A 73 anni dalla distruzione di Cassino, cerimonia solenne in Piazza De Gasperi


A 73 anni dalla distruzione di Cassino, cerimonia solenne in Piazza De Gasperi

CASSINO - Il 15 marzo del 1944, a partire dalle 8.30 e per più di sette ore, un nugolo sterminato di cacciabombardieri alleati, così tanti da oscurare l’orizzonte, vomitarono sulla città di Cassino 1.250 tonnellate di bombe ad alto esplosivo. Nelle prime ore del pomeriggio quella elegante città praticamente non esisteva più. Esattamente un mese prima (15 febbraio) anche la millenaria abbazia benedettina di Montecassino, sulla cima del monte, era stata ridotta ad un ammasso informe di macerie. Una duplice distruzione non solo criminale ma anche inutile che anziché accorciare le operazioni belliche le dilatò di gran lunga. Le macerie, infatti, consentirono ai soldati tedeschi di difendersi in maniera molto più agevole, rendendo la vita molto più dura alla ridondante macchina da guerra alleata che stentava a fare progressi nella malsana pianura di Cassino. Sono passati 73 anni da quella tragedia ma le ferite terribili ancora non si sono rimarginate del tutto. Ed è per questo che ogni anno le amministrazioni comunali commemorano, con la dovuta solennità, quegli accadimenti che hanno reso Cassino “città martire”. La cerimonia si sta svolgendo in Piazza De Gasperi, con l’arrivo del pic- chetto d’onore dell’80 Reg. Rav “Roma” e delle rappresentanze degli istituti scolastici. Dopo l’alzabandiera, c'è stata la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti da parte del sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Sono intervenuti anche il vescovo diocesano mons. Gerardo Antonazzo, il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli, il questore Filippo Santarelli, il rettore dell'Università Betta, molti sindaci del territorio. Domani sull'edizione in edicola de L'inchiesta-Quotidiano ampio servizio fotografico e particolari.

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Cronaca e Giudiziaria
 

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