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Frosinone, il Comune mette alla gogna il ladro della scuola "La Rinascita"

Il Comune sbatte il ladro in “prima pagina”. Qualche giorno fa, infatti, si è verificato un furto alla scuola primaria “La Rinascita”, situata in viale Spagna, nella parte bassa del capoluogo. Il presunto ladro, però, è stato cristallizzato ed immortalato dalle telecamere presenti nell’istituto. Così, nella pagina Facebook del Comune di Frosinone e anche in quella personale del sindaco Nicola Ottaviani, è stato pubblicato il video che riprende, in primo piano, il presunto ladro. Oltre a ciò, il video è stato accompagnato, su entrambe le pagine del noto social network, da un commento firmato dallo stesso sindaco: «Questo è l’idiota che da tempo continua a rubare dentro la scuola dei bimbi “La Rinascita”. Chiunque lo conosca è autorizzato ad offenderlo con il garbo che merita. Noi, intanto, come Comune di Frosinone lo denunciamo. Firmato: il sindaco Nicola Ottaviani». Questa decisione di pubblicare le immagini del furto, dove si vede molto bene il viso del presunto ladro, e soprattutto le parole utilizzate dal sindaco che ha “autorizzato”- come se rientrasse nelle sue competenze decidere quando sia lecito o meno ingiuriare una persona- ad «offendere con il garbo che merita» il ragazzo, ha nutrito più di qualche perplessità, soprattutto considerando il rischio di un incitamento alla “giustizia privata”. Considerando anche che la pagina propria del Comune di Frosinone rappresenta tutti i cittadini frusinati e non certamente solo l’Esecutivo od il primo cittadino.

Le parole del sindaco - 
Abbiamo, dunque, chiesto allo stesso sindaco Nicola Ottaviani ulteriori spiegazioni sulla pubblicazione di quel video: «E’ utile soprattutto perché più che fare denunce, noi non possiamo fare – ha dichiarato il primo cittadino ai nostri taccuini- A questo punto è giusto che si sappia chi entra, in modo illecito, all’interno degli edifici pubblici. Soprattutto nelle scuole, bloccando l’attività didattica, sottraendo quelli che sono degli ausili e strumenti utili per la didattica, come lavagne luminose, computer e quant’altro. E’ giusto che venga giudicato anche sotto il punto di vista della pubblica opinione per quello che è. Quindi, noi chiediamo che naturalmente ci sia una sorta di reprimenda, educata e composta, nei confronti del responsabile di questi gesti che, oltre a essere illeciti, sicuramente procurano un danno forte alla cittadinanza e alla sua parte migliore, che è quella degli studenti e degli adolescenti». L’atto tanto forte quanto discutibile di pubblicare quel video in maniera così arbitraria, potrebbe però creare una sorta di pericoloso precedente sull’utilizzo delle immagini delle oltre 300 telecamere – a cui ne vanno aggiunte altre che tra poco saranno installate- del Comune di Frosinone. Il sindaco, però, ha minimizzato: «E per quale motivo? Noi mettiamo in pubblico e diamo risalto a quelli che sono gli episodi che vanno contro la civiltà. E’ giusto, dunque, che la collettività individui questi soggetti e che, in modo garbato ed educato, probabilmente li tenga anche fuori da quello che è un contesto civile». Sul pericolo di un ipotetico incitamento alla giustizia “fai da te” che potrebbe fuoriuscire, oltre che dalla pubblicazione del video, anche e soprattutto dal commento che porta la firma del sindaco, Ottaviani ha affermato: «Assolutamente no, perché di certo non abbiamo chiesto che venissero adottati provvedimenti di natura corporale. Abbiamo chiesto soltanto un giudizio alle persone che conoscono il soggetto, in modo tale che possano fargli capire, con educazione e con stile, che sicuramente non si pone in linea con la società civile». Al di là, però degli atti fisici, non bisogna sottovalutare come, in questo modo, si corra il rischio di ghettizzare e d’alienare, in maniera perenne attraverso una moderna “gogna pubblica”, chi ha sbagliato. 
La denuncia non sarebbe stata sufficiente?
Matteo Ferazzoli da "L'Inchiesta" oggi in edicola

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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