L'Inchiesta Quotidiano OnLine
L'impianto AcquaCampania

Patto sull'acqua cassinate, No Acea solleva la questione della quantità attinte

Il comitato No Acea che fa capo all’attivista Renato De Sanctis non prenderà parte alla manifestazione organizzata per sabato prossimo a Frosinone dal Coordinamento provinciale Acqua Pubblica. Le posizioni tra le due compagini che combattono per la cacciata di Acea e per il ritorno ad una gestione pubblica delle risorse idriche, sono distanti da sempre, ma oggi lo sono più che nel recente passato. I motivi sono da individuare innanzitutto nella procedura risolutiva contemplata all’art. 34 della convenzione, da sempre osteggiata dal collettivo No Acea, che al contrario ha sempre sostenuto la validità del percorso del recesso/riscatto (art.35). Un iter unilaterale che a detta degli attivisti cassinati più in vista avrebbe consentito ai comuni di portare a casa “il risultato”, a differenza di quanto avvenuto con la risoluzione, recentemente “bocciata” dal Tar. «Noi non aderiamo a questa manifestazione perché crediamo che i comitati stiano percorrendo una strada che non porterà a nulla - ha spiegato  De Sanctis -. Comitati che  in modo inconsapevole o forse consapevole stanno preservando la posizione del gestore Acea-Ato 5 spa sul nostro territorio. Anche un laureando in giurisprudenza infatti, capirebbe che la sentenza del Tar, in gergo detta “blindata” non ha alcuna possibilità di essere ribaltata in un grado superiore» ha poi annotato l’attivista. Ma oltre ad aver espresso forti dubbi sull’utilità della manifestazione del 17 febbraio, una durissima presa di posizione è stata assunta dal comitato No Acea nei confronti della municipalità, riguardo all’accordo sull’acqua cassinate che Lazio e Campania avrebberò già definito. Un patto, che si concluderà definitivamente con la ratifica delle rispettive giunte regionali che gli addetti ai lavori considerano imminente, che per De Sanctis potrebbe rivelarsi dannosissimo per la comunità cassinate, per il territorio e, non ultimo, per i già disastrati bilanci comunali. Secondo il referente cittadino del comitato No Acea infatti, i termini dell’accordo in questione sarebbero ben diversi rispetto a quanto trapelato dal municipio in questi giorni:  «Il sindaco di Cassino si guarda bene dal dire ai suoi concittadini che il milione e 200 mila euro che l’ente dovrebbe ricevere annualmente da Acea per i 200 litri al secondo del nostro ristoro in realtà ammonta a poco più di un milione, precisamente 1.072.000 euro. Il primo cittadino - ha aggiunto l’attivista cassinate - non dice che il patto in questione non terrebbe conto in alcun modo dei contesti ambientali e degli equilibri idrogeologici che verrebbero intaccati dai maggiori prelievi di acqua. Dico questo perché qualcuno ha inopinatamente deciso di incrementare le quantità di acqua attinte in prossimità delle sorgenti del fiume Gari nella misura di circa 1000 litri al secondo». Secondo quanto appreso dal comitato No Acea, «è prevista inoltre la possibilità di attingere ulteriori 160 l/secondo per l’approvvigionamento di alcuni comuni dell’ Area sud dell’ATO 4-Latina attraverso un prolungamento dell’Acquedotto Marsicano nel comune di Cellole che a breve sarà realizzato. Nello stesso accordo inoltre, si conferma quanto già sancito nella convenzione di utenza tra Acqua Campania spa e Comune di Cassino firmata il 27 febbraio 2015 in merito ai  200 l/secondo (erogati a titolo gratuito sino a quando al comune non è subentrato il gestore Ato 5) e ai 30 l/s in favore proprio di Acea, erogati per l’approvvigionamento delle aree servite dall’ex Consorzio Aurunci. In definitiva - ha ricordato De Sanctis - dalle nostre sorgenti verranno prelevati 1160 litri di acqua al secondo in più rispetto ad oggi. Risorse che verranno trasferite verso altri territori, con sicuri danni idrogeologici al nostro territorio. Ed il tutto senza alcuna contropartita finanziaria compensativa. Anzi l’unica cosa che il comune otterrà sarà il milione e 72mila euro, che è meno della metà di quanto poteva spuntare l’ente nella trattativa per i soli 200 l/s che il nostro sindaco non concluse nei tempi giusti. Inoltre - ha poi evidenziato Renato De Sanctis - ci chiediamo come si possa accettare la stipula di un accordo che porterebbe ad un aumento delle quantità di acqua attinte, senza che sia stato realizzato uno studio appropriato sull’impatto idrogeologico-ambientale».  

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it