Cassino, alberi nel fiume Rapido: il rischio “tappo” diventa concreto. A S.Elia già nove alberi caduti


Cassino, alberi nel fiume Rapido: il rischio “tappo” diventa concreto. A S.Elia già nove alberi caduti

CASSINO - Fino a qualche giorno fa anche solo preoccuparsi per eventuali esondazioni dei fiumi sembrava assurdo con il corsi d’acqua ridotti a dei rivoli d’acqua. E’ bastato un primo temporale per far tornare d’attualità questo problema. Al momento si tratta solamente di avvisaglie, visto che le piogge sono state intense ma di breve durata e ancora siamo lontanissimi dall’emergenza, ma gli alberi adagiati all’interno del letto del fiume Rapido non fanno certo dormire sonni tranquilli per il futuro. Un problema che è stato più volte segnalato dai cittadini già nei periodi di siccità che è diventato ancora più pressante in queste ultime ore. La situazione più complicata è all’altezza di Sant’Elia Fiumerapido dove si contano non meno di nove alberi caduti nel letto del fiume che al momento ostruiscono in maniera più o meno diretta lo scorrere dell’acqua. A testimoniare la precarietà della situazione basta evidenziare che col maltempo di questo fine settimana sono caduti ben due alberi solo nel tratto del comune cassinate. Scorrendo il percorso del fiume verso valle queste situazioni diventano abbastanza comuni per via della scarsa manutenzione operata in questi ultimi anni ai bordi del fiume. Un problema che potrebbe essere allargato anche agli alberi che si affacciano sulla strada pericolosamente inclinati che potrebbero adagiarsi a terra in seguito ad un fortissimo temporale. Se gli alberi sono il problema più evidente, da non sottovalutare la presenza della vegetazione che continua, metro dopo metro, a colonizzare tutto il terreno ai fianchi del fiume. Se fosse tenuta in ordine, sarebbe anche piacevole, peccato che al momento serve solo per intrappolare rifiuti e ostacolare il normale deflusso dell’acqua. In alcuni punti l’effetto “tana del castoro” comincia già a prendere forma con la vegetazione pronta a prendere il sopravvento sul fiume con pochi pericoli per la situazione attuale che vede ancora il Fiume Rapido soffrire per la siccità dei mesi scorsi, ma in seguito a piogge torrenziali tutto quello che oggi valutiamo con sufficienza potrebbe prendere una piega nettamente diversa. Sulla manutenzione i Comuni hanno ben poca voce in capitolo visto che la competenza è della Regione Lazio, ma un sollecito non sarebbe male visto che gli eventuali danni poi restano sul nostro territorio. L’ultimo intervento effettuato dall’Ardis sul fiume cassinate risale a due anni fa sotto l’amministrazione Petrarcone. Un’azione di messa in sicurezza che è partito dalla pulizia degli argini. Un intervento che allora partì proprio grazie anche grazie alle sollecitazioni degli uffici comunali per la rimozione di alcuni tronchi che ostacolavano il naturale corso del fiume e la messa in sicurezza del tratto del Rapido interessato da caduta alberi. Un intervento che fu richiesto proprio per le avverse condizioni meteo che durante quel periodo stavano interessando il territorio che aveva subito anche degli allagamenti sulla Casilina Sud all’altezza di San Pietro Infine e San Vittore. A far suonare l’allarme furono anche le esondazioni che si verificarono in alcune zone del centrosud Italia tra cui la non lontana Valle di Roveto oltre che l’alto casertano ed il beneventano. Una storia che si ripete, forse un po’ più lontano da noi, anche in questi giorni con lo straripamento che c’è stato a Livorno e le inondazioni registrate in tante altre città italiane. In questi casi la prevenzione è il maggior alleato per non contare danni e vittime in futuro. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Governi del territorio
 

Articoli correlati


Nella stessa categoria