L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Porte aperte, sperimentazione, autonomia: cronisti per scelta

Sostantivo. Femminile. Singolare. Abituata ad utilizzare le parole per passione prima ancora che per lavoro, non mi sono mai soffermata a pensare che il nome della nostra testata, in qualità di sostantivo, già ha in sé il principio dell’autonomia. E’ femminile, ed infatti ha sempre dato grande attenzione a tutto l’universo donna, con ruoli chiave non proprio scontati in questo mondo e affidati proprio a me e alle mie colleghe. Ed è unica nel suo genere, con scelte anche coraggiose e controcorrente che l’hanno resa non certo un “prodotto” in vendita. Ma una compagna di viaggio insostituibile per molti, una lettura condivisa per tanti altri. Scomoda a tratti, insolente in molte occasioni. Anche chi non ci legge, comunque motiva la propria scelta e questo ci inorgoglisce ancora di più. Noi, che siamo sempre rispettosi di tutte le opinioni e cerchiamo di essere accoglienti. Anche quando gli impegni ti sommergono e non vorresti deludere neanche uno dei tuoi lettori. L’inchiesta. Da sempre quel luogo in cui fare due chiacchiere, commentare le notizie del giorno, prendere insieme un caffè e lanciare nuove idee. O raccogliere disponibilità e collaborazioni. Un po’ quell’angolo culturale in città che in tanti abbiamo sempre sognato di realizzare e che per qualche edizione si è concretizzato nel nostro giardino. Un luogo aperto alla città per incontri con l’autore, forum con esponenti delle associazioni di categoria, dibattiti tra i rappresentanti delle istituzioni. E bambini. Tanti, festosi e attenti che hanno riempito di entusiasmo e curiosità i nostri spazi. Con mille storie vere degli adulti che fanno davvero. Lasciando ad altri le sole chiacchiere che non contano e non servono. Adesso, ancora di più, condividiamo il nostro tempo. Lo facciamo con gli adolescenti, che si affacciano a questo lavoro in alternanza alle ore di scuola e restano affascinati da quello che vivono con noi. Le aule di giustizia, il palazzo comunale, la strada con i suoi fatti di cronaca. Con noi si cresce. Con noi si sperimenta. Perché il desiderio di chi scrive e di tutta la squadra è di lasciare che soprattutto tra i più giovani si trovi chi sia colto da questa terribile passione che diventa dipendenza. Il giornalismo. Una carica continua di adrenalina, un perdersi e ritrovare se stessi nella caccia alle notizie. Ma anche una corsa infernale a non compromettere le relazioni con i nostri compagni di vita, con i figli, i nipoti, i genitori anziani. Pur sapendo di trascorrere ore (troppe) fuori casa in compagnia di colleghi che diventano compagni di avventura. Tra urli, pacche sulle spalle e qualche lacrima. Siamo noi. Che dormiamo con il cellulare sempre acceso che lampeggia ogni notte sul comodino. Che torniamo a casa affamati e se siamo fortunati troviamo gli avanzi della cena consumata senza di noi. Che aspettiamo la rassegna stampa, che andiamo a caccia delle emergenze che arrivano da tutto il mondo anche se scriviamo di cronaca locale. E che ci attiviamo ad ogni suono di sirena. Non so come siamo, visti con gli occhi degli altri. Ma so che ogni giorno usiamo i nostri per guardarvi dentro, per scoprire se avete un problema. E se lo avete, cerchiamo di non farvi troppo male. Senza scendere nell’intimo della notizia. Informando, sì. Ma senza calpestarvi. E al diavolo se si perde una copia. Meglio conservare il rispetto per se stessi. Ecco, questa è L’inchiesta. Sette anni dopo e mille grazie per voi.

Rita Cacciami

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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