Unicas, due giornate di studi sull'impatto dell'ottobre 1917 su letteratura, arti e scienze umane


Unicas, due giornate di studi sull'impatto dell'ottobre 1917 su letteratura, arti e scienze umane

CASSINO - Tutto pronto per le giornate di studi internazionali “I Linguaggi della Rivoluzione”, in programma martedì e mercoledì presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale dalle ore 10 e con i saluti introduttivi del rettore Giovanni Betta. Al cuore del convegno, la Rivoluzione russa del 1917, ma non come evento storico o politico di irripetibile portata, quanto piuttosto come impatto e influenza nell’ambito delle scienze umane. 
Infatti, a prescindere da posizioni ideologiche o personali di intellettuali, artisti e scrittori, è innegabile che la Rivoluzione abbia dato il via un nuovo modo di fare, di scrivere, ma anche di pensare le arti e la letteratura.
Non è un caso che dalla fine della Rivoluzione e della successiva guerra civile all’instaurazione del potere staliniano si sia vissuto in Russia un periodo di grande sperimentazione espressiva e di fioritura di avanguardie per ogni disciplina artistica. 
Ed è proprio su questo aspetto multidisciplinare che il Convegno getta le sue fondamenta: gli interventi dei numerosi ospiti, di cui citiamo brevemente solo Mario Capaldo (Sapienza, Accademia dei Lincei), Pietro Montani (Sapienza), Valerio Magrelli (Cassino), Guido Carpi (L’Orientale) proveranno a offrire una panoramica su diversi campi delle scienze umane: la teoria letteraria, la poesia, la prosa, la lingua e le politiche linguistiche, il cinema, il teatro e le arti figurative.
Ma non mancherà all’appello nemmeno lo studio degli echi delle sperimentazioni russe nei paesi occidentali, come la Germania con Francesco Fiorentino (Roma Tre), l’Italia con Giancarlo Schirru (L’Orientale) e Patricia Gaborik (AUR), e l’Inghilterra con Roberto Baronti Marchiò (Cassino).
Infine, si cercherà di rispondere a una domanda, tanto semplice quanto insidiosa: cosa resta oggi, di ancora valido o utilizzabile nelle discipline umanistiche, di quella eredità e intellettuale? Domanda a cui tenteranno di rispondere Paolo Virno (Roma Tre), Paolo Pecere (Cassino), Gabriele Pedullà (Roma Tre) e Anatole Fuksas (Cassino).
Pertanto, è possibile riassumere l’obbiettivo finale delle giornate di studio con le parole della curatrice del progetto, la professoressa Raissa Raskina dell’Università di Cassino: «Non è un convegno sulla storia politico-sociale della Rivoluzione russa, ma nemmeno sulle avanguardie artistiche e intellettuali del periodo post-rivoluzionario: la nostra scommessa consiste nel vedere come la politica, il pensiero e l'arte si intersecano, producendo forme e idee che a distanza di cento anni sono ancora attuali».

 

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