Frosinone/Anagni, Unindustria, Federlazio e Cna: subito infrastrutture e semplificazione


Frosinone/Anagni, Unindustria, Federlazio e Cna: subito infrastrutture e semplificazione

FROSINONE - Unindustria, Federlazio e Cna han­no sottoscritto unitariamente un documento per il rilancio dell’e­conomia nell’ambito dell’Area di crisi industriale complessa, indicando le priorità da cui partire nelle infrastrutture, nello sblocco delle autorizzazioni ambientali e nelle semplificazioni. Le tre organizzazioni datoriali hanno stilato la nota all’indomani dell’incontro avuto nei giorni scorsi tra Regione Lazio, Invitalia e le associazioni datoriali e di categoria proprio sull’Area di crisi industriale complessa Sistema Locale Lavoro Frosinone.
«L’esigenza di individuare delle priorità dalle quali partire - si legge nel documento -, è nata dal fatto che troppo spesso in passato si è dovuto assistere al naufragio di interventi, accordi di programma, a­zioni per il rilancio del territorio, proprio a causa della carenza di alcune precondizioni indispensabili per lo sviluppo del sistema industriale, che non hanno con- sentito agli investimenti di esplicitare tutto il loro potenziale. Da qui l’individuazione delle priorità infrastrutturali ed operative, nonché gli strumenti di semplificazione che, per le Associazioni in questione, devono essere alla base del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (Prri) che Regione Lazio ed Invitalia dovranno definire».
«Per quanto riguarda la voce infrastruttu­re, per la riconversione dell’area industriale di Anagni sono state individuate come opere prioritarie il completamento e messa in sicurezza dell’“asse attrezzato”, attualmente in uno stato talmente critico da risultare spesso inutilizzabile; il rifacimento di tutto il sistema viario del­l’Agglomerato; il  rifacimento di tutta la segnaletica a servizio dell’Agglomerato ed interventi di valorizzazione delle aree anche dal punto di vista ambientale e paesaggistico».
«Per quanto concerne invece l’agglomerato Industriale Frosinone, tra le opere prioritarie risultano la realizzazione di un sistema di rotatorie a servizio dell’“asse attrezzato”; il completamento dell’asse viario di collegamento tra il casello di Ferentino e via Fabi (progetto Area Metropolitana); il rifacimen­to di tutta la segna- letica a servizio dell’Agglomerato ed interventi di valorizzazione delle aree anche dal punto di vista ambientale e paesaggistico; il recupero e valorizzazione siti dismessi; il rifacimento delle infrastrutture di carattere ambientale (reti e depuratori)».
«La priorità legata al sistema autorizzativo e semplificazioni scaturisce dal fatto che in provincia di Frosinone si riscontrano, da diverso tempo, forti criticità nelle tempistiche di rilascio delle autorizzazioni, con particolare riferimento a quelle di carattere ambientale. Dette criticità sono sta­te più volte rappresentate anche dallo stes­so Presidente della Provincia. La nuo­va perimetrazione del SIN Valle del Sacco e la riorganizzazione dell’Amministrazione Provinciale alla luce della cosiddetta “riforma Del Rio” hanno ulteriormente re­so critico detto quadro. Approcciare costruttivamente e proattivamente questo problema - secondo Unindustria, Federlazio e Cna Pmi - è condizione necessaria, per poter anche solo immaginare la predisposizione di un progetto di riconversione e riqualificazione industriale e la conseguente offerta localizzativa. A tal fine vie­ne evidenziato come una sinergia tra Re­- gione Lazio, Provincia, Arpa Lazio ed altri enti coinvolti sia fondamentale».
Le tre Associazioni, inoltre propongono «la costituzione di una cabina di regia uni­ca per gli investimenti e/o una conferenza di servizi permanente dedicata a seguire in tutto l’iter, anche e soprattutto autorizzativo ed i progetti di investimento che saranno approvati».
«E’ evidente che gli interventi da noi individuati – sottolineano i Presidenti delle tre Associazioni nel documento -  soprattutto quelli legati al capitolo delle Infrastrutture viarie, sebbene costituiscano una pre-condizione ormai improcrastinabile dello sviluppo, potrebbero anche essere realizzati immaginando una gradualità temporale, che tuttavia preveda un avvio immediato. Ciò anche per dare il segno di un avvenuto cambio di passo da parte delle istituzioni del territorio ai diversi livelli, che infonderebbe quel clima di fiducia tra gli operatori locali che, come è no­to, è alla base di ogni azione imprenditoriale».

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