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Da segretario particolare a direttore generale: Tommaso Marrocco alla guida del Valle del Liri

Sono trascorse meno di due settimane dalla conferenza stampa in cui è stata stata resa nota la profondità «del buco da 17,5 milioni» nei conti del Valle del Liri. E ai piani alti del consorzio di bonifica stanno già soffiando forte i venti del cambiamento e delle polemiche legate alle scelte operate dal commissario straordinario Riccardo Casilli, l’uomo inviato dalla regione Lazio per realizzare la fusione del consorzio cassinate con il “Conca di Sora” e l’ente “A Sud di Anagni”. Ex dirigente Arpa che nei giorni scorsi ha nominato Tommaso Marrocco  nuovo direttore generale del Valle del Liri. Le formalità di rito sono state definite a metà della scorsa settimana, ma l’iter di conferimento dell’incarico è stato avviato dallo stesso Casilli il 28 febbraio scorso, nel giorno della sua prima e fragorosissima uscita pubblica e a 24 ore dal via alla procedura disciplinare a carico del dottor Remo Marandola. A quest’ultimo, dal 2000 alla direzione del consorzio, succederà quindi l’attuale capo settore degli affari legali, che ha accettato il mandato di direttore pro-tempore solo il 6 marzo scorso dopo essere stato anche segretario particolare dello stesso Casilli. A Marrocco sono state assegnate anche le funzioni di responsabile del settore manutenzione delle opere di bonifica. In attesa che nei prossimi mesi si completino alcune procedure avviate dal commissario straordinario, il timone dell’ente resterà dunque nelle mani dello storico esponente del Partito democratico cassinate, già consigliere comunale durante l’amministrazione Scittarelli. Consiliatura durante la quale sfiorò l’assessorato a seguito di un accordo tra l’ex sindaco ed il leader del Pd Francesco De Angelis. Fino a quando occuperà la poltrona più alta del palazzone di via Vico, Tommaso Marrocco percepirà stipendi ed indennità di funzione mensili perfettamente in linea con quelli del suo predecessore, pari a circa 74mila euro annui. Nella delibera di nomina il commissario straordinario Riccardo Casilli ha spiegato di aver «ritenuto opportuno affidare l’incarico di direttore generale pro tempore al dottor Tommaso Marrocco» alla luce «della comprovata esperienza nelle materie consortili, nonché della professionalità e della competenza fin qui dimostrata anche negli aspetti di natura giuridica». Nella sua prima dichiarazione da direttore del Valle del Liri, Marrocco è stato stringatissimo: si è infatti limitato a spiegare che la prima cosa da fare nel consorzio «sarà operare con estrema trasparenza, intervendo laddove si richiede maggiore urgenza come nel caso degli interventi di manutenzione. Attività importanti, necessarie per assicurare la messa in sicurezza, dal punto di vista della tenuta idreogeologica, di tutto il territorio di competenza. Fondamentale inoltre - ha aggiunto - sarà la pianificazione di tutte le attività  legate alla stagione irrigua ormai imminente». Sul piano formale invece, nella lettera di accettazione dell’incarico, Marroco rivolgendosi al dottor Casilli ha espresso «viva soddisfazione per la fiducia riposta nei miei confronti» con il conferimento dell’incarico di Dg «al fine di garantire la continuità dell’azione aministrativa ed il regolare assolvimento dei compiti istituzionali dell’ente». «Accetto volentieri questa sfida» ha poi sottolineato l’ex consigliere comunale parlando di «sogno» realizzato, dicendosi convinto che si possano «fornire le risposte più idonee alla risoluzione delle problematiche in essere. Confido in una proficua collaborazione con il personale tutto, sul quale ho sempre investito sul piano umano e professionale, convinto che “l’armonia dello spogliatoio” sia la chiave per inanellare i migliori successi. Sarà inoltre entusiasmante - ha concluso Marrocco - assumere pure le funzioni di responsabile del settore manutentivo, per la sensibilità che provo nel dare risposte appropriate a quei consorziati sempre più preoccupati per l’assetto del territorio e per i rischi idrogeologici, amplificati da eventi metereologici sempre più violenti».  

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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