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Gino Rossi alla manifestazione dello scorso primo maggio ad Isola Liri

Area di crisi Frosinone-Anagni, il mistero dei tirocini e lavori utili scomparsi

L’accordo sugli ammortizzatori sociali per l’area di crisi complessa Frosinone/Anagni è stato sottoscritto tra sindacati e Regione lo scorso 16 luglio. Prevedeva l’utilizzo, per ulteriori 12 mesi, della mobilità in deroga nei territori di area di crisi complessa di Frosinone e Rieti.  Il meccanismo, però, era incentrato sul fatto che gli ex lavoratori in mobilità dessero la propria disponibilità a partecipare a tirocini retribuiti nelle aziende o, per gli over 60, a lavori di pubblica utilità nei comuni ed enti territoriali.
A sette mesi da quel protocollo d’intesa e dopo ritardi vari, le indennità della mobilità sono sta­te pagate per la stragrande maggioranza degli interessati, anche se restano ancora in attesa circa 200 lavpratori di cui si sta occupando il comitato Vertenza Frusinate, coordinato dall’ormai famoso Gino Rossi.
Già nelle scorse settimane abbiamo riportato la denuncia di Rossi in riferimento a famiglie ridotte alla povertà e rimaste senza sostegno economico almeno dallo scorso giugno.
«Oggi abbiamo scoperto l’inghippo e compre­so che alcune domande erano sbagliate per l’errata scrittura del codice relativo all’impresa di cui erano dipendenti - spiega Rossi - ed abbiamo indicato ai lavoratori ancora in attesa dell’assegno qual è l’ufficio regionale responsabile del procedimento».
Ma se la vicenda dei duecento - nonostante il clamoroso ritardo - va risolvendosi gradualmente, il vero mistero restano i tirocini aziendali e i lavori di pubblica utilità. Argomenti in riferimento ai quali Rossi afferma che nessuno ha visto organizzare proprio niente.
«Il problema - afferma Rossi - è che la Regione Lazio non sta mettendo in campo niente per gli over 60. Per gli under 60, lo stesso, non ci risulta che siano stati attivati i previsti tirocini. Ma questa mobilità in deroga era stata concessa proprio con la finalità del reinserimento lavorativo. E se il ministero del Lavoro s’accorge che non è stato fatto nulla in termini di politiche attive, come potrà mai autorizzare - come invece sollecitiamo noi e le organizzazioni sindacali - un’ulteriore proroga di dodici mesi per la misura?».
«A meno che»... Riflette Rossi.
Cosa? «A meno che non finisca come è avvenuto coi bonus assunzionali».
Cioè?
«Dopo aver stanziato gli 8mila euro di agevolazioni per le aziende ci sono state 146 assunzioni - ricorda Rossi - ma nessuno sa come siano avvenute, con quali criteri. Non si conoscono neppure i nomi delle aziende che hanno immesso questi lavoratori in organico. Meno che mai da dove siano spuntati questi lavoratori, e comunque non certo dal bacino ex Videocon».
Rossi tira le somme. «Non vorremmo che questi tirocini siano stati organizzati in gran segreto e che ci siano pochi privilegiati. IOnsomma una cosa all’italiana, senza trasparenza e con la solita ingiustizia».
Il 21 febbraio, intanto, le organizzazioni sindacali sono state convocate alla Direzione generale del Lavoro della Regione Lazio. All’ordine del giorno l’esame della situazione per verificare se c’è la possibilità di reperire la copertura finanziaria e assicurare ulteriori 12 mesi per la mobilità in proroga del bacino del sistema lavoro Frosinone/Anagni.
A meno che a qualcuno non passi in testa di verificare se l’attuale mobilità in deroga sia stata correttamente applicata, a partire dalle famose politiche attive...

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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