Gemma Edizioni e quei ragazzi del nord, del centro e del sud. Raccontati in "Selfie di Noi"


Gemma Edizioni e quei ragazzi del nord, del centro e del sud. Raccontati in "Selfie di Noi"

CECCANO - Ascoltare Gemma Gemmiti è come entrare nella trama di un libro. E lei di pagine se ne intende, tanto da aver creato a fine 2015 la Gemma Edizioni. A Ceccano, non in una metropoli del nord Italia. E’ da qui che partono una serie incredibili di iniziative che in pochissimo tempo sono riuscite a catalizzare l’attenzione delle scuole di tutta Italia. A ben guardare la mole di lavoro che c’è dietro e la bontà dei prodotti editoriali che ne sono scaturiti, c’è da chiedersi: ma il Miur non se ne è ancora accorto? E dire che di buone prassi e di buona scuola ce n’è a iosa, in questi progetti, uno per tutti “Selfie di Noi”, vale a dire insegnare ai ragazzi a scrivere un libro, ad editarlo e pubblicizzarlo partendo dai like, dalle immagini, da questo narcisismo diffuso. Che poi, grazie ad un team di esperti, diventa un modo per affrontare a distanza tematiche importanti come l’educazione all’affettività. Dalla spersonalizzazione di internet al suo proficuo utilizzo didattico. E già, perché sono migliaia i ragazzi che, attraverso i progetti di alternanza scuola-lavoro offerti da Gemma Edizioni, scoprono di avere talento e superano le proprie difficoltà.

Gemma, come nasce una scelta così coraggiosa?

«Dall’esperienza dell’associazionismo, dalle scelte fatte ai tempi de “Gli amici di tam tam” quando offrivamo servizi di doposcuola, corsi di musica, di fumetto. Tutto qui a Ceccano, dove abbiamo anche realizzato, nel 2013, un musical con ben 250 persone sul palco. L’attore più giovane di 2 anni e mezzo, il più anziano (Tommaso Bartoli) di 76. Con il ricavato, abbiamo realizzato un asilo in Ruanda e le aule le abbiamo dedicate a tre nostri ragazzi che non ci sono più: Francesco Alviti, Ilenia Pirri, Irene Di Mario. Un’impresa immane, da allora ho capito che avrei potuto fare molto di più. Ho lanciato un tweet con l’idea di un e-book per festeggiare la festa della donna. Invece di un e-book abbiamo realizzato, nel 2015, sei cartacei, Donne di inchiostro e Uomini su carta. A fine anno aprivo la  casa editrice». 

Ci  racconta come è andata i primi tempi?

«Iniziando dalla camera da pranzo, con una scrivania. Quando le scrivanie sono diventate 5, allora abbiamo deciso di spostarci. Grazie a mio figlio, ho fatto una scelta vincente. Mi ha detto “perché non trovi il modo di far scrivere i bambini?”.
Così abbiamo divulgato questa possibilità alle scuole e due istituto hanno raccolto la prima iniziativa editoriale di Gemma Edizioni: l’Istituto comprensivo “Stomeo-Zimbalo” di Lecce ed il Liceo di Ceccano. E’ così che sono andati in stampa “Favole di cioccolata” e “Selfie di noi”».
Come mai ha scelto proprio i selfie per questa prima pubblicazione?
«Il senso é: vuoi guardarci? Va bene, ma leggi anche chi siamo. Partendo dall’utilizzo della rete che i giovani fanno a profusione, siamo andati a scandagliare, con i nostri esperti (sessuologi, sociologi, psicologi) i temi legati all’ affettività per far comprendere alcune dinamiche. Usano molto i social anche lavorando con noi, 
li catapultiamo su fb , ma essendo genitori sappiamo cosa ci può essere quindi abbiamo dato loro gli strumenti per capire quali sono i pericoli. Gli incontri poi sono aperti, gli argomenti non sappiamo mai dove ci portano. Bisogna lavorare molto adesso, con i ragazzi attraverso educazione e cultura affinché tra dieci anni non ci siano femminicidi e omofobia». 
I libri hanno anche una valenza sociale, ci sembra di capire...
«E’ vero, perché credo in un mondo in cui se mandi avanti un’azienda provi anche a migliorare la vita di chi ci lavora e quella di chi verrà dopo di te. Infatti, per ogni volume realizzato è fissato un provento da assegnare ad un’associazione onlus indicata da noi 
o ad una di fiducia della scuola che aderisce al progetto di alternanza scuola-lavoro. In alternativa, si può reinvestire il denaro in un progetto interno all’istituto. Inoltre, di recente abbiamo stretto un accordo con l’Unione Italiana Ciechi, che hanno la necessità di hanno necessità di trasformare i testi in audiolibri».
Ben 3 mila posti di alternanza, 40 scuole coinvolte in tutta Italia solo nell’anno scolastico 2016-17. Cosa insegna tutto ciò?
«Insegna che tra i ragazzi del nord e del sud, se ci sono differenze non sono certo territoriali. Alcuni hanno detto che non faranno mai questo lavoro, altri hanno detto: è il lavoro della mia vita. Con noi hanno l’opportunità di confrontarsi con uomini e donne di cultura. Ora collaboriamo anche con La democrazia nelle regole. Il miracolo è avvenuto, partendo da internet ho intesssuto relazioni, costruito reti, consolidato progetti. E non ho nessuna intenzione di fermarmi». Meno male, aggiungiamo noi.
 

 

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