Il toccante racconto di Samuel Modiano sopravvissuto nell’inferno di Auschwitz


Il toccante racconto di Samuel Modiano sopravvissuto nell’inferno di Auschwitz

CASSINO - “I ragazzi devono sapere. Quando non ci sarò, ci saranno loro e loro faranno in modo che non succeda mai più”. Mai più è la voce ferma di Samuel Modiano, 87 anni, sopravvissuto all’inferno di Auschwitz-Birkenau. Con questa frase Modiano ha aperto  l’incontro con i giovani studenti delle scuole di Cassino, organizzato dall’ITCG “Medaglia d’Oro”. L’evento si è tenuto presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Cassino. Quando, Modiano, fu deportato nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove ha perso tutta la sua famiglia, aveva solo 13 anni e dentro di sé il ricordo di un’infanzia felice vissuta nell’isola delle rose, così veniva chiamata Rodi, che durante il fascismo era italiana. La comunità ebraica dell’isola viveva spensierata fino a quando nell’autunno del 1938 entrarono in vigore le leggi raziali. Con voce tremante Sami Modiano ha racconta il momento in cui cominciò quell'inferno: «Mi chiamò il maestro, mi disse che ero espulso perché ebreo. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino, la sera mi addormentai da ebreo. Perché essere ebreo è una colpa? Lo chiedo a voi: sono diverso da voi? Pesavo poco più di 25kg, i tedeschi avevano perso ormai la guerra e si preparavano a far sparire le prove dello sterminio e ad evacuare il campo con quella che passerà alla storia come “La marcia della morte”». Sami cadde a terra stremato e attese rassegnato l’arrivo dei suoi assassini quando due sconosciuti, che lui chiama angeli, lo sollevarono per le braccia e per le gambe e lo adagiarono sui cadaveri. Giacque per ore accanto alla morte, ma era solo svenuto. In  apertura il preside dell’ITCG “Medaglia d’Oro” Marcello Bianchi, ha ringraziato il Rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale  per aver ospitato l'iniziativa, gli sponsor che hanno reso possibile l’organizzazione e lo staff della scuola, le professoresse  Maria Luisa Calabrese, Sabrina De Rosa, (referenti del progetto) Paola Di Meo, Angela Fasulo e Gemma Pellecchia. «Quella di oggi è una tappa importantissima - ha spiegato il preside Marcello Bianchi nel suo saluto - di un percorso, in atto nel nostro istituto da diversi anni, che si propone la conservazione e la trasmissione della memoria dell’ultimo conflitto mondiale. Tra queste memorie, che è imperativo da parte nostra conservare c’è la tragedia umana, personale e familiare di Sami Modiano, lucido testimone seppur all’epoca ancora un bambino, dell’inferno del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Infatti lui stesso sostiene che “per questo ha vissuto”, infatti si è assegnato un compito lungo una vita consistente nel dire a gran voce “Mai più”, infatti Modiano scrive nel passo più citato del suo racconto “quel giorno ho perso la mia innocenza. Quella mattina mi ero svegliato come un bambino. La notte mi addormentati come un ebreo».  Presenti alla manifestazione gli assessori Nora Noury e Dana Tauwinkelova, il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro che ha consegnato a Sami Modiano una medaglia. Il rettore dell’Università Giovanni Betta nel suo saluto ha sottolineato l’irreale silenzio con cui la folta platea di studenti ha ascoltato la toccante testimonianza di Modiano.  L’incontro è stato moderato dalla giornalista Paola Caramadre. Inoltre tutte le scuole di Cassino hanno ascoltato la testimonianza di Sami Modiano in streaming. Infine gli studenti hanno donato a Sami Modiano un quadro realizzato dall’alunna, Jessica Carcione, classe 5^ A, dell’IIS “A. Righi”, del Liceo Artistico.                            

 

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