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Serena Mollicone Serena Mollicone

Delitto Mollicone, il gip ha sciolto ieri la riserva: altri tre mesi di proroga delle indagini

Adesso c’è la firma: il gip Salvatore Scalera ha siglato ieri la proroga delle indagini sul delitto di Serena Mollicone. I carabinieri del colonnello Fabio Cagnazzo avranno esattamente tre mesi di tempo per chiudere il caso. I termini scadranno il 13 giugno prossimo, a 17 anni dall’omicidio della studentessa di Arce. La richiesta era stata avanzata circa due settimane fa, nei tempi previsti dalla legge, dal sostituto procuratore Beatrice Siravo, titolare del caso. Il giudice si era riservato e solo ieri ha sciolto la riserva. Ciò consentirà alla task force di investigatori del Comando Provinciale dell’Arma di Frosinone di svolgere ulteriori accertamenti tecnici che avrebbero richiesto più tempo del previsto. Si continua a lavorare al caso incessantemente e pare che gli inquirenti si stiano concentrando ulteriormente sulle tracce papillari rilevate nel corso dell’indagine. Agli inizi di febbraio, infatti, erano state prelevate le impronte digitali ai familiari dei cinque indagati. Circa una decina di persone erano state sottoposte all’esame. Gli esiti erano stati comparati con le impronte isolate da altri reperti ed in particolare dal nastro adesivo che avvolgeva il corpo di Serena, ma senza riscontri. Si procede con ulteriori esami sui quali vige il più stretto riserbo. L’inchiesta, a questo punto, sembra avvicinarsi sempre più al rush finale. La svolta potrebbe arrivare anche da qui ad un mese o poco più e la verità, finalmente, sarà sotto gli occhi di tutti. 
Il delitto Mollicone, dunque, continua ad arricchirsi di colpi di scena per i non addetti ai lavori. Resta fermo a cinque il numero degli indagati - per quanto ci è dato sapere - . Ad essere iscritti nel registro sono: il maresciallo Franco Mottola (nel 2001 comandante della Stazione di Arce), il figlio Marco e sua madre Anna, il luogotenente Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. Questi ultimi all’epoca del delitto prestavano servizio presso la Caserma di Arce dove si è consumato il delitto.
Intanto, gli investigatori del Comando Provinciale di Frosinone continuano a mettere insieme  tutti i tasselli di un puzzle fatto di decine di testimonianze, reperti cartacei, della  vittima e raccolti in Caserma, nonché degli esiti della relazione medico-legale della professoressa Cattaneo.

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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