Cassino, debiti fuori bilancio: il Comune riconosce 8 milioni ed è bagarre


Cassino, debiti fuori bilancio: il Comune riconosce 8 milioni ed è bagarre

CASSINO -  Una valanga di milioni, tra fatture non pagate, sentenze sfavorevoli, forniture di beni e servizi non onorate, ed una sequela infinita di transazioni, andranno a coprire i debiti fuori bilancio che ieri la massima assise civica ha riconosciuto nel corso di un consiglio comunale-fiume certamente non adatto ai deboli di cuore. Nelle 5 ore e mezza di dibattimento, tra qualche “vaffa” ed innumerevoli scontri verbali, è arrivato anche l’ok alle variazioni di bilancio e alla manovra di riequilibrio (necessaria per la copertura dei debiti poi riconosciuti) grazie al solo voto della maggioranza. I gruppi consiliari d’opposizione che fanno capo all’ex sindaco Petrarcone e al consigliere Mosillo infatti, assieme all’indipendente Giuseppe Sebastianelli, hanno votato compatti il “no” alla variazione del bilancio di previsione 2017/2019, mentre hanno lasciato in blocco l’aula al momento del voto sull’assestamento e su ognuno dei nove debiti fuori bilancio riconosciuti dalla sala Di Biasio. Ma prima della votazione, avvenuta al termine di un dibattimento-fiume dovuto alla scelta di accorpare le discussioni sui debiti (comunque poi votati singolarmente) gli animi si sono surriscaldati quando, relazionando all’aula, l’assessore al bilancio Schimperna ed il sindaco D’Alessandro hanno dettagliato, e soprattutto collocato temporalmente, le più importanti passività prive di copertura da riconoscere e pagare. «Votando riconosceremo, grazie ad una transazione, 1,6 mln di euro più interessi e rivalutazioni alla Turriziani Petroli - ha riferito in aula il primo cittadino - in forza di una sentenza del Consiglio di Stato dovuta al mancato ed illegittimo rifiuto del comune a concedere una autorizzazione per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti. Una vicenda che inizia nel 1987 e si conclude pochi mesi fa, che arriva ad una svolta cruciale quando nel 1994 (Petrarcone sindaco nda) con un’ordinanza sindacale impedì il rilascio dell’atto autorizzativo». Poi è stata la volta della Siba, «azienda che dovrà ricevere dall’ente 350mila euro circa per la ritardata consegna dei lavori sul depuratore di via Agnone», dei «35mila euro per fatture per i servizi resi tra il 2013 e 2014 da una cooperativa sociale che gestisce cani randagi», dei «36mila euro alla dittà InOffice per materiali di consumo per fotocopie» utilizzati e mai pagati. Decine le fatture non onorate per i servizi «stampa, elaborazione dati, affrancatura ed altri servizi, da liquidare a Poste Italiane ed altre ditte» per un totale di 70mila euro, a cui vanno a sommarsi altri 150mila euro tra i lavori «di manutenzione svolti due anni fa da Exodus, le verifiche degli ascensori dal 2012 al 2015, gli interventi sulle rete idraulica della scuola di Montecifalco, varie forniture di materiale edile ed altre attività manutentive svolte tra il 2015 ed il 2016». Tutti o quasi tutti debiti maturati nella precedente consiliatura. La  solita litigiosità tra consiglieri è diventata scontro vero e proprio solo quando il dibattimento si è incentrato sui debiti fuori bilancio della De Vizia (379mila euro) e soprattutto della Cogeco (900mila euro). I primi maturati tra il 2013 ed il 2016 a seguito dell’introduzione della raccolta differenziata per servizi extracontrattuali e maggiori oneri coperti solo in parte con l’aumento delle tariffe Tari licenziato dall’assise a marzo 2017. Per la ditta che ha realizzato alcuni lavori presso il Forum della Ricerca, invece, la scintilla è scoccata quando l’ex assessore Enzo Salera, dopo accesissimi scambi d’accuse sulle cause e soprattutto sulla paternità del debito, ha esclamato al microfono, rivolgendosi alla maggioranza, di «aver regalato 900mila euro» all’azienda. Dichiarazione pesante come un macigno regolarmente messa al verbale dal segretario facente funzione Giovanni Lena. Poco prima D’Alessandro aveva strigliato l’opposizione petrarconiana spiegando che «non dovevamo essere noi, come comune, ad essere citati in giudizio da questa azienda. Nel 2011 doveva avvenire l’esatto contrario, perché a causa loro l’ente ha perso un importante finanziamento regionale. Ma il giudizio contro la Cogeco andava costruito bene in primo grado, cosa che non è avvenuta a causa di responsabilità ovvie di chi ha amministrato la città prima di me. Perché se si perde, come è successo, nella prima fase di giudizio, almeno si ha l’opportunità di fare valere certe ragioni nel secondo. Una opportunità che noi non abbiamo avuto - ha evidenziato - perché la consulenza tecnica d’ufficio è stata inattaccabile ed i quesiti posti al Ctu non potevano essere ampliati nel secondo grado. Per questo anziché opporci, rischiando di pagare anche più di quanto pagheremo, abbiamo chiuso con una transazione».  Da registrare, tra i vari interventi, quelli del consigliere Giuseppe Sebastianelli e della collega Sarah Grieco. L’ex esponente della maggioranza, in un accorato intervento, ha contestato la scelta «di riconoscere debiti fuori bilancio la cui responsabilità, in gran parte, va ricondotta ai dirigenti di questo comune», a quelle figure apicali «che hanno autorizzato spese pur coscienti di non avere alcuna copertura in bilancio». «Queste persone - ha poi aggiunto Sebastianelli - che considero i primi responsabili di certi debiti, dovrebbero essere qui, in aula, perché è a loro che vorrei rivolgere alcune domande. Ma la responsabilità di certe situazioni è anche di quei politici che oggi hanno il coraggio di far votare certe nefandezze (si guardi il caso De Vizia) a consiglieri giovani che rischiano in prima persona, anche patrimonialmente, di pagarne le conseguenze». Una caccia ai veri «responsabili» della drammatica situazione finanziaria dell’ente, sposata in pieno, seppur in altri termini, dall’esponente dem Sarah Grieco, che ha invocato «una commissione di inchiesta sui 9milioni di euro di debiti fuori bilancio». Una proposta, ribadita a più riprese durante la discussione nella sala Di Biasio, a cui è seguito il più totale silenzio da parte degli esponenti del gruppo petrarconiano, del sindaco e della maggioranza, che per una buona volta si sono trovati perfettamente in accordo con i loro oppositori. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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