Cassino e Pontecorvo, sei arresti per estorsione ed usura nell'operazione "I Monatti"


Cassino e Pontecorvo, sei arresti per estorsione ed usura nell'operazione "I Monatti"

CASSINO - All’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Compagnia di Cassino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica e la direzione del Comando Provinciale di Frosinone, nonché coadiuvati dal Comando Compagnia di Pontecorvo, hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare tra la città martire e la città fluviale per i reati di usura, estorsione, lesioni personali. Aggravati e in concorso. L’operazione, denominata “I Monatti", è stata intrapresa dai militari del Nucleo Operativo di Cassino a seguito dell’incendio, avvenuto nel mese di marzo del 2016, di un magazzino adibito a deposito di materiale di gommapiuma di proprietà di un noto commerciante di Cassino, che già nel 2014 era stati vittima di usura e di un analogo attentato incendiario. L’incendio del 2016 danneggiò l’intero opificio di produzione di materassi, mettendo in pericolo alcune famiglie che si trovavano negli appartamenti sovrastanti e, l’evento stesso, ritenuto sin da subito di natura dolosa, fece avviare una specifica attività info-investigativa da parte dei militari di Cassino, coordinata dal PM Chiara D’Orefice. Il gruppo di arrestati, secondo quanto rilevato, aveva messo su un giro di usura e per costringere la vittime a pagare i debiti non esitavano a minacciarle e aggredirle fisicamente tanto da costringerle, in alcune occasioni,  a ricorrere alle cure mediche. I tassi applicati, che partivano dal 25 - 30%, potevano anche superare il 400%. A fronte di un prestito di 15mila euro ad un commerciante di Cassino, si imponeva la restituzione di 20mila euro in un anno; in un altro episodio, per un prestito di 8mila euro lo stesso commerciante aveva pagato in un anno e mezzo circa 8mila euro di interessi. In un terzo episodio, il medesimo, per un prestito di 2mila euro, era stato costretto a consegnare oltre al capitale, euro 4mila di interessi in sei mesi. In un ulteriore episodio lo stesso commerciante, ormai in evidente difficoltà economica, era costretto a chiedere una ulteriore somma di denaro di 1000 euro ad altro noto soggetto, dietro corresponsione della somma totale di euro 1.600 dopo soli due mesi quindi con la l’applicazione di un tasso usuraio di quasi il 300%.  Due soggetti erano preposti alla riscossione delle rate dei prestiti presso le vittime e sistematicamente minacciavano i debitori in caso di ritardo nel pagamento. In un' occasione, il commerciante di Cassino, soffocato dalle continue scadenze e non riuscendo a pagare qualche rata, dopo essere stato attratto in un tranello, venne aggredito fisicamente con calci e pugni, riportando contusioni su tutto il corpo e la frattura delle ossa nasali. L’attività svolta ha messo in luce uno spaccato allarmante nel cassinate, che vede le vittime, evidentemente toccate dalla grave crisi economica che negli ultimi anni ha interessato il territorio nazionale, da una parte costrette a rivolgersi agli usurai per continuare la loro attività lavorativa, dall’altra, poiché annichilite dalle condotte violente degli strozzini, non sono disposte a denunciare i fatti alle forze di polizia.  Il GIP del Tribunale di Cassino, Massimo Lo Mastro, accogliendo totalmente la richiesta del Pubblico Ministero D’Orefice, ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per le sei persone. 

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Cronaca e Giudiziaria
 

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