Pasqua, è scontro tra animalisti e carnivori. Ma all'agnello in tanti non rinunciano


Pasqua, è scontro tra animalisti e carnivori. Ma all'agnello in tanti non rinunciano

CASSINO - Si avvicina la Pasqua: nel giorno di domenica tutti saremo riuniti in famiglia, intorno ad un tavolo a gustare prelibatezze fatte in casa. Già abbiamo l’acquolina in bocca a pensare alla pastiera, alle uova di cioccolato, alle pizze rustiche e soprattutto all’abbacchio. O forse no. Si ritorna infatti a discutere di ciò che gli italiani preferiscono portare sulle loro tavole in una delle festività più importanti dell’anno. In particolar modo, una delle usanze più diffuse, è sicuramente il consumo dell’agnello, prodotto che non può mancare soprattutto in quelle case in cui regna la tradizione religiosa che lo considera simbolo del figlio di Dio. Da qui nasce lo scontro tra le associazioni animalistiche e i fautori del classico menù pasquale. Nell’anno precedente, secondo dati dell’ISTAT, il numero di agnelli e capretti uccisi in prossimità di questa festività sono stati quasi 500 mila, una vera e propria mattanza che, purtroppo, continua a ripetersi ogni anno. In questi giorni sono stati numerosi gli interventi contro questo fenomeno, sia da parte delle associazioni sia nel mondo politico. Un primo significativo gesto è avvenuto da parte della lega antivivisezione (Lav), i cui militanti sono scesi in piazza e hanno manifestato proponendo spesso la frase 'Let it beee” ovvero “Lascialo vivere, cambia menù!”; queste manifestazioni si sono riproposte in molte zone d’Italia, sempre tramite danze e canzoni, utili per convincere l’opinione pubblica sul destino di questi animali di pochi mesi che vengono tolti alla natura per portarli sulle nostre tavole. Tra le associazioni che stanno protestando in questi giorni troviamo anche la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, con l’obiettivo di promuovere progetti necessari per informare i cittadini e utili per convincerli a sostenere un percorso vitale che veda il rispetto degli animali. Anche Silvio Berlusconi, ex premier nonché segretario di Forza Italia, ha scelto di stare dalla parte degli animalisti; ha infatti adottato, nei giorni scorsi, 5 agnellini, sostenendo di aver scelto questo gesto per salvarli dalla macellazione. D’altro canto, l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, fa sapere di essere favorevole al consumo dell’agnello pasquale in quanto considerata una “tradizione” nonché “simbolo pasquale”. Pare quindi che la popolazione sia divisa in due schieramenti, uno pro e uno contro. Attraverso una mini-indagine statistica condotta su 24 persone di età compresa tra i 10 ai 50 anni, sono trapelati i commenti più disparati, spesso velati da un’impronta satirica. Chi si è affermato maggiormente nel sondaggio sono stati i pro-consumo di carne ovina, con il loro 50%. Le motivazioni principali dei pro-consumo sono il rispetto della tradizione italiana e la disillusione quasi cinica che hanno nei confronti delle idee espresse dagli animalisti: “Adesso tutti parlano degli agnelli, ma nessuno prende in considerazione gli innumerevoli suini macellati nel periodo di dicembre”. Della stessa bandiera sono molti degli intervistati che si definiscono indifferenti (il 37% del totale), i quali considerano un’ipocrisia non considerare gli animali uccisi e mangiati nell’arco dell’anno. Particolarmente tagliente è il commento che segue, espresso da una ragazza di 18 anni: “Ci sono maltrattamenti sugli animali molto più gravi; inoltre elevare questo dibattito ad un problema sarebbe inutile, perché ci sono argomenti molto più importanti di cui parlare”. Infine, il numero minore di preferenze giungono dalla parte dei non favorevoli (circa il 13%), i quali argomentano le proprie motivazioni “contro corrente” con espressioni decise: “Smettere di mangiare l’agnello a Pasqua sarebbe il primo passo per smettere di trucidare gli animali”, spiega un’altra ragazza diciottenne. Unendo le cifre dei non favorevoli agli indifferenti cui non piace il gusto dell’agnello, capiamo che il 30% degli intervistati non mangerà agnello a Pasqua; una cifra che, probabilmente, aumenterà nell’arco degli anni. Ciò lo possiamo pensare in quanto sono stati proposti, sempre da parte delle associazioni, dei menù alternativi che sostituiscano i normali menù pasquali, che rispettino l’ambiente e soprattutto gli animali. Nel frattempo è partita una raccolta firme che chieda al parlamento di approvare la legge Brambilla, proposta dalla stessa deputata e presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che prevede il divieto dell'abbattimento, la macellazione, nonché l'importazione e l'esportazione per tali finalità, di animali che non abbiano raggiunto età adulta.    

                                                                                                                                                                                           Alessandro Di Sano, Mattia Iannetta, 3°A/EA ITIS E. Majorana

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cronaca e Giudiziaria
 

Articoli correlati


Nella stessa categoria