Cassino, un'altra splendida edizione del Gonfalone di Caira


Cassino, un'altra splendida edizione del Gonfalone di Caira

CASSINO - E’ stato un lungo, splendido viaggio di dieci giorni, che avremo fatto volentieri a meno di terminare. Un’autentica avventura. Un’ispirazione nata 33 anni fa ed in quel solco, giunta fino ai giorni nostri. Eravamo nel 1984. Erano gli anni degli Alphaville con “Big in Japan”, del “Boss” Bruce Springsteen che a squarciagola urlava al mondo “Born in the Usa”, di “Self Control” di Raf. Gli anni del rampantismo craxiano, della Milano da bere. Dell’edonismo reaganiano. Delle Olimpiadi di Los Angeles. A ben vedere anche noi a Caira ci davamo da fare, con i Los Sbetecos nella musica ed in politica con un gran fervore locale, tra i quali ricordiamo esponenti di fama nazionale: il senatore Angelo Picano. Ed inoltre, nel nostro piccolo, organizzammo la prima mini Olimpiade: il Gonfalone di Caira. “1984”, non certamente lo stesso del libro dell’eccellente George Orwell. Ma forse noi, all’epoca, eravamo più vicini al cinema di Joe Dante, il quale girò, un noto film, “The Gremlins”, che narrava di alcune piccole e dolci creature (di giorno), giunte sulla terra e che successivamente si trasformavano in assoluti e terrificanti mostriciattoli di notte. Prendiamo spunto da questa pellicola per cercare di rappresentare cosa significa e come ci ha trasformato questa kermesse nel corso dei decenni. Noi, a Caira, durante il Gonfalone diventiamo esattamente come i succitati Gremlins. Calmi, riflessivi, pacati, oserei dire mansueti, di giorno. Nelle settimane e nei dì precedenti, ma in particolar modo, durante lo svolgimento della manifestazione, in preda ad uno stato di felice confusione che ci pervade, ci esalta, ci fa litigare, arrabbiare, amare, piangere, soffrire, gioire, abbracciare, diventiamo tanti piccoli Gremlins. Come nel film, anzi, di più. Tutto ciò condensato in pochi giorni, come se fossimo in un frullatore che ci fa agitare anima e corpo. “Daze and Confused”, intonavano i Led Zeppelin, ma forse il pezzo che più ci identifica è “Confusa e felice” della catanese Carmen Consoli. Caira è così durante il Gonfalone: confusa e felice. Quest’edizione ha avuto un sapore particolare. Quel non so che, che l’ha resa speciale, unica. Con una nuova organizzazione, presieduta da Vincenzo Pittiglio, coadiuvato da altri otto infaticabili componenti del direttivo, tra cui la voce storica Paolo Saragosa, hanno messo in piedi un Gonfalone nuovo, innovativo, tecnologicamente avanzato. Un Gonfalone di Caira 2.0. A molti è piaciuto, in tanti hanno partecipato, alcuni hanno storto il musetto. Ce ne faremo una ragione e soprattutto faremo tesoro delle critiche, per migliorarci tutti. L’edizione 2017 è stata vinta con pieno merito dal rione La Marra-Via Terelle. Capitanata per la prima volta da Massimo Pittiglio, in pieno concerto con il suo ottimo ed esperto staff, hanno gestito in maniera perfetta tutti i giochi. Secondo posto per i campioni uscenti: il Centro Storico-Monticelli, guidato da Giuseppe Miele, anch’egli alla prima esperienza da capitano. Terzi i combattivi Orsi-San Basilio, con il capitano di lungo corso: Guido Grossi. Quarto posto per i giovani del Collemarino, capitanati dal generoso Angelo Sellone.Tra i giochi in programma, ricordiamo, in primis, quelli storici. Come il tiro alla fune, femminile e maschile. La corsa podistica, che ha visto un epico duello tra Sebastien Pittiglio e Oscar Di Luzio, terminato con la vittoria e record del percorso di Sebastien. Un gradito ritorno, la gara delle biciclette (sotto forma di sprint in salita), dominata dagli Orsi, tra questi: Fabio Nardone, leggenda del ciclismo locale. Tra le novità più rilevanti c’è stata la corsa con la cannata maschile. Nella corsa con la cannata femminile, invece, c’è stata un’interminabile standing ovation per Natalina Nardone, 80 anni splendidamente portati, la quale, ha voluto onorare la sua ultima partecipazione (come concorrente) al Gonfalone. Tra due ali di folla (oltre 1000 spettatori) plaudenti, ha portato a termine la sua prova con il suo solito arrembante piglio, che l’ha sempre contraddistinta in questi meravigliosi anni. Sulle note dell’inno del maestro Paolo Vecchio, alla presenza del sindaco Carlo Maria D'Alessandro, il quale consegnava il nuovo Gonfalone, ideato dal maestro Alessandro Nardone, ai vincitori de La Marra-Via Terelle, nella persona del suo capitano Massimo Pittiglio. Ringraziamo lo storico gruppo folk degli Mbl, di e con Benedetto Vecchio, che hanno tenuto un concerto in piazza a Caira venerdì 4 agosto. Vorrei infine ringraziare, a nome di tutto il paese, l’enorme voglia, passione e abnegazione di Salvatore Panzini, fotografo e film maker ufficiale del Gonfalone. I festeggiamenti maggiori sono certamente del rione vincitore, ma consentitemi di dire che la prova di maturità civile e culturale dimostrata da tutta l’orgogliosa comunità cairese è stata la nota più felice dell’intera kermesse. Arrivederci all’anno prossimo, con il Gonfalone di Caira 2018.            

 

 

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