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Il consigliere Antonio Abbate

Contributi ai Comuni per facilitare la cremazione: Abbate sollecita la legge al presidente Zingaretti

«Quando nel 2004 ebbi l’onore di ricoprire il ruolo di consigliere regionale e successivamente quello di presidente della Commissione sanità, proposi una legge che dettava disposizioni in materia di cremazione. Solo l’imminenza della scadenza della VII legislatura impedì al Consiglio di esaminarla ed approvarla. Le statistiche indicano ormai un numero sempre maggiore di persone che alla tradizionale sepoltura preferiscono la cremazione, scelta che, fondando su motivazioni morali, igieniche ed economiche, assicura molti benefici». A parlare è il consigliere di Roccasecca Antonio Abbate che, fermamente convinto che sia indispensabile dare la possibilità a chi lo vuole di scegliere la cremazione in alternativa alla tradizionale tumulazione, ha scritto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affinché si adoperi per “rispolverare” una legge, in effetti già pronta, e risalente al 2004 quando Abbate ricopriva il ruolo di consigliere regionale. Abbate, infatti, oltre a perorare l’iniziativa, che ha vantaggi anche a livello economico, nel sollecitare il presidente gli mette a disposizione la legge già pronta. «In epoca remota - scrive Abbate - era in uso la cremazione e la conservazione delle ceneri in urne deposte sotto terra, tradizione che sarebbe rispettata prevedendo la conservazione delle cenere in urna sigillata, con l’identificazione della persona, consentendo la conservazione della memoria e le onoranze funeri da parte dei familiari e discendenti. La legge, per la concessione di contributi economici ai Comuni o Unione di essi per realizzare impianti tecnici di cremazione ed aree destinate alla sepoltura sotto terra delle urne cinerarie individuali potrebbe avere, così come a suo tempo da me proposta la seguente articolazione: Art. 1 - Oggetto e finalità La presente legge disciplina l’affidamento, la conservazione e la dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti nel rispetto della legge 30 marzo 2001, n. 130 (disposizioni in materia di cremazione e conservazione delle ceneri) armonizzati con la tradizione e la cultura della popolazione del Lazio. Art 2 - Conservazione e dispersione delle ceneri. 1-Le modalità di conservazione delle ceneri devono consentire l’identificazione dei dati anagrafici del defunto. L’urna cineraria può essere tumulata o interrata in un’area cimiteriale. 2 - La dispersione delle ceneri può avvenire in un cinerario comune all’interno dell’area cimiteriale, come previsto dall’art. 80 del D.P.R. 285/1990 o, in alternativa, secondo le modalità stabilite dalla norme di legge sopraggiunte- Art. 3 - Informazione ai cittadini 1-I comuni e la Regione favoriscono e promuovono campagne di informazione relative alle diverse pratiche funerarie. Specifiche e dettagliate informazioni sono dedicate alla cremazione. 2 - Il medico che provvede alla stesura del certificati di morte, se richiesto, è tenuto a fornire ai familiari del defunto specifiche informazioni in ordine alle diverse possibilità di disposizione de cadavere anche avvalendosi del materiale informativo predisposto dai Comuni e dalla Regione Art. 4 - Contributi ai Comuni 1 - La Regione interviene a favore dei Comuni o Unione di essi con popolazione superiore ai cinquantamila abitanti attraverso la concessione di contributi economici al fine di favorire la costruzione e la gestione dei crematori e delle aree di conservazione delle urne per inumazione in tutti i cimiteri comunali. 2 - I criteri e le modalità di concessione dei contributi di cui al comma 1 sono definiti dalla Giunta regionale con propria deliberazione».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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