L'Inchiesta Quotidiano OnLine
manifestazione no acea manifestazione no acea

Sede comunale al gestore idrico, chiesta la riapertura di alcuni uffici: No Acea attacca D'Alessandro

Ancora non è stato deciso nulla sull’ipotesi che Acea possa aprire una sede in un edificio di proprietà del comune. L’incontro di ieri in municipio tra il sindaco Carlo Maria D’Alessandro ed il presidente di Acea Ato5 Stefano Magini, si è concluso con un “arrivederci”. Almeno per il momento. Il vertice è stato interlocutorio e verrà riaggiornato nel breve termine perché Acea ha confermato di non avere particolare interesse a tornare sui suoi passi dopo la chiusura della sede di via Polledrera e la successiva apertura dello sportello commerciale in via Leopardi. La proposta di D’Alessandro comunque resta ancora in piedi. Ma a quanto pare sarebbe stata “rimodulata”, o almeno sarebbe stata paventata ad Acea una soluzione intermedia: visto che il gestore non vorrebbe riaprire la sede è stato chiesto di potenziare lo sportello presente in città riportando a Cassino alcuni uffici oggi dislocati a Frosinone. Questo sarebbe stato il succo del discorso fatto dal primo cittadino, che in tale maniera conta di far tornare in città quei dipendenti Acea costretti a fare i pendolari ogni giorno. Confermata quindi la linea tracciata da D’Alessandro quando esplose la polemica sulla sede comunale ad Acea. Rossella Chiusaroli invece, presente all’incontro, ha posto l’attenzione «sulla necessità di andare incontro alle esigenze della cittadinanza». «Per la nostra amministrazione ciò che conta è tutelare gli utenti - ha spiegato l’esponente forzista - che si trovano a pagare bollette più pesanti rispetto al passato. Vogliamo che i cittadini abbiano più servizi. Questo è ciò che è stato chiesto al gestore idrico». Sulla vicenda della sede comunale al gestore romano è intervenuto anche il comitato No Acea. Tramite l’attivista Renato De Sanctis il collettivo locale, partendo dall’iniziativa di sabato scorso sull’acqua pubblica, ha bacchettato la municipalità, ed in particolare il sindaco, per la mancata presa di posizione sulle violazioni riscontrate  dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente e dalla Gdf in materia di regolazione tariffaria e per non aver ancora risolto la questione del ristoro/vitalizio spettante al comune, legato ai 200 litri di acqua al secondo immessi negli impianti idrici ora gestiti da Acea. «Il comizio-incontro in piazza Diaz di sabato scorso tra gli attivisti del comitato ed una buona rappresentanza dei cittadini di Cassino - ha spiegato De Sanctis - credo abbia raggiunto l’obiettivo prefissato, quello di una sempre più ampia consapevolezza di ciò che è accaduto nel corso degli anni, a Cassino ma anche in provincia, per quanto riguarda l’acqua e la sua gestione. E’ scontato che la partecipazione ad iniziative con finalità civiche dovrebbe quasi essere un obbligo morale per i residenti, ma siamo ben consapevoli che c’è chi, da oltre trenta anni, vuole che la cittadinanza rimanga il più possibile “ignorante” perché colui che ignora è molto più facilmente manipolabile. È proprio contro questa logica che dobbiamo impegnarci, ed era proprio in questa direzione (lo dico con molta modestia) che volevamo andasse il comizio organizzato sabato scorso. La domanda a questo punto è: abbiamo fatto un piccolo passo in avanti? Credo proprio di sì. Ed è importantissimo questo perché sapere come stanno le cose ci dà coraggio, ci rende intraprendenti, ci spinge a rivendicare i nostri diritti. Di pari passo dobbiamo far crescere la partecipazione - ha aggiunto De Sanctis -. Bisogna pensare non in maniera egoistica, anche perché la partecipazione non può e non deve servire solo a chi presenzia a certe iniziative, ma va vista come una lotta per i tanti che mancano nelle piazze o nelle strade. Deve essere una lotta di prospettiva dunque, avente l’obiettivo di migliorare il futuro delle nuove generazioni. Allora impegniamoci affinché la battaglia per l’acqua pubblica sia di tutti e sia una lotta sociale, da combattere soprattutto per i più disagiati che non hanno forse neanche più la forza di partecipare. Certamente è dura lottare sapendo che in municipio (che, ricordiamolo tutti, è la “Casa del Popolo”) c’è il primo cittadino che non perde l’occasione di prendere decisioni che marciano  in senso contrario a quella che è la tutela dei suoi stessi concittadini. Ma noi non molliamo e gridiamo a gran voce, caro sindaco, che lei avrebbe dovuto  convocare i vertici di Acea Ato5 spa (e Magini, che essendone il presidente è il primo responsabile) non per continuare a stendere all’azienda tappeti rossi su cui camminare, non per offrigli una nuova sede o andare ancora (a due anni dal suo insediamento) a mendicare un diritto come quello del ristoro dei 200 litri al secondo,cosa che altro non fa che il gioco di Acea. Il sinadco avrebbe dovuto convocarli per chiedere spiegazioni su quanto l’A.R.E.R.A. ha riportato nella  determinazione  42 del 21 maggio 2018. Atto in cui ben si comprende che il gestore idrico ha violato le norme sulla regolazione tariffaria, facendo aumentare i costi per tutti i cittadini di Cassino e della provincia. Quella fascia tricolore che identifica il sindaco, il primo cittadino, il rappresentante di tutta una comunità, colui il quale deve essere il primo difensore dei diritti dei residenti chiamato a dare l’esempio ogni giorno - ha puntualizzato polemicamente - nei fatti (visto che le chiacchiere se le porta via il vento) deve intercettare gli interessi generali, combattere e denunciare chi direttamente o indirettamente usa il potere amministrativo per interessi personali o di parte. E soprattutto  deve avere la forza morale di essere indipendente nelle sue decisioni. Prima che lei possa dichiarare questo agognato “dissesto”, - ha concluso De Sanctis rivolgendosi direttamente a D’Alessandro - per il bene della sua città le suggerisco di spogliarsi di quella fascia tricolore».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it