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Frosinone, Stadio: i 4 milioni dal Comune, il Credito sportivo e ricavi privati che salgono del 20% Frosinone, Stadio: i 4 milioni dal Comune, il Credito sportivo e ricavi privati che salgono del 20%

Frosinone, Stadio: i 4 milioni dal Comune, il Credito sportivo e ricavi privati che salgono del 20%

FROSINONE - Il Frosinone Calcio con il nuovo impianto punta ad aumentare i propri ricavi del 20% in tre anni. Lo aveva detto proprio in questa settimana il patron della società canarina Maurizio Stirpe, in occasione di un incontro a Tor Vergata. Venerdì in conferenza stampa Stirpe ha sottolineato che quella stima del 20% in più di ricavi comprenderebbe l’aumento dell’afflusso allo stadio, gli eventi e le attività aggiuntive che verranno ricomprese nel nuovo impianto e che genereranno dunque «fonti indirette di ricavo». Rispetto alle attività all’interno dello stadio, venerdì Stirpe ha parlato di «ristorazione durante tutta la settimana» e di luoghi «di incontro e fidelizzazione». Si è fatto riferimento anche all’affidamento esterno della palestra interna alla tribuna, che verrebbe aperta 7 giorni su 7 agli utenti. Stirpe rispetto all’ipotesi di un museo, poi, ha detto: «Non so se sarà un museo, ma se parliamo di un luogo dove possono esserci i fatti più significativi della storia del Frosinone Calcio dico di sì». Rispetto a tali attività, alla fidelizzazione dei tifosi e alla vita dello Stadio durante gli altri giorni della settimana, Stirpe ha osservato: «Non è detto che saremo noi a gestire questi aspetti, deve farlo chi sa fare questo mestiere. Possiamo delegarli a chi sa fare meglio». Dunque le attività di marketing e la parte commerciale potranno essere delegati dalla Togheter Infrastrutture Sportive (Tis). Si tratta della società che gestirà lo stadio per i prossimi 45 anni e che fa capo alla Together Spa, società che controlla il Frosinone Calcio. Ovviamente lo sfruttamento commerciale dello stadio e l’aumento dei ricavi passa anche per quanto il Frosinone Calcio riuscirà a far “fruttare” gli sky box (una sorta di “salottini” che si affacciano sul campo di gioco). Per quanto riguarda lo sfruttamento delle aree commerciali ai distinti, Stirpe ha sottolineato che «è un passaggio successivo, se ci sarà la necessità lo faremo».
Insomma le opportunità di aumentare ricavi e fatturati per il Frosinone Calcio con l’operazione stadio sono evidenti, fra migliaia di metri quadri di possibili superfici commerciali e sfruttamento dell’impianto (a fronte di un canone di concessione che dovrà pagare la società che non supera i 200mila euro annui). Non manca una “spinta pubblica” rispetto alla crescita dei ricavi che il Frosinone Calcio potrà realizzare. Se a Torino il Comune ha messo a disposizione alla Juventus l’area su cui è nato lo stadio di proprietà, a Frosinone l’amministrazione Ottaviani oltre a concedere l’area dello stadio per 45 anni e lo sfruttamento commerciale dell’impianto, ha deviato sui lavori per il Casaleno oltre 4 milioni di euro di risorse comunali, stornandole da mutui destinati da anni ad altri investimenti in opere pubbliche (e il sindaco Ottaviani ammise - leggi qui - che quelle risorse "ce le saremmo potute risparmiare"). Tutto in un periodo in cui le casse dell’Ente non se la passano di certo bene fra tagli pesanti ai servizi, tasse e tariffe (mensa, scuolabus, rifiuti) che lievitano di anno in anno, diverse opere pubbliche al palo, altre che non si faranno mai e investimenti sulla messa a norma di tante scuole che non possono concretizzarsi vista l’assenza endemica di risorse. In cambio della concessione dei 45 anni e dello sfruttamento commerciale, la cordata che fa capo a Stirpe investe oltre 11 milioni di euro sul completamento del Casaleno. Non dovrebbe mancare comunque un’altra spinta pubblica per l’investimento, visto che sarebbero state avviate dalla società le pratiche per il ricorso ai finanziamenti concessi dall’Istituto del Credito sportivo. «Abbiamo ottenuto l’autorizzazione preliminare da parte del Coni - ha detto il legale del Frosinone Calcio Aldo Ceci rispetto all’impianto del Casaleno - Questo ci ha consentito di portare avanti la pratica con il Credito sportivo, che dovrebbe essere in fase di ultimazione e consentirà di ottenere i fondi necessari per il completamento dell’opera, fermo restando che già ad oggi tutte le risorse necessarie sono state messe in campo». A tal proposito, rispondendo alle domande del nostro giornale, il patron Stirpe ha spiegato: «Il Credito sportivo sta facendo l’istruttoria, evidentemente è un intervento marginale: grossa parte del finanziamento deve arrivare dalla società. Vedremo quale cifra verrà ammessa. Orientativamente può essere il 30% del valore complessivo dell’investimento».
Alessandro Redirossi

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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