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Rino Tarallo Asia Usb

Edilizia e periferie, il sit-in di Asia Usb dinanzi all'Ater

Presidi ASI.A. (Associazione Inquilini e Abitanti) Usb in tutta Italia, ieri. Tra le centinaia di sit -in organizzati dinanzi alle sedi degli enti gestori del patrimonio abitativo pubblico non poteva mancare Frosinone. E quindi, di fronte all’Ater del capoluogo sono stati posizionati bandiere, megafoni, striscioni per gridare quanto sia necessario ottenere giustizia sociale per chi una casa non ce l’ha. In nome di un’edilizia a misura di cittadino. Su tutto, la voce del delegato provinciale Asia Usb, Rino Tarallo che ha sottolineato l’incongruenza e lo scandalo di «un Paese che ha 300mila sfratti e che investe lo 0,02% sull’edilizia residenziale pubblica. Non accettiamo che Ater sia diventato un ente economico, abbiamo qui le nostre famiglie da Cassino, Anagni, dalla provincia di Frosinone. Netto no al piano Renzi-Lupi che mira alla criminalizzazione dei più poveri, di chi come Antonio è stato costretto ad occupare una casa. Siamo qui - ha continuato con forza Tarallo - per dire ai sindaci e all’Ater di Fr che noi questa gente in mezzo alla strada non ce la mettiamo». E ha indicato genitori con bimbi piccoli radunati lì con i loro cartelli e le scritte “La casa è un diritto per tutti, stop a sfratti, sgomberi e pignoramenti!”. «Come Asia Usb  - ha spiegato Tarallo a Frosinone - stiamo lanciando una due giorni di rabbia e di lotta che prevede anche una piattaforma programmatica che lanceremo in tutta Italia per chiedere il conto a chiunque si siederà nel prossimo governo. Una proposta seria, per poter chiedere un milione di alloggi popolari subito. Ma anche per chiedere che il 2% del Pil ogni anno sia investito nell’edilizia residenziale pubblica. Il commissario straordinario Ater, Antonio Ciotoli, ha ricevuto la delegazione e ha ascoltato le richieste di Tarallo, che in particolare è preoccupato per gli 11 alloggi previsti a Cassino e ancora in alto mare. «C’è un ritardo esagerato - ci ha spiegato il responsabile Usb dopo l’incontro - sebbene i fondi ci siano. Ci sono famiglie sotto sfratto che non possono attendere e su questo Ciotoli è stato d’accordo con noi. Sui lotti costruiti a San Bartolomeo c’è un problema di “integrazione” e il commissario si è fatto garante di parlarne con il Prefetto. Abbiamo anche chiamato l’ assessore del comune di Cassino, Beniamino Papa, perché tutti vogliamo smussare gli angoli e cercare di convincere la popolazione del quartiere che quelle case devono essere realizzate, sono fondamentali per  quelle famiglie che ne hanno davvero bisogno. Non possiamo permettere che i fondi vadano persi».    

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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