffici, siano state adeguatamente formate come prescritto dal decreto legislativo 81 del 2008. A questo proposito giova ricordare che l’inottemperanza di tali disposizioni comporta sanzioni, anche di natura penale, di una certa rilevanza. 
Giusto per fare un esempio chiaro a tutti - ha osservato nella chiosa il segretario provinciale Fenadip - che la normativa prevede, nel caso in cui non sia stata garantita la formazione degli addetti alla prevenzione incendi o al primo soccorso, la pena dell’arresto da 2 a 4 mesi per il datore di lavoro o il pagamento di un’ ammenda tra 1315 a 5699 euro. Concludo sottolineando che, purtroppo, che si parli di formazione generica o specifica, pur essendosi susseguite due amministrazioni di diverso colore politico, nulla è cambiato nel passaggio tra Petrarcone a D’Alessandro.  Senza contare che la tanto annunciata “rivoluzione” in comune, è rimasta solo un mero spot elettorale». 
 

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