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La sede del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato rinvia la sospensiva richiesta da Ferdinandi, se ne discuterà a luglio in Collegio

L’attesa era tanta e la tensione si tagliava con il coltello. In “ballo” c’è il futuro politico-amministrativo di Piedimonte San Germano e la poltrona da sindaco. La “partita”, usando un temine calcistico, nonostante sia trascorso quasi un anno da quel famoso 11 giugno 2017, se la continuano a “giocare” l’attuale sindaco e già capolista di “Piedimonte#ORA” Gioacchino Ferdinandi ed Ettore Urbano, consigliere d’opposizione e capolista di “Azione Comune”. Poche settimane fa il primo cittadino pedemontano, assistito dall’avvocato del Foro di Cassino, Massimo Di Sotto, presentava una richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato che fissava per la giornata di ieri l’udienza in camera di consiglio. Nei successivi giorni anche il consigliere d’opposizione Urbano, difeso e rappresentato dall’avvocato Francesco Scalia, presentava memorie chiedendo ai giudici di non accogliere la richiesta di sospensiva presentata da “Piedimonte#ORA”. Ieri mattina in camera di consiglio a Roma i giudici di Palazzo Spada si sono riuniti per decidere sulla richiesta di sospensione sulla querela di falso presentata da Ferdinandi. Presenti gli avvocati Giovanni Malinconico e Massimo Di Sotto, per il sindaco di Piedimonte, e l’avvocato di fiducia per il consigliere d’opposizione Urbano. Dopo la discussione il presidente ha ritenuto di far esaminare la questione della querela di falso al Collegio nell’udienza pubblica già fissata al prossimo 12 luglio, con il presidente del Collegio giudicante che ha già disposto la “verificazione” sulle schede delle sezioni 3 e 5 (che si si svolse lo scorso 5 aprile in Prefettura a Frosinone). La querela di falso sarà esaminata come pregiudiziale, ovvero, prima di decidere sull’appello presentato da Urbano. Ieri gli avvocati Di Sotto e Malinconico hanno depositato gli atti del processo sulla delicatissima inchiesta che la Procura di Cassino ha avviato circa due mesi fa sulle 59 schede segnate da simboli geometrici (cerchi, quadrati e triangoli), producendo la perizia grafica eseguita dal Consulente della Procura e della Dia di Napoli. Una perizia accurata, meticolosa e articolata dove il professionista ha riportato che 51 segni su 59 sarebbero stati apposti da un’unica mano. Di Sotto e Malinconico hanno anche depositato la querela di falso che Ferdinandi, unitamente alla sua maggioranza, presentò al giudice del Tribunale di Cassino affinché quelle 59 schede ritenute «contraffatte» non producano più effetti probatori nel procedimento amministrativo e quindi non vadano, qualora il ricorso al Consiglio di Stato (il prossimo 12 luglio) dovesse essere accolto, a fornire elemento probatorio per annullare il voto o per modificarlo. Tutto rinviato al prossimo 12 luglio dove si valuterà la pregiudiziale posta dalla lista “Piedimonte#ORA” e il merito della questione. Nel frattempo l’inchiesta sui presunti brogli elettorali procede spedita e senza sosta. Gli inquirenti continuano a lavorare incessantemente sulle 59 schede segnate da simboli geometrici (cerchi, quadrati e triangoli) emerse lo scorso 5 aprile dopo la “verificazione” in Prefettura a Frosinone. Ad oggi, nella delicatissima indagine condotta dal magistrato del Tribunale di Cassino, il dott. Roberto Bulgarini Nomi, risulterebbero quattro persone iscritte a tutela e garanzia.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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