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La sala di controllo della rete Acea a Frosinone La sala di controllo della rete Acea a Frosinone

Acea Ato5, dopo la sentenza Tar Ottaviani ironizza sul Pd. D'Alessandro: ok le tariffe del 2016

Un ricorso presentato dal gestore è stato respinto dal tribunale amministrativo per inammissibilità grazie ad una sentenza della sezione staccata di Latina pubblicata giovedì. La multiutility  romana aveva impugnato la deliberazione numero 6 del 13 dicembre 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci dell’Ato 5 aveva approvato la proposta tariffaria del Servizio Idri­co Integrato per il periodo regolatorio 2016-2019. Il Tar ha sentenziato che ricorso è inammissibile perché "l’atto è di natura endoprocedimentale", quindi non definitivo, mentre l'ultima parola spetta all'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Il provvedimento oggetto di impugnativa, quin­di, (predisposizione della tariffa) si inserisce in una sequenza procedimentale che deve essere conclusa con l’atto definitivo rappresentato dalla approvazione dell’Autorità per l'energia elettrica e il gas, come ribadito anche nella deliberazione n. 664/2015 Aeegsi al punto 7.4: “Entro i successivi 90 giorni, l'Autorità, salva la necessità di richiedere ulteriori integrazioni, approva le pro- poste tariffarie ai sensi dell’articolo 154, comma 4 del d.lgs. 152/06”.

Politicamente parlando, la sentenza di ieri rappresenta una vittoria del sindaco di Ceccano Roberto Caligiore e dei 21 primi cittadini che si sono affiancati alla sua azione.
Gli avvocati Valerio Tallini (professore a contratto di diritto amministrativo presso l’università della Tuscia di Viterbo), Claudio Martino (tra i massimi esperti in materia di acque pubbliche) e Vincenzo Colalillo hanno difeso i seguenti 21 comuni: Cassino, Monte San Giovanni Campano, Alatri, Fiuggi, Ceccano, Torre Cajetani, Strangolagalli, Settefrati, Pofi, Pico, Guarcino, Coreno Ausonio, Castro dei Volsci Picinisco, S. Elia Fiumerapido, S. Giorgio a Liri, Alvito, Serrone, Roccasecca. I Comuni di  Vallerotonda e San Vittore del Lazio risultano erroneamente non costituiti ma in realtà si sono entrambi costituiti in giudizio.
Singolare e inattesa la figuraccia rimediata dal Comune di Frosinone, guidato dal sindaco Nicola Ottaviani che ha effettuato una costituzione tardiva in giudizio al di là della copiatura delle memorie degli altri 21 Comuni che, quindi, ne avrebbe potuto consentire l’immissione in giudizio se solo la tempistica fosse stata rispettata. La giunta comunale del capoluogo però si è riunita per deliberare solamente dopo la scadenza dei termini. L’Ato 5 era difeso dal professor Alfredo Contieri, ordinario di diritto amministrativo dell’Università di Cassino.

Lo stesso Ottaviani - da sempre schierato per la risoluzione contrattuale ed a capo dei sindaci critici con Acea - ha comunque commentato sarcasticamente: «Il silenzio assordante dei maggiorenti del Pd di Frosinone, dopo che il Tar ha bocciato le tariffe proposte da Acea, è sintomatico del momento di estremo dolore da loro sofferto per non aver potuto lanciare l’ennesima ciambella di salvataggio a favore del gestore romano. Appena usciranno da questo momento di dolore, togliendo il lutto al braccio, i dirigenti del Pd realizzeranno, forse, che alla fine le battaglie di civiltà e di tutela della collettività si possono combattere anche contro quelli che vengono considerati come i grandi potentati, solo apparentemente invincibili. Del resto, se non fosse per i social network e la democrazia della rete e tranne poche eccezioni della carta stampata locale, la questione della tutela dei diritti dei cittadini della nostra provincia, rispetto alle pretese di Acea, sarebbe rimasta lettera “morta”».

«Il Tar del Lazio sezione di Latina ha giudicato il ricorso presentato da Acea spa inammissibile. Pertanto la tariffa dell’acqua resta quella approvata dai sindaci il 13 dicembre del 2016»: lo ha ricordato ieri il sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D'Alessandro. «Ma c'è di più: i giudici del Tribunale Amministrativo ci hanno dato ragione anche sulle questioni che sono parte integrante della Delibera n. 6 approvata dall'Assemblea dei sindaci. Mi riferisco all'atto con il quale abbiamo detto no agli aumenti legati ai maggiori costi che Acea diceva di aver sostenuto, no agli aumenti con cui compensare le bollette non pagate dai morosi, no allo sconto delle penali milionarie che sono state applicate dai primi cittadini ad Acea. Proprio la Delibera n. 6 e tutti gli atti ad essa correlati erano stati impugnati dal gestore del servizio idrico integrato che aveva fatto ricorso al Tar. Il Tar, però, lo ha giudicato inammissibile. Insieme agli altri sindaci dell'Assemblea abbiamo operato una scelta coraggiosa che ha prodotto questo risultato importante. E' facile immaginare che, se non ci fossimo presentati dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale, Acea l'avrebbe spuntata e per noi cittadini ci sarebbe stato un aumento delle tariffe. Ringrazio, pertanto, tutti i sindaci dell'Assemblea per l'impegno profuso e continuiamo ad amministrare tutelando le esigenze della popolazione nelle dovute sedi, attraverso azioni condivise e energicamente predisposte con gli altri comuni dell'Ato», ha concluso D'Alessandro.

 

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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