Castrocielo, tornano le "Giornate Angiologiche Laziali" con la cooperativa “Santa Lucia Life”


Castrocielo, tornano le "Giornate Angiologiche Laziali" con la cooperativa “Santa Lucia Life”

CASTROCIELO - Tornano le “Giornate Angiologiche Laziali” organizzate dalla segreteria della Cooperativa “Santa Lucia Life” di Castrocielo e valide per l’aggiornamento professionale di medici e professionisti sanitari. Domani a partire dalle 8.30 presso la sala convegni dell’hotel Liolà (adiacente al casello autostradale) a Castrocielo si terrà il convegno intitolato: “La gamba gonfia flebopatica, linfopatica o cos’altro?” sotto la responsabilità scientifica dei dottori Alessandro e Giuseppe Ricci, e con il patrocinio dell’Asl di Frosinone, della Sifcs, della società medica del Cassinate, della Siapav e dell’ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Frosinone. Il dottor Alessandro Ricci spiega cosa significa avere una gamba gonfia: «Chi nella vita non ha detto o non ha sentito pronunciare da un suo caro, tale affermazione? – esordisce -. Avere le gambe gonfie, o una, che non è la stessa cosa, è tra i più comuni lamentati. Queste parole attivano spontaneamente nel medico una flow-chart diagnostico-terapeutica tesa a garantire una valutazione opportuna e la terapia più adeguata. Proprio a partire da tale asserzione, si vogliono ripercorrere e standardizzare le condotte più opportune definite dalle linee guide e dalla esperienza clinica in campo non solo vascolare ma multidisciplinare di quello che può essere un sintomo/segno di patologie locali o sistemiche. Il comune aumento di volume di un arto o di entrambi, non può essere in nessun caso banalizzato o minimizzato. Sovente, nonostante l’impegno di più figure specialistiche, può essere il primo segno o evolvere in condizioni infauste, vedasi tromboembolismo venoso, o l’edema rizomelico in corso di neoplasie». Di qui la necessità della conoscenza dei più opportuni percorsi diagnostici terapeutici di quella che da banale condizione può rilevarsi severa ed impegnativa patologia che richiede sforzi congiunti, innovative terapie ed ingenti risorse. In questi anni assistiamo sempre più a profondi cambiamenti di popolazione nel nostro paese, che si avvia ad essere multirazziale e multietnica. Ciò obbliga a riflessioni di farmacocinetica, in quanto la razza di per sé non è un buon fattore di predizione delle risposte farmacologiche. Quello che davvero conta non è la razza, ma piuttosto le variazioni genetiche specifiche e fattori psicosociali, condivise da alcuni membri del gruppo, e che possono influenzare le risposte farmacologiche.

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