Cassino - Ieri le eccedenze, oggi gli espositori delle edicole: arriva un’altra stangata


Cassino - Ieri le eccedenze, oggi gli espositori delle edicole: arriva un’altra stangata

CASSINO - Da che mondo è mondo gli edicolanti piazzano davanti all’ingresso delle loro attività gli espositori delle locandine delle varie testate giornalistiche locali o nazionali. 
In gergo vengono chiamato  “civette”.  Strumenti semplici, ma anche efficaci, che permettono ai lettori di conoscere in anticipo le notizie principali della giornata. Alcuni preferiscono lasciare le locandine fuori dall’espositore ed utilizzare nastro adesivo per affiggerle sulle pareti o sulle vetrine, schierandole una accanto all’altra. 
Ma per gran parte dei giornalai, tirar fuori questi cavalletti in metallo alle prime luci del giorno, subito dopo aver alzato la serranda dell’edicola, è un gesto automatico, un’abitudine. Proprio come il caffé. Ma da qui a breve certi strumenti del mestiere potrebbero finire dritti in soffitta, visto che, nei giorni scorsi, la società che si occupa della riscossione dei tributi per conto della municipalità cassinate, ha notificato ad alcuni edicolanti delle richieste di pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità con specifico riferimento all’utilizzo dei supporti metallici che fanno da cornice alle locandine dei giornali. Neanche il tempo di far scemare del tutto la polemica sulle eccedenze idriche, ed il comune si ritrova con un’altra patata bollente per le mani: nonostante siano in tutto una ventina gli edicolanti di Cassino e non 7mila e passa come avvenuto per le eccedenze, il caso è destinato a far rumore. A lanciare l’allarme ieri un giornalaio di lungo corso come Fausto, gestore dell’edicola situata dinanzi all’ex ospedale De Posis. «Nei mesi addietro - ha spiegato ieri il 60enne - alcuni dipendenti della ditta che si occupa dell’accertamento e della riscossione dell’imposta sulla pubblicità, hanno effettuato rilevamenti e misurazioni sulla facciata del mia esercizio. Pochi giorni fa poi ho ricevuto, per la prima volta in 24 anni di attività, un avviso di riscossione relativo all’annualità 2016, con tanto di sanzione, per l’importo di 192 euro. 
La società in questione, ovviamente per conto dell’ente di piazza De Gasperi, ha richiesto il pagamento di 46,48 euro per l’insegna dell’edicola, più 23,24 euro per ognuno dei due espositori metallici che d’abitudine, al mattino, colloco ad 1-2 metri dalla porta d’ingresso. Inoltre - ha precisato  il signor Fausto - nonostante io non abbia mai ricevuto in precedenza alcuna notifica, mi è stata addebitata anche una sanzione pari al 100% dell’imposta: in pratica dovrei pagare 92,96 euro per  l’insegna e gli espositori delle locandine, più altri 92,96 euro per omessa denuncia. 
Ma non finisce qui. Sono stati computati anche 44 centesimi per gli interessi calcolati dal 19 dicembre 2016, 5,18 euro di spese di notifica e 46 centesimi di arrotondamento.  Richieste che ritengo siano illegittime per due ordini di motivi: innanzitutto nessuno ha mai comunicato alla mia persona, né agli altri colleghi edicolanti, che l’impiego dell’espositore delle locandine dei quotidiani locali avrebbe comportato il pagamento di un’imposta. 
E, in seconda istanza - ha sottolineato e concluso - se avessi saputo che il comune avrebbe preteso soldi per i cavalletti, avrei deciso di farne a meno. In ogni caso presenterò reclamo all’ufficio tributi del municipio visto che diversi sono gli aspetti da chiarire in questa vicenda che certamente può mettere in seria difficoltà gli operatori di un settore che non sta certo vivendo un momento florido».  
Di avviso completamente diverso l’ufficio tributi del comune. Gli addetti ai lavori, interpellati sul caso-espositori, hanno tenuto a precisare che le richieste di pagamento dell’imposta sulla pubblicità per l’utilizzo dei cavalletti espositivi, non sono solo legittime, ma comportano, visto che l’uso di questi supporti avviene su suolo pubblico, anche il pagamento della Tosap. 
Una mazzata tra capo e collo per quei pochi edicolanti cassinati che un stoicamente resistono alla crisi tenendo aperte le loro attività. Dal municipio, inoltre,  dopo aver chiarito che «gli uffici sono sempre disponibili a verificare la congruità di qualunque richiesta di pagamento»,  hanno tenuto a sottolineare che il decreto 507 del ‘93, che disciplina le imposte comunali sulla pubblicità e le pubbliche affissioni, prevede che gli edicolanti siano esentati dal pagamento solo nel caso in cui «la pubblicità, escluse le insegne, relativa ai giornali e alle pubblicazioni periodiche, sia esposta sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine, o sulle porte di ingresso dei negozi ove si effettua la vendita». In altre parole la locandina piazzata sulle vetrate o nelle adiacenze non comporta il pagamento dell’imposta pubblicitaria, mentre l’impiego degli espositori a terra implica l’applicazione della tariffa di 23,24 euro per ogni metro quadrato di superficie espositiva a cui dovranno sommarsi ulteriori spese per l’occupazione di suolo pubblico. 
Gli edicolanti, i lettori dei quotidiani, ma anche gli stessi giornalisti, sentitamente ringraziano. 

DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO OGGI IN EDICOLA

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