Cassino, Acea stacca il contatore dopo una disdetta: nuova inquilina da una settimana senza acqua


Cassino, Acea stacca il contatore dopo una disdetta: nuova inquilina da una settimana senza acqua

CASSINO - Per un cassinate, abituato a pagare poche decine di euro per i servizi idrici e ad interfacciarsi con gli uffici comunali, diventare un utente Acea non è certamente cosa facile. In questa fase di transizione poi, mancano molti punti di riferimento. E la cosa sta generando, in alcuni casi, un certo disorientamento. Una sessantenne cassinate ha vissuto l’ebbrezza di essere al centro di un rimpallo di responsabilità tra gli uffici comunali e quelli di Acea. Tutto per aver semplice mente chiesto di attivare una utenza. Un caso che è stato preso in carico dall’associazione “Acqua Nostra”, che sta tentando di venire a capo di una curiosa quanto intricata situazione. La “vittima”, la signora A., qualche settimana fa ha cambiato abitazione, andando a vivere in un appartamento di via Virgilio. Prima di andare via, l’inquilino che ha vissuto nel alloggio attuale, ha provveduto alla disdettadel contratto del servizio idrico. E da quel momento, per A., è iniziata una piccola odissea. «Cambiando casa avrei dovuto provvedere alla voltura dell’utenza - ha spiegato la donna nella diffida presentata, martedì, al comune e ad Acea -. Ma non ho potuto farla perché Acea, senza nessun avvertimento, ha asportato il contatore, mettendomi nella condizione di dover fare un nuovo allaccio. A questo punto è cominciato il mio calvario, con l’ andirivieni tra Acea e comune, che si sono rimpallate le responsabilità sui certificati di allaccio ai servizi fognari che l’utente dovrebbe fornire ad Acea per poter avviare una nuova utenza». Documenti che a quanto pare non vi sarebbe traccia. «Il comune - ha spiegato Marcello Iacovella , referente di Acqua Nostra - ha dichiarato di non essere in possesso di questo certificato, che però sarebbe propedeutico all’ abitabilità della struttura. Parliamo, peraltro, di un condominio storico di Cassino. Non di un edificio realizzato recentemente. Il paradosso a questo punto è questo: se non esiste un documento che attesti l’allaccio alle fogne, come fu possibile certificare, anni addietro, l’abitabilità dello stabile? Se invece c’è la certificazione dei servizi fognari, è possibile che ora sia sparita dopo la disdetta del contratto da parte di un solo utente? Mi chiedo come mai solo a questa nuova inquilina sia stato richiesto un documento che dovrebbe già essere da tempo nelle mani del comune. Un atto da consegnare ad Acea, in teoria, assieme a tutti i documenti legati all’acquedotto. In tutto questo marasma - ha aggiunto Iacovella - da giorni questa donna non ha l’acqua in casa.  Alla luce di questa situazione abbiamo quindi proceduto all’invio di una diffida al comune di Cassino che deve fornire al gestore la certicazione richiesta all’utente, ma anche ad Acea, che deve perentoriamente, ed entro 48 ore, effetturare l’allaccio dell’utenza, visto che non si tratta di un nuovo edificio. Non possiamo poi esimerci, visto quanto accaduto, dallo stigmatizzare il comportamento del gestore, che ha proceduto, a nostro avviso in maniera impropria, alla rimozione del contatore.  Un fatto che ha costretto la nostra assistita ad affrontare molti disagi oltre che un grave aggravio delle spese di allaccio. Una situazione che,m seocndo quanto appreso, potrebbe essere una delle tante che presto ci troveremo ad affrontare come Acqua Nostra».                                             

                                               

 

 

 

 

 

 

 

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