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Tra briganti e legittimisti in alta Terra di Lavoro

Piedimonte San Germano, nonostante i capricci di un tempo che di mettere giudizio non sembra avere molta voglia, la fortunata rassegna di “Libri al Castello” giunta quest’anno alla sua ottava edizione. Lo scenario è di quelli da togliere il fiato: il castello medievale sulla cima del monte, nella parte alta del paese, da dove si gode un panorama di incomparabile bellezza, con la verdeggiante vallata del Liri che si dipana ininterrotta agli occhi dell’attonito spettatore. L’evento, che nelle precedenti edizioni ha sempre fatto registrare un lusinghiero successo sia di pubblico che di critica, è organizzato dall’associazione Antares onlus, glorioso sodalizio che è in attività ormai da ben quindici anni (2003-2018), con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Piedimonte San Germano, di PsgCity.it,il portale di Piedimonte San Germano e de “L’Inchiesta Quotidiano”. La rassegna 2018 si è aperta con un convegno di straordinario interesse dal titolo “Briganti e legittimisti in alta Terra di Lavoro” che ha dato lo spunto per presentare al pubblico, accorso numeroso, il nuovo libro di Fernando Riccardi “Klitsche de la Grange. Un colonnello prussiano contro la rivoluzione italiana” (D’Amico Editore, 2017). I lavori sono stati condotti in maniera brillante da Antimo Della Valle, giornalista ed indiscusso punto di riferimento dell’associazione “Antares”, e da Maria Scerrato, raffinata cultrice della materia brigantesca, specialmente di quella al femminile. Ne è scaturito un frenetico botta e risposta tra l’autore e gli intervistatori, che ha molto interessato il pubblico presente che ha dialogato ed interagito, spesso con osservazioni calzanti, sul particolare argomento che resta ancora in gran parte poco conosciuto, specialmente per ciò che conserne l’aspetto più propriamente “legittimistico”, da tenere ben distinto dal brigantaggio vero e proprio, quello che infiammò anche il nostro comprensorio, l’alta Terra di Lavoro per l’appunto, nel convulso e travagliato periodo postunitario. Molte e di spessore le presenze ad iniziare dal sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, che ha portato inizialmente il saluto della comunità e dell’amministrazione comunale che presiede. Presenti anche l’assessore municipale alla cultura Leonardo Capuano, l’assessore alla sicurezza Vincenza De Bernardis, il presidente del Consiglio comunale Donatella Massaro, il capogruppo di maggioranza Carlo Cerrito e il presidente della Pro Loco Alfonso Testa. Presenti in massa, ovviamente, anche i vertici dell’associazione “Antares”, con il presidente Nicola Ruocco e l’iperattivo Massimo Mastrangeli, che ogni volta si prodigano fino all’inverosimile nell’organizzazione degli eventi. «La storia del brigantaggio del periodo postunitario - ha esordito Fernando Riccardi, rispondendo alla domanda iniziale di Antimo Della Valle -, che si intreccia in maniera indissolubile con il fenomeno del legittimismo, è molto complessa e affonda le sue radici in parecchi ambiti, non sempre di facile decifrazione. Ecco perché la vera storia del brigantaggio ancora non è stata scritta e chissà mai se si riuscirà nell’impresa. Oggi noi possiamo ricostruire le varie vicende di quel drammatico decennio che seguì l’unificazione, attingendo a documenti e faldoni conservati negli archivi che, però, fotografano una situazione particolare, ossia il punto di vista di chi uscì vincitore da quella sanguinosa e violenta guerra civile. Ed è da qui che è uscita la storia vergata dalla vulgata storiografica dominante che, quindi, si fonda su di un chiaro vizio di origine: quello di tralasciare completamente le vicende tenendo conto anche delle ragioni dei vinti, di chi quella storia l’ha combattuta e poi l’ha persa. Da quanto detto è facile comprendere che quella storia che noi continuiamo a leggere sui libro di testo è una vulgata parziale, artefatta, rispondente più alle mode ed alle inclinazioni del momento che alla veridicità dei fatti». Sulla stessa lunghezza d’onda Maria Scerrato che ha fatto un quadro esaustivo sul legittimismo europeo per poi calarlo nella particolare situazione italiana nella seconda metà del XIX secolo. E tra i legittimisti si colloca a buon diritto anche il colonnello prussiano Teodoro Federico Klitsche de la Grange, che mise la sua sciabola prima al servizio del papa Pio IX e poi del re Francesco II di Borbone, ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie. Personaggio di adamantino spessore e di grande valore che fin dai tempi di Waterloo, contro Napoleone Bonaparte, combattè sempre stando dalla parte della tradizione e della legittimità dei troni e delle dinastie. Una figura poco conosciuta e che si era completamente persa negli oscuri meandri della storia. La biografia di Riccardi, l’unica al momento esistente, va proprio a colmare questa grave lacuna.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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