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Uno scalo per i voli low cost: l’aeroporto di Aquino ha il potenziale per diventarlo

Ha la pista lunga il necessario, lontana dal centro abitato, a 500 metri di distanza dalla ferrovia e dall’autostrada, a cento chilometri da Roma e da Napoli, a 62 dal Molise, a 50 dal mare e poco meno di cento dalle località turistiche montane. L’aeroporto di Aquino, ma già in passato i conti rispetto al suo potenziale erano stati fatti, sarebbe il miglior candidato per il terzo aeroporto del Lazio per i voli low cost. Lo ha fatto notare l’amministratore unico della società che lo gestisce, Giuseppe Di Carlo, anche se nei suoi progetti, c’è quello di trasformarlo in un aeroporto turistico. Ne è convinta anche parte dell’amministrazione comunale di Aquino, in particolare l’assessore Maurizio Gabriele che ha accolto con favore la proposta del capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione, Roberta Lombardi che nei giorni scorsi per superare il problema del traffico aereo su Ciampino e Fiumicino ha rilanciato un progetto ormai presentato dalla Provincia di Frosinone all’epoca di Francesco Scalia. Allora del progetto non se ne fece nulla anche se il sogno di vedere l’aeroporto di Aquino trasformarsi in qualcosa che possa vivacizzare l’economia del territorio è rimasto nel cassetto dei più. Tra questi l’assessore del comune di  Aquino Maurizio Gabriele che non ha affatto disdegnato l’idea: «Sono d’accordo con Lombardi– ha esordito –. Questa potrebbe essere un’ottima opportunità e un fatto positivo sia per il Comune di Aquino che per l’intero territorio». Non sembra d’accordo invece l’onorevole, Luca Frusone per il quale il territorio, prima di pensare ad uno snodo per i voli low cost, dovrebbe risolvere altre priorità. «Frosinone perse – ha dichiarato – perché il progetto era fallimentare. La zona scelta era inadatta. I pareri degli enti erano chiarissimi e dicevano che non si poteva costruire nell’area individuata. Non era una questione politica ambientalista, era il progetto che non andava bene.  Costruire una nuovaa cattedrale nel deserto – aggiunge Frusone – è solo spreco di risorse, sono tanti i territori rovinati da aeroporti fantasma. Andiamo per gradi, prima sistemiamo le strade, poi miglioriamo i treni e gli interscambi e poi potremmo affrontare certi argomenti. Se c’è serietà qualsiasi progetto è una risorsa. Noi vogliamo portare avanti quella serietà».                        

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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