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Cassino, acqua pubblica: i "No Acea" vogliono fermare la lettura dei contatori Cassino, acqua pubblica: i "No Acea" vogliono fermare la lettura dei contatori

Cassino, acqua pubblica: i "No Acea" vogliono fermare la lettura dei contatori

CASSINO - Mentre il comune è sempre più vicino a chiudere un accordo con Acea per la cessione dei diritti sui 200 litri di acqua al secondo per una cifra compresa tra 1,2 ed 1,5 milioni annui, ieri il movimento No Acea è tornato a far sentire la propria voce nelle piazze virtuali del web. Con l’ultima mossa di Renato De Sanctis, referente del collettivo spontaneo costituitosi in concomitanza con il recente passaggio dell’acquedotto comunale ad Acea, è riesplosa la querelle relativa alla lettura dei contatori idrici in corso da alcune settimane. Un passaggio fondamentale visto che al termine dell’operazione, condotta dalla società di riscossione Ica, l’ente di piazza De Gasperi potrà fatturare la sua ultima bolletta mentre il gestore potrà inviare ai cassinati la prima del nuovo corso targato Acea. Tramite il suo profilo facebook, De Sanctis ha invitato la cittadinanza a non consentire la lettura dei contatori agli operatori della Ica, perché a suo dire la società «starebbe operando al di fuori della legge». «Ieri abbiamo formalizzato alla società una diffida - ha spiegato nel post l’attivista cassinate - al fine di determinare l’ interruzione delle letture. Per i cittadini che hanno il contatore all' interno dell’abitazione é semplice e legittimo rifiutare la rilevazione, mentre per chi lo ha all'esterno dell'abitazione può riferire agli addetti alla lettura il suo dissenso, e se gli stessi dovessero comunque procedere al rilevamento invito i miei concittadini a prendere il nominativo dell' incaricato che esegue l'operazione. Basta soprusi!» ha aggiunto e concluso, allegando al suo intervento la diffida inviata alla Ica. «In qualità di rappresentante del movimento civico e popolare “no Acea” a tutela dei diritti di tutti i cittadini cassinati - si legge nell’incipit del documento - avendo appreso che i Vostri dipendenti stanno lasciando avvisi in alcuni condomini del centro nei quali si precisa che la Ica srl è stata incaricata dalla stessa Acea di rilevare i consumi idrici, ai sensi del Testo Unico in materia dei dati personali chiedo di conoscere: il nome il cognome e l’indirizzo (o la ragione sociale) del titolare e del responsabile legale del trattamento e se la società è in possesso di una preventiva dichiarazione con la quale si autorizza la stessa al trattamento dei dati personali, secondo le modalità previste dalla legge. Inoltre chiedo di essere informato sull’esatta origine dei dati personali di ogni cittadino in Vostro possesso e nel caso in cui i dati fossero stati acquisiti da terzi voglio sapere se questa terza parte è anche in possesso di una dichiarazione con la quale si autorizza la diffusione dei dati». Per quanto esposto nella nota, il referente del comitato ha «diffidato la Ica all’ulteriore trattamento dei dati personali», riservandosi ogni azione anche per il risarcimento danni. Inoltre De Sanctis, a nome della cittadinanza cassinate, ha chiesto alla Ica «l’immediata sospensione della raccolta dati e l’immediata cancellazione degli stessi. In caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro il termine di sette giorni - ha concluso l’attivista No Acea - il sottoscritto si riserva, ai sensi dell’articolo 145 del Dlgs 196 del 2003, il ricorso all’autorità giudiziaria e al garante per la protezione dei dati personali». Dopo l’esito non certo favorevole della campagna di distacchi di massa promossa in estate, si riapre un nuovo fronte nella lotta tra utenti cassinati e gestore idrico.     

 

 

 

 

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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