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31 ottobre Giornata del risparmio. Ei fu

Oggi 31 ottobre si celebra la giornata mondiale del risparmio e il Governatore della Banca d'Italia Visco ha tenuto il suo primo intervento dopo la riconferma. In un passaggio del suo discorso il Governatore dice che: "Il tasso di risparmio delle famiglie italiane, in passato elevato nel confronto internazionale, è oggi inferiore a quello medio degli altri principali paesi dell'area euro. È diminuito dal 19 per cento della metà degli anni novanta del secolo scorso all'8,6 del 2016. Si tratta (aggiunge il Gov. Visco) di un fenomeno che riflette cambiamenti di diversa natura ...". Sì, è vero che il fenomeno è da ricollegare a vari fattori, ma non si può non evidenziare in primis che il costo delle utenze luce, acqua, gas è ormai la bestia nera dei bilanci familiari, quindi il vero importante impedimento al risparmio. È sufficiente avere solo i contatori attivi per ricevere bollette con cifre astronomiche da cui poi risulta che i costi effettivi del consumo sono quasi irrisori, tutto il grosso dell'importo va sotto le voci più astruse ed impensate, difficili anche da decifrare. Se al costo delle utenze aggiungiamo i costi per la sopravvivenza: cibo, vestiario, istruzione di base e medicinali comuni, arriviamo già a sfiorare l'importo di uno stipendio base. In una famiglia monoreddito dobbiamo quindi fermarci qui perché altre spese sono impensabili, figuriamoci se si può destinare qualcosa al risparmio. In presenza di un nucleo con più redditi allora ci si può concedere cibo di qualità superiore, vestiario non per forza made in Cina, la scelta di una università migliore per i figli, qualche vacanza. Ma anche in questo caso la voce risparmio difficilmente rientra nel bilancio familiare. Quando poi la casa non è di proprietà o di qualche genitore, la possibilità di risparmiare viene totalmente negata. Conclusione: da che eravamo il Popolo con il maggior tasso di risparmio, oggi siamo invece nelle condizioni in cui la cosiddetta "classe media" deve fare i salti mortali per arrivare a coprire con il proprio reddito tutte le spese mensili. Qualche responsabilità sarà pure in capo ad una classe politica che ha gestito o fatto gestire i settori strategici del Paese a cominciare dall'acqua? Nella Provincia di Frosinone ne sappiamo qualcosa, ma pare che l'unica via d'uscita sia quella di fare le valigie e cambiare aria. È una soluzione o una costrizione? Preferisco pensare che sia un esilio.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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