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Donne ai vertici? Solo nella mafia

Quante sono le donne ai vertici di aziende pubbliche e private? Di partiti e organizzazioni varie? In Italia la percentuale delle donne che riveste ruoli apicali è del 27% (dati 2017 - fonte IlSole24ORE). La maggior parte delle donne che sceglie di fare un percorso in salita viene bloccata ai livelli intermedi: quadro, funzionaria, qualcuna più fortunata arriva alla dirigenza, ma nelle stanze dove si prendono le vere decisioni non arriva nessuna. In alcuni mondi, come quello politico e bancario, lo sbarramento è talmente serrato che le poche temerarie vengono neutralizzate solo se provano a mettere un piede al di là della barriera. Le tattiche di neutralizzazione sono molteplici, ma la vera artiglieria pesante in Italia è costituita dal contesto generale che rema nella stessa direzione dei neutralizzatori. La partita quindi è persa in partenza. Sono passati 50 anni dal '68 e dal movimento femminista che ne è seguito, ma negli ultimi decenni, complice il ventennio berlusconiano favorito da una sinistra scialba e svogliata, c'è stata una involuzione. Anche la scelta della maternità in Italia viene vissuta con grandi difficoltà a causa di una politica che si è dimenticata completamente di quelle tantissime donne che vorrebbero conciliare maternità con lavoro, ma a causa della mancanza di asili nido e strutture adeguate di sostegno, non possono conciliare un bel niente. C'è un settore però che fa eccezione: le organizzazioni mafiose. Qui le donne stanno ai vertici, sono rispettate e temute. Partono dalla condizione di "moglie di", "sorella di", ma poi diventano timoniere a tutti gli effetti. Sia chiaro: la cosa è e resta detestabile per quello che fanno, per la carica negativa che esercitano e trasmettono. Si intende solo evidenziare che nel mondo delle organizzazioni mafiose gli uomini accettano di avere come capo una donna, negli altri settori del nostro mondo lecito e per bene questo non è accettato. Perché? Perché la nostra società civile e per bene o come la vogliamo definire, vive ancora con lo schema mentale della donna che deve stare sul gradino più basso. Quella che osa lo fa perché, secondo lo schema corrente, non sa stare al suo posto. Ha le fregole dell'arrivismo, della scarsa propensione alla famiglia o peggio ancora alla maternità. La donna che osa viene marchiata, bollata e spesso le prime ad avere questo atteggiamento sono le altre donne che invece hanno accettato di stare negli schemi: madri, suocere, amiche, colleghe, conoscenti. Le organizzazioni mafiose insieme al rifiuto dello Stato e della legalità, rifiutano anche gli schemi convenzionali e quindi accettano tranquillamente di avere donne al vertice. Ma il problema vero è il risultato finale: la nostra società legale, civile e per bene fatta di uomini al comando sta collassando mentre le organizzazioni mafiose vanno a gonfie vele. Sarà il caso di riflettere allora su questi diversi "risultati"?

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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