Ferentino- Riapre il "mattatoio degli orrori", gli attivisti tornano alla carica


Ferentino- Riapre il "mattatoio degli orrori", gli attivisti tornano alla carica

FERENTINO - Il macello degli orrori – come l’hanno chiamato- è stato riaperto, divampa la rabbia del collettivo “No Mattatoio”. La struttura di macellazione in questione– rimasta anonima fino a ieri-  è la stessa finita sotto l’occhio del ciclone, poco meno di un mese fa, dopo le scioccanti immagini catturate da un gruppo di giornalisti investigativi. Il macello è situato nel confine tra Frosinone e Ferentino. Le riprese, proposte e realizzate dal team investigativo “Free John Doe”, per cinque mesi hanno filmato azioni di violenza inaudita ed ingiustificabile su bufalini, mucche e vitelli andate in scena proprio in quella struttura. Calci, pugni, bastonate, pungoli elettrici sugli animali, vitelli e bufalini lanciati dai camion durante lo scarico e poi macellati tutti insieme ed ammassati, se non appesi prima di essere uccisi, sono alcune delle azioni che hanno fatto inorridire molte persone, vegetariani e non. Nelle immagini, pare siano stati ripresi anche alcuni veterinari che avevano il compito di vigilare e sorvegliare tutto ciò che accadeva all’interno di quella struttura. Le riprese sono state anche trasmesse nella trasmissione “Animali come noi” condotto dalla giornalista Giulia Innocenzi. Successivamente a ciò, la Lav  (Lega anti vivisezione,nda) ha presentato una denuncia ai Nas ed ha ottenuto la chiusura del macello, solo per una settimana. A quanto trapela, la struttura ha ripreso la sua attività di macellazione, anche se in maniera parziale. Proprio per chiedere le motivazione di tutto questo, sia la giornalista Giulia Innocenzi, che tutto il collettivo “No Mattatoio”, alla presenza anche del deputato del movimento cinque stelle Mirko Busto – che sul caso ha anche presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Lorenzin, chiedendo seri provvedimenti- nella mattinata di ieri hanno prima presidiato di fronte la Asl di Frosinone per poi giungere direttamente nel luogo dove è situata la struttura di macellazione. «Chiediamo la chiusura immediata del mattatoio – hanno gridato quelli del collettivo mentre sia la giornalista Innocenzi che il deputato Mirko Busto sono stati ricevuti dai dirigenti Asl Petrucci e Pizzutelli - Nelle immagini si vede una violenza estrema, con addirittura un minore che pungolava le mucche. Tutto ciò è inaccettabile. Da qualche parte bisogna iniziare ed il sistema del mattatoio non funziona, con animali trattati peggio di un oggetto. Questo mattatoio deve chiudere come simbolo dello sfruttamento animale. In una società giusta tutto ciò è inaccettabile.  Cuccioli presi a calci, mucche bendate, legate, a cui veniva negata anche l’acqua per ore intere.  Come “No mattatoio” chiediamo alla Asl la chiusura di questo specifico mattatoio, in quanto con le telecamere si sono viste delle vere e proprie violazioni». «L’incontro è stato molto lungo - ha dichiarato il deputato appena uscito dalla riunione – Ci è stato detto dalla Asl che è stata fatta un’indagine interna e che i veterinari erano diversi ed in coppia. Sono stati, a quanto pare, messi tutti sotto un’inchiesta interna. La chiusura di una settimana, invece, è strettamente collegata al fatto che adesso il macello è sotto un programma di monitoraggio aggiuntivo. E’ stato ridotto il numero dei bufalini ed è stato aumentato il sistema di controllo anche se, le persone addette in questo, potrebbero essere le stesse di prima. Per questo, abbiamo chiesto provvedimenti più forti affinché arrivi un segnale forte perché queste cose non si devono ripetere più. Ci hanno risposto che hanno un controllo limitato d'intervento – ha continuato il deputato cinquestelle- in quanto il sistema è più complesso. Ci siamo trovati su posizioni differenti e personalmente rimango dell’idea che c’è la necessità di un intervento più deciso e che ci dovrà essere un sistema di monitoraggio molto più sorvegliato. Gli operatori addetti in questo, probabilmente gli stessi di prima, come possono in una settimana di chiusa aver cambiato la loro formazione? Il macello dovrebbe essere chiuso per sempre». Dopo le parole del deputato, sono intervenuti alcuni esponenti dell’Asl che hanno spiegato ai presenti: «Già prima del servizio e dell’ondata mediatica, avevamo definito alcune attività che hanno portato alla chiusura del mattatoio, indipendentemente dalle immagini pubblicati. È stato avviato un procedimento interno per tutte le verifiche. Le leggi non dovrebbero contenere il condizionale ma dovrebbero essere imperative». Successivamente, la discussione è proseguita proprio sotto il macello in questione, situato lungo la Casilina Sud per Ferentino. All’arrivo, la struttura era apparentemente chiusa, anche se si intravedevano alcune persone al suo interno. Alcune pattuglie dei Carabinieri monitoravano la zona. Il collettivo, quindi, sempre accompagnato dalla Innocenzi e dal parlamentare Busto, hanno inscenato una discussione, esponendo anche alcuni striscioni di protesta, proprio sul ciglio della strada. Il parcheggio, infatti, che conduce all’ingresso della struttura era chiuso da alcuni reti di ferro, impedendo l’avvicinamento ai cancelli. Da un balcone adiacente ma fuori dalla struttura invece, alcune persone, che potrebbero essere operatori, si sono affacciati ed hanno più volte provocato la folla, di circa un centinaio di persone, giunte in protesta per la chiusura immediata del luogo. Mentre nell’aria regnava un odore nauseabondo e terrificante. Dal balcone qualcuno ha anche scattato un “selfie” con i manifestanti alle spalle. «Se non potete eliminare l’ingiustizia – si legge in un volantino distribuito dal collettivo- almeno raccontatela a tutti». E forse, la giornata di ieri, è servita principalmente a questo.

Matteo Ferazzoli da "L'Inchiesta" oggi in edicola (Foto di Luca Claretti)

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