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La siringa trovata nel cortile del palazzo di via Mulattiera La siringa trovata nel cortile del palazzo di via Mulattiera

Siringhe nel cortile del palazzo di via Mulattiera: l'allarme dei residenti

Rifiuti, degrado, incuria e pure scarsa sicurezza: nell'edificio verde di via Mulattiera, noto in città per i problemi di convivenza tra i cassinati ed i tanti immigrati ospitati dalle cooperative che operano nella zona, la tensione è da tempo alle stelle. I cittadini continuano a lamentarsi col comune, che a quanto pare ancora non ha preso una posizione netta né ha risolto i problemi delle famiglie del quartiere. L'Asl, i Carabinieri e pure Striscia la Notizia, con Jimmi Ghione, hanno già fatto visita più volte alla palazzina situata alle spalle del carcere San Domenico ma nulla è ancora cambiato. Eppure da almeno 2-3 anni i residenti chiedono, con appelli accorati sulla stampa e sui social, che qualcuno intervenga per rendere più vivibile un angolo dimenticato di Cassino dove regna l'anarchia. Ma nemmeno i più critici avrebbero pensato di ritrovarsi, a due passi dalla cancellata, dalle abitazioni e da un cortile dove giocano i pochi bimbi della zona, una siringa presumibilmente utilizzata da uno o più tossicodipendenti. Il ritrovamento come ovvio ha scatenato l'allarme tra i residenti, oltremodo esausti da una situazione che nessuno sembra essere in grado di risolvere. Tra queste Domenica, giovane mamma cassinate che si prese la briga, un anno fa, di chiamare Canale 5 e chiedere l'intervento di Striscia nella speranze che la ribalta mediatica nazionale cambiasse le cose. Ma la storia è andata diversamente. «Sono stufa, non ce la faccio più ad andare avanti così - ha dichiarato ieri visibilmente turbata -. Pochi giorni fa abbiamo dovuto pubblicare su facebook le foto dei rifiuti accatastati ai piedi della palazzina per farci dare retta dal comune dopo giorni in cui l'aria è stata irrespirabile. Altre volte abbiamo trovato lamette e preservativi nel cortile. Ieri invece abbiamo trovato una siringa davanti alla cancello di casa. Io ed il mio compagno abbiamo due figli da tutelare e siamo pronti a tutto per farlo. Su queste cose non si scherza - ha aggiunto - e non si può scherzare visto lo stato indecente in cui viviamo da troppo troppo tempo. 
L'ora di intervenire per mettere fine a questo scempio è scoccata da tempo, ma alla luce di quanto avvenuto ieri la pazienza è finita. Le istituzioni devono necessariamente tutelarci perché ora questa vicenda rischia di diventare troppo grossa. Comune, Asl, forze dell'Ordine - ha concluso Domenica - trovino un modo per garantire ai cittadini onesti una vita tranquilla. Siamo ancora sotto choc, non ce la facciamo più». 
 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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