Roccasecca, Raggi dichiara l’autosufficienza. Sacco: «Allora non serve conferire in Saf»


Roccasecca, Raggi dichiara l’autosufficienza. Sacco: «Allora non serve conferire in Saf»

ROCCASECCA - Che il territorio sia particolarmente attento alle mosse del sindaco di Roma, Virginia Raggi, è un fatto noto: indubbiamente quando si tratta di rifiuti le decisioni che vengono prese in Campidoglio non possono non avere ripercussioni anche sul ciclo dei rifiuti della provincia di Frosinone. Ebbene a destare attenzione è stata l’ordinanza emessa il 6 aprile scorso nella quale il sindaco della Capitale, onde evitare emergenze, o per meglio dire per affrontare quella con cui si confronta la città, ha ordinato la piena operatività agli impianti di Tmb. In sostanza: Roma, che si serve dell’Ama per gestire il suo ciclo dei rifiuti, dispone di 4 impianti di cui due di proprietà della stessa Ama e 2 (Malagrotta 1 e Malagrotta 2) riconducibili al Consorzio Co.La.Ri. che, complessivamente e per autorizzazioni rilasciate, posso assicurare la lavorazione di 3000 tonnellate di rifiuti giornalieri: 1500 presso gli impianti a disposizione dell’Ama e altrettanto in quelli del Consorzio. Sta di fatto pero che quest’ultimo ha registrato un calo nel corso del 2017 del flusso accolto, pari a circa il 50% dei rifiuti precedentemente conferiti, circostanza questa che affatica Roma che produce, invece, ogni giorno 2700 tonnellate di rifiuti. La disponibilità dunque dei Tmb oggi – è scritto nell’ordinanza - «pregiudica il già delicatissimo ed instabile equilibrio del sistema che caratterizza l’Ato di Roma». Il sindaco quindi al fine di soddisfare le esigenze di trattamento di rifiuti indifferenziati di Roma nel rispetto - sottolinea la Raggi - del principio di autosufficienza ha imposto di utilizzare gli impianti Tmb al pieno della loro capacità ricettiva. In tal modo dunque Roma è autosufficiente, o almeno lo è per quel che concerne i rifiuti destinati ai Tmb. Ma che ripercussione questa ordinanza sul ciclo dei rifiuti della Provincia di Frosinone? In effetti è illuminante rispetto sia al contratto che la Saf ha proposto ai sindaci, che include il conferimento dei rifiuti capitolini presso l’impianto di Colfelice, che per il nuovo piano rifiuti regionale che si sta stilando. E’ sul primo aspetto che si è soffermato il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco. Il primo cittadino, va ricordato, si è detto subito contrario alla possibilità che presso la Saf, così come stabilito nel contratto, potessero continuare ad essere conferiti i rifiuti prodotti a Roma. Si è fatto carico dunque di stilare un nuovo documento deprivato di questa possibilità che ha sottoposto ad alcuni suoi colleghi sindaci, alla stessa Saf e che sarà argomento di confronto nella prossima assemblea dei soci Saf. «Ebbene – dichiara Sacco - il provvedimento della Raggi conferma che Roma per i Tmb è autosufficiente, circostanza questa che rende di fatto inutile la clausola che permette di conferire i rifiuti capitolini presso l’impianto di Colfelice». Tesi questa che avvalora dunque la posizione del sindaco determinato a non mollare rispetto alla possibilità di far approvare in sede di assemblea il nuovo contratto da lui stilato. Ma c’è anche un altro aspetto su cui si sofferma il sindaco e che riguarda appunto l’Ato unico, che mai lo ha convinto, ideato dall’assessore all’ambiente Mauro Buschini. «Se oggi vale il criterio di autosufficienza dell’Ato, tanto da indurre la Raggi ad emettere un ordinanza affinché non si crei un emergenza, con l’ambito unico questo criterio non sarà più in essere. La nuova riperimetrazione permetterà di calcolare l’autosufficienza non per Ato ma a livello regionale. Circostanza questa che potrebbe causare la libera circolazione dei rifiuti di Roma in tutti gli impianti della Regione e di conseguenza in quello di Colfelice».  Infine e non per ultimo c’è da valutare anche l’aspetto che più direttamente riguarda Roccasecca. «Non pensassero di portare gli scarti della lavorazione presso la discarica di Cerreto - tuona Sacco - non esiste alcun provvedimento emergenziale in tal senso».
       

 

 

 

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