Cassino in D, Rossi: «Scusate il ritardo, è la vittoria di un progetto»


Cassino in D, Rossi: «Scusate il ritardo, è la vittoria di un progetto»

CASSINO - La felicità è il volto di un cassinate verace che ha messo la sua passione per il calcio, vissuta con lo stesso entusiasmo dei tifosi, al servizio di un club risorto, proprio grazie alla volontà ed agli sforzi profusi da un manipolo di irriducibili nell’estate del 2010, dalle ceneri del professionismo perduto e condotto, da quattro stagioni a questa parte, dalla Promozione fino al ritorno nel calcio nazionale che conta. Nicandro Rossi ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia del Cassino calcio, centrando un altro obiettivo, quello più importante per il quale ci ha messo la faccia, giocandosi tutta la sua credibilità, nella conferenza di insediamento datata luglio 2013. Rossi aveva promesso la Serie D e ha mantenuto la parola con i tifosi e con la città. Ha assistito alla gara di Pomezia insieme alla sua famiglia. Si è accomodato in tribuna con al fianco la moglie, la figlia ed il genero. Ancora una volta la sua “creatura” lo ha fatto penare non poco, costringendolo ad attendere, per l’esultanza liberatoria, il finale delle gare iniziare un’ora dopo, ma la gioia, a promozione aritmeticamente conquistata, è stata ancora più grande. E la prima dedica non poteva che essere rivolta proprio ai suoi familiari. «Sono stati sempre al mio fianco e di grande aiuto e sostegno, soprattutto nei momenti di difficoltà - ci racconta il patron azzurro mentre affronta il viaggio di ritorno per abbracciare la squadra e dare il via alla festa di piazza Diaz - ma dedico la vittoria del campionato a tutti, città, tifosi, staff dirigenziale, tecnico, squadra. Oggi è un giorno felice che aspettavamo da tanto, mi godo il successo con la consapevolezza ed il gusto di aver risposto con i fatti alle promesse. Quando si verificarono le condizioni per acquisire il Cassino, ho valutato attentamente tutti gli aspetti. Le aspettative erano altissime, la voglia di mettersi in gioco tanta ma nel calcio non bastano solo le buone intenzioni. Serve una attenta programmazione, per questo abbiamo lavorato sodo per cotruire sin dal primo giorno una struttura efficiente e competitiva. Sentirmi uno dei tifosi della Laterale mi ha aiutato molto ed ora dobbiamo celebrare questa promozione, godendoci appieno il momento, pensando che debba costituire un punto di partenza e non di arrivo. Adesso voglio vivere la festa per un traguardo cercato e voluto fortemente». Il presidente, ebbro di gioia per l’approdo in serie D, mostra di avere le idee chiarissime sulla programmazione futura. «A Pomezia abbiamo chiuso il cerchio - è la disamina del massimo dirigente cassinate - ed ora dobbiamo guardare avanti. Ai tifosi dico “scusate il ritardo” se abbiamo impiegato un anno in più a raggiungere l’obiettivo dell’Interregionale rispetto alla programmazione stilata nell’estate di quattro anni fa. Ma in bacheca abbiamo una Coppa Italia regionale in più, quindi va benissimo così. Se ripenso alla stagione il momento più difficile è stato senz’altro la sconfitta in casa del Lido dei Pini. In quel momento ho cercato di trasmettere serenità a mister Castellucci, al quale rivolgo un sentito ringraziamento per il grande lavoro svolto in maniera impeccabile e professionale, alla squadra composta da ragazzi a cui voglio bene come fossero dei figli, ai ragazzi che dagli spalti ci hanno seguito sempre, esprimendo un amore incondizionato per questi colori che portiamo nel cuore. Il momento più esaltante, invece, è rappresentato dalle due vittorie di fila ottenute, nel giro di tre giorni, a Colleferro e nel derby di Fondi contro il Formia. In quel momento ho capito che la vittoria del campionato non poteva sfuggirci. Quanto agli obiettivi futuri - conclude il presidente Nicandro Rossi - dico che proveremo a riportare la squadra tra i professionisti nel giro di tre stagioni. Andremo avanti con umiltà ed impegno per regalare un traguardo ancora più ambizioso a questa città ed agli eccezionali tifosi del Cassino. Interverremo con massicci investimenti sulle strutture, in modo da avere un centro sportivo all’altezza di una categoria così importante che mancava da undici anni. Servirà tanto impegno e sostegno da parte di tutti, dalle istituzioni ai tifosi. Ce la metteremo tutta per continuare ad essere protagonisti. Ora, però, è il momento di festeggiare il coronamento di un sogno cominciato quattro anni fa, divenuto finalmente realtà.

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