L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Unicas, il rettore Betta: «Nessun errore e neanche una magia. Partite di giro e follia» Unicas, il rettore Betta: «Nessun errore e neanche una magia. Partite di giro e follia»

Unicas, il rettore Betta: «Nessun errore e neanche una magia. Partite di giro e follia»

CASSINO - Ieri è stato il giorno del primo CdA dopo il fragoroso “outing” dell’università di Cassino con cui l’ateneo ha riconosciuto di aver trovato, grazie ad un Durc negativo, un buco nel pagamento dei contributi dei dipendenti pari a 31 milioni di euro. Lievitati, poi, fin quasi a 40 con le sanzioni. Ieri mattina, il rettore Giovanni Betta è arrivato alla seduta delle 11 dopo aver regolarmente tenuto due ore di esami ai suoi studenti di Ingegneria. Poi, fino alle 15 il cda e a seguire, un lungo faccia a faccia, insieme al rettore vicario Raffaele Trequattrini, con alcuni giornalisti. Una giornata impegnativa che tuttavia si sarebbe conclusa, ieri sera, con una salutare partita di tennis anti-stress.
“NESSUN ERRORE”
“Errore macroscopico”? Niente da fare, non c’è alcun errore. E se l’ex rettore Attaianese ha invitato il suo successore a scavare, a cercare meglio per trovare i pagamenti effettuati, adesso la realtà è differente.
Lo dice senza mezze misure Betta, lo conferma con aria rammaricata anche Trequattrini: «Il problema è che l’Inps non ha mai reclamato nulla in questi anni, altrimenti saremmo arrivati al nodo molto tempo fa. I revisori avrebbero avuto una lettera dell’Inps che avrebbe posto l’attenzione sui residui e sarebbe emerso subito. Anomalo, invece, che non si abbia avuto contezza di nulla.
LE PARTITE DI GIRO
«Tendenzialmente, le partite di giro sono voci che non hanno impatto sul bilancio e i revisori, se non le conoscono, non vanno a cercarle». Ecco, le partite di giro. Sono quelle che hanno “ingannato”. «Non le  ho inventate io - sottolinea il rettore - e neanche Raffaele. Chi ha deciso queste cose? Si saprà. Procura e Guardia di Finanza stabiliranno chi ha scientemente deciso che nel 2016 si dovesse creare un problema di queste dimensioni. Non è magia, non si materializzano le cifre. E non è certo un qualsiasi impiegato a decidere che improvvisamente non si paga. C’è un’evidenza imbarazzante dell’assenza di pagamenti e quindi, da esperto di bilanci, Attaianese non può certo parlare di macroscopico errore. L’errore non c’è. L’entità del danno sì».
CACCIA AL COLPEVOLE
Intanto, come avevamo già annunciato, è stata istituita una commissione d’indagine interna.
«Ci sono tre persone - spiega il rettore - intente a raccogliere tutto il materiale che ci potrà essere richiesto come documentazione. Non che si stia andando a caccia del “colpevole” per poterlo punire. Non è una commissione disciplinare. Trequattrini, intanto, aggiunge: «Ricordiamo che oltre i 10mila euro, il mancato pagamento dei contributi è un reato e la Procura verificherà chi lo ha commesso. Si faranno verifiche su tutta la catena verticistica che va dall’mpiegato al dirigente fino al datore di lavoro».
DISEGNO “FOLLE”
«C’è della follia in tutto questo - riflette Betta - e di tutte le soluzioni possibili per far quadrare i conti, pur volendo “giocare” sui contributi, appare assurdo che si sia pensato di superare l’arco temporale dei 12 mesi. Entro l’anno doveva essere messo tutto a posto.
E’ da irresponsabili, invece, quello che è accaduto. Fino all’ultimo ho pensato di trovare un riscontro negativo, riconoscendo intelligenza alle persone. Purtroppo, mi sono dovuto arrendere all’evidenza. E ho capito che forse, alla prima trasgressione ti colpevolizzi, poi evidentemente ci si fa l’abitudine. Per cinque anni non si è saputo nulla».
Betta ieri ha anche lanciato un assist importante al suo braccio destro: «Trequattrini, come delegato alle politiche di bilancio, è stato tenuto all’oscuro di quanto accadeva. E in tutta questa situazione è senza dubbio la persona che appare più mortificata di tutti».   
Piena fiducia, dunque, mentre ci si dissocia dal passato e torna alla mente come, nel passaggio da un rettore all’altro, non ci sia stato anche un parallelo “passaggio di consegne”. Un modus operandi legato anche a caratteri differenti.
Ed infatti la chiusa della conversazione con rettore e prorettore ha un epilogo inedito: «L’uomo solo al comando fa meno fatica di chi vuole creare condivisione. Adesso la cosa importante è trovare le carte, restare tranquilli e superare la crisi».  

 

 

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604