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Valle del Liri: debito Hera.comm da 5 milioni, il destino dell’ente si decide il 26 giugno

Dita incrociate e mani giunte in via Vico in vista dell’udienza Hera.comm  in programma il prossimo 25 giugno presso il tribunale di Cassino, dove il consorzio si è costituito in giudizio contro l’atto di pignoramento definito dall’azienda per 4milioni e 937mila euro. Un pacco di soldi che l’impresa, attiva nel settore energetico, pretende dal Valle del Liri in forza di un maxi credito maturato per bollette elettriche emesse tra il 2013 ed il 2015 e non onorate. Una decisione di capitale importanza dunque quella che il giudice assumerà fra 13 giorni, visto che dando torto al consorzio di bonifica, che si è opposto all’atto della Hera.comm ed ha pure dichiarato impignorabili le somme iscritte nel bilancio di previsione 2018, l’ente sarebbe costretto a bloccare attività consortili e molto probabilmente anche il pagamento degli stipendi dei suoi 70 dipendenti. Gli unici fondi sui quali potrebbe rifarsi la Hera.comm infatti sono quelli assicurati al Valle del Liri da un istituto bancario, che ha concesso un fido da oltre un milione e mezzo di euro. Nelle casse dell’ente invece la Hera.comm troverebbe briciole rispetto ai quasi 5 milioni richiesti. Secondo i legali schierati contro la società dal commissario straordinario Riccardo Casilli, la dichiarazione di impignorabilità ed il fatto che l’unico “malloppo” a disposizione sia sostanzialmente un debito del consorzio nei confronti di una banca, dovrebbero indurre il giudice del tribunale di Cassino ad emettere un giudizio favorevole all’ente. Ma queste sono solo supposizioni, ipotesi ventilate da quei pochi ottimisti rimasti in via Vico. Se le cose andassero diversamente invece sarebbe la fine, o qualcosa di molto vicino, per il Valle del Liri. Almeno questa è la lettura data dai ben informati, che sono ben consci che oltre alla spinosa vicenda Hera.comm c’è di più. Molto di più. Nonostante sia trascorso più di un mese dalla scadenza del termine dei 90 giorni imposto dal Tar Lazio per il pagamento alla società Intercantieri di 1.953.319 euro (oltre interessi e 26.000 euro di spese processuali) il commissario ad acta ancora non è arrivato nella sede consortile. Ma per quanto in ritardo il dottor Dario Bonomo, funzionario della ragioneria territoriale di Frosinone individuato per l’esecuzione della sentenza, dovrà prima o poi soddisfare le richieste della società e gli obblighi imposti dal tribunale amministrativo. Da qui non si scappa. E di conseguenza, seppure si riuscisse ad evitare il peggio con la Hera.comm, non è detto che vada meglio con la Intercantieri. Due scogli contro i quali potrebbe schiantarsi presto l’instabile nave del Valle del Liri, mai così vicina ad affondare in un mare di debiti che potrebbe essere ben più profondo dei 22 milioni certificati da Casilli, destinati ad aumentare quando si chiuderanno altri pericolosissimi contenziosi. maturati negli anni.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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