Cassino, "Chiese Aperte": con l’Archeoclub Latium Novum alla riscoperta degli affreschi di S. Antonino


Cassino, "Chiese Aperte": con l’Archeoclub Latium Novum alla riscoperta degli affreschi di S. Antonino

CASSINO - Sono trascorsi ben 20 anni dal restauro degli antichi affreschi conservati nella piccola quanto deliziosa chiesa di Sant’Antonino a Cassino. Resta immutato nel tempo, l’interesse e il coinvolgimento di chi quel lavoro di recupero lo ha fortemente voluto e ha provveduto a finanziarlo attraverso una capillare sensibilizzazione e raccolta fondi. Parliamo dell’Archeoclub d’Italia Latium Novum, presieduta dall’architetto Giuseppe Picano e dalla Fidapa. Domenica scorsa, 14 maggio, le socie e i soci delle due importanti realtà territoriali hanno dato vita, dalle 10 alle 13, ad un evento molto suggestivo, collegato alla manifestazione nazionale “Chiese Aperte”. Giunto alla XXIII edizione, ha permesso in tutta Italia di poter visitare luoghi di culto degni di nota ma che di solito non sono aperti al pubblico. Nella contrada di Sant’Antonino è stata individuata la chiesa che avrebbe potuto catalizzare l’attenzione. E così è stato, perché nell’occasione e con la presenza dell’architetto Giuseppe Picano (presidente della sezione Archeoclub Latium Novum di Cassino), della professoressa Anna Matilde Patini (responsabile per l’Archeoclub dei rapporti con le scuole), dell’architetto Silvano Tanzilli (già direttore del Museo Archeologico Nazionale Carettoni di Cassino),  dell’assessore alla cultura Nora Noury e del presidente del Rotary Club, Michele Ciufo è stato possibile dare risalto al grande lavoro di valorizzazione storica e artistica che era iniziato con una ricerca dettagliata a cura della professoressa Ione Lepore Vettese, già presidente dell’Archeoclub e recentemente scomparsa. Fu proprio lei a descrivere minuziosamente la storia di questa «Ecclesia Sancti Antonini che compare per la prima volta nei documenti conservati nell’archivio di Montecassino e precisamente nel Regesto di Tommaso Decano, che visse fino al 1280». Era il 2003, la professoressa Vettese, unitamente all’architetto Silvana Errico studiava gli affreschi di Sant’Antonino. Realizzando poi una proficua collaborazione con il II Istituto comprensivo insieme alla professoressa Maria Laura Santoro Masia. La Banca Popolare del Cassinate aveva contribuito al restauro degli affreschi, per i quali è stato scelto - come ha spiegato l’architetto Picano - di giungere ad un equilibrio tra istanza estetica e istanza storica.

Senza stravolgere né il significato dell’opera né la sua contestualizzazione all’interno della chiesa. Ciononostante, parliamo di un edificio che, avendo al suo interno i più antichi affreschi rinvenuti sul territorio, meriterebbe di essere sempre aperta ai visitatori e maggiori attenzioni da parte degli enti locali. Un concetto che è stato ribadito a chiare lettere dal parroco don Mario Colella, che nel ringraziare il direttivo e i soci tutti dell’Archeoclub e della Fidapa ha anche auspicato un rinnovato interesse per questo sito storico e artistico di indubbio valore. Don Mario ha anche portato i saluti del Vescovo, Mons. Gerardo Antonazzo che pur non avendo potuto partecipare in prima persona ha apprezzato moltissimo l’iniziativa Chiese Aperte. Degno di nota anche il coinvogimento attivo del Liceo Artistico Righi di Cassino, che era presente con la vicepreside, professoressa Teresa Murro e le due alunne dell’indirizzo di Architettura e Ambiente Lorenza Scanu e Federica Conetta. 
Entrambe impeccabili e preparate, le alunne hanno svolto il loro ruolo spiegando le tecniche utilizzate per la realizzazione degli affreschi trecenteschi. Un modo per mettere a frutto quanto apprendono a scuola attraverso una iniziativa che è espressione della piena sinergia con il territorio. 
             

 

 

 

 


  

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Prima fila
 

Articoli correlati


Nella stessa categoria


Tags: