Sarah Grieco, John Franco, Luca Palladino, Pierluigi Pontone e Gianni Argentino

Cassino, «No ad un nuovo Mercato Coperto»: si compatta il fronte a difesa dell’Onmi

Il Comitato Salviamo l’Onmi cresce, si struttura ed è pronto a dare battaglia per difendere uno degli ultimi simboli della città. Il movimento, nato attorno all’appello lanciato dalla consigliera comunale Sarah Grieco, per il momento si sta organizzando per la raccolta firma a tappeto a sostegno della petizione per salvaguardare il bene per poi dare l’avvio ad un ben definito inter burocratico per evitare che finisca nelle mani di qualche privato in attesa che arrivi qualche finanziamento utile alla sua riqualificazione. 
L’Onmi ha retto fino ad oggi e non ci dovrebbero essere problemi per vederlo in piedi per molti anni ancora, ma la situazione dello stabile appare decisamente critica e qualcosa bisognerà farci prima o poi. L’idea dell’esponente del Pd è quella di ridare vita nel palazzo ad un centro di aggregazione giovanile, ma potrebbe essere utilizzato anche per altro visto che lo spazio non manca e di cose da fare ce ne sarebbero a iosa. Per fare il punto della situazione, il Comitato si è riunito mercoledì sera registrando una ulteriore adesione vista la partecipazione di Ernesto Di Muccio presidente dell’associazione “Cassino prima di tutto”. Nel corso del dibattito è emersa ancora con più forza la necessità di difendere quello che è l'ultimo dei luoghi con possibili funzioni sociali della città e di coinvolgere anche le scuole ed altre associazioni attive sul territorio nella difesa dell'edificio e del verde pubblico contro la cementificazione selvaggia in una città che dovrebbe svilupparsi attorno ad un Piano Regolatore dell’ottanta anni luce lontano dalle reali esigenze dei cittadini e della moderna Cassino. Senza dimenticare che manca ancora il Piano Urbano del Traffico che è tornato nel dimenticatoio «Ci troviamo di fronte ad una città allo sbando» è stata l’amara sintesi della riunione di ieri che vede nell’Onmi un vero e proprio simbolo attorno al quale fare quadrato per evitare un altro Mercato Coperto. 
A margine dell’incontro le associazioni Janula e LaFamiglia hanno voluto fare il punto sul vecchio stabile e chiarire le  proposte che hanno portato al tavolo di discussione. 
«Convenzioni con associazioni e sigle del territorio per il recupero degli immobili abbandonati o inutilizzati e per la gestione dei parchi pubblici». Questa la proposta avanzata dal presidente dell’Associazione Janula Luca Palladino che riprende un articolo del decreto Sblocca Italia che ben si legherebbe al recupero dell’ONMI. Privati pronti a accollarsi la gestione di strutture abbandonate ci sono. Centinaia di volontari sono a disposizione mossi solo dal senso civico e dal dispiacere di vedere un potenziale contenitore culturale così importante lasciato nell’incuria.
«Il riuso dei beni pubblici e la valorizzazione del territorio», spiega ancora l’attivista cassinate «è disciplinato dall’articolo 24 della legge 164 Sblocca Italia come opportunità per una gestione partecipata attraverso la sussidiarietà circolare. Proponiamo di avviare un percorso condiviso tra Comuni, esperti e organizzazioni civiche per individuare modalità e strumenti che agevolino il recupero dei beni abbandonati. 
Gli interventi possono riguardare pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade, recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati con la possibilità si sgravi fiscali per chi se ne accolla la gestione. Non lasciamo che anche l’ONMI faccia la stessa fine del compianto “Mercato coperto”».
Sulla stessa lunghezza d’onda L'associazione "La Famiglia" (Cassino-Formia) che ha subito accolto la proposta della consigliera Grieco. «Come nella nostra storia italiana ha rappresentato e dato un sussidio per famiglie e figli, oggi può tornare di vitale importanza per creare una casa incontro per lo stesso nucleo familiare. Non solo per sostegno a quelle disagiate ma anche per la famiglia e il ceto sociale medio che paga tasse ma non gode di alcun servizio. 
Ecco che si potrebbe sviluppare quel famoso welfare di cui tanti politici si riempiono la bocca senza dar vita a nulla per i cittadini che devono contribuire oltre alle tasse, a pagare servizi extra nella scuola,  trasporti, ludici,ecc... Allora l'immobile può diventare utile per incontri culturali, dopo scuola, feste per bambini.....insomma per offrire alla cittadinanza servizi già pagati ma non usufruiti perché inesistenti!» queste le parole del presidente Jhon Franco 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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