L'Inchiesta Quotidiano OnLine
a Frosinone broccoli

Medaglia d'onore alla memoria del finanziere Raffaele Broccoli

Il prossimo 2 giugno, festa della Repubblica, presso la Prefettura di Frosinone, un figlio di Sant’Ambrogio sul Garigliano, Raffaele Broccoli, classe 1910, scomparso nel 1992, riceverà la Medaglia d’Onore alla memoria. L’onorificenza gli è stata concessa con decreto del Presidente della Repubblica, quale militare della Guardia di Finanza, operante in Montenegro al fianco dei Tedeschi, durante la II guerra mondiale 1941/43. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu catturato e deportato nei lager nazisti, destinato a lavoro coatto. Il conferimento del meritato riconoscimento avverrà da parte del signor prefetto nelle mani del figlio Fiorenzo Broccoli, alla presenza del sindaco del comune di Sant’Ambrogio sul Garigliano, avv. Sergio Messore, dell’Ammiraglio di Divisione Pasquale Guerra, parente dell’insignito, e di tanti familiari e amici. E’ opportuno ricordare che, durante la II guerra mondiale, i militari della Guardia di Finanza furono impiegati copiosamente nelle operazioni belliche di Slovenia, Croazia, Montenegro, Dalmazia, Erzegovina, Grecia e relativo arcipelago. Seppero dare prova di grande eroismo, distinguendosi in numerose azioni armate. All’atto dell’armistizio, le truppe italiane, ovunque impegnate, ebbero dai loro comandi ordini confusi e contraddittori e dai comandi tedeschi intimazioni alla resa. Le direttive non univoche provocarono il generale sbandamento delle truppe, lasciate in balia di tre scelte possibili: aderire alla resa e, di conseguenza, farsi internare, dissociarsi ed agire contro i tedeschi, tentare il rimpatrio via mare. Gli 800 finanzieri della guarnigione di Antivari, porto del Montenegro, in parte confluirono nella divisione Garibaldi e in parte si schierarono (compreso il finanziere Raffaele Broccoli) contro le preponderanti forze tedesche, venendone sopraffatti e deportati nei campi di concentramento in Germania. Il finanziere Broccoli racconterà poi, nel suo diario “Ricordi di Prigionia”, quel triste viaggio, iniziato il 7 ottobre 1943 con la tradotta dei “Miserabili”, attraverso il Montenegro, l’Albania, la Serbia, la Croazia, l’Ungheria, l’Austria, fino in Germania, con internamento nel campo di Stammlager (matricola 71717), e terminato con l’avventuroso ritorno in patria, attraverso il Lussemburgo, la Francia e infine l’Italia, dove giunse l’8 dicembre 1944. Merita citare la bella preghiera che Raffaele rivolge al Signore all’inizio della sua brutta odissea verso la prigionia: «La ruota del destino sta per mettersi in moto. Oggi inizia il pellegrinaggio verso il monte Calvario “prigionia”. Benedici, o Signore, questa massa di inermi che, senza colpa, s’incammina verso il duro destino della prigionia. Benedici, o Signore, questa gente che, colpita dalla triste sorte, silenziosa dovrà sopportare il peso della schiavitù. Benedici, o Signore, i genitori, le spose e i figli che lontano attendono e pregano e piangono per noi abbandonati in terra straniera. Benedici, o Signore, l’umanità che soffre e invoca la fine della guerra. Dai forza ai popoli, coraggio agli umili e vita ai sofferenti. Benedici, o Signore, mia madre, mia moglie e i miei figli, i miei fratelli e le mie sorelle e fammi la grazia di rivederli tutti al mio ritorno. Antivari, otto ottobre 1943». A fine novembre 1944, Raffaele con uno stratagemma riuscì ad eludere la sorveglianza e a fuggire dal lager. Giungerà sano e salvo al suo paese di nascita e alla sua famiglia l’8 dicembre 1944. Verrà nuovamente arruolato nel Corpo delle Fiamme Gialle, servendo l’arma con fedeltà e abnegazione fino al 1954, quando si congederà col grado di appuntato. Il prossimo 2 giugno, alla presenza di autorità locali e provinciali, il figlio, i parenti e la comunità di S. Ambrogio ne celebreranno solennemente con orgoglio il valore e la memoria.            

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604