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Terranova non molla San Bartolomeo: interrogazione per farmacia e Rio Saetta

Anche con il dissesto alle porte, la città continua ad andare avanti con tutti i suoi problemi e da martedì, anche se su Piazza De Gasperi sventolerà la bandiera bianca dei conti comunali, bisognerà ingegnarsi ancora di più per trovare il modo per risolvere le mille criticità che affliggono la quotidianità di migliaia di cittadini. Come, ad esempio, quelli del quartiere di San Bartolomeo che da anni chiedono interventi nella zona che continuano a mancare. A farsi promotore per un’accelerazione dal Municipio è il consigliere comunale Edilio Terranova che nella mattinata di ieri ha protocollato un’interrogazione al sindaco Carlo Maria D’Alessandro per avere lumi sull’alienazione della farmacia comunale e la sistemazione del Rio Saetta. Assieme a lui hanno voluto sostenere la richiesta i colleghi Giuseppe Golino Petrarcone ed Enzo Salera. Il consigliere d’opposizione nelle premesse fa il quadro della situazione in cui si trovano i residenti del popoloso quartiere cassinate e i rischi di un ulteriore depauperamento della zona. «Come tutti sappiamo - esordisce Terranova - l’amministrazione comunale ha messo in vendita la farmacia comunale che si trova a San Bartolomeo ed altri immobili comunali per reperire i fondi per la riqualificazione di Piazza Labriola. Una decisione su cui dovrebbe dare maggiori informazioni alla cittadinanza a ridosso della dichiarazione di dissesto che si andrà a discutere lunedì prossimo in Sala Di Biasio. In altre parole - continua il consigliere d’opposizione - le alienazioni effettuate durante il default saranno effettivamente a disposizione della collettività per la realizzazione di opere in città o verrebbero utilizzati dall’organo di gestione ministeriale per il pagamento dei debiti? Un interrogativo sul quale bisognerebbe fare chiarezza visto che le cose potrebbero andare diversamente da come annunciato trionfalmente dal primo cittadino. Detto questo, assieme ai colleghi Petrarcone e Salera ho interrogato il sindaco sull’eventuale trattativa di alienazione con la richiesta di inserire quanto evidenziato in una sottoscrizione popolare firmata da 851 cittadini della zona per mantenere nel quartiere l’ubicazione della farmacia se dovesse andare a buon fine la vendita. Inoltre se dai proventi dell’alienazione una parte potrà essere utilizzata per la riqualificazione di San Bartolomeo o in alternativa per il rifacimento delle strade dissestate, dei marciapidi e l’abbattimento delle barriere architettoniche sul territorio comunali. Ovviamente come prerequisito ci deve essere la possiibilità di poter utilizzare quei soldi per la realizzazione di opere pubbliche. C’è poi la questione del Rio Saetta - continua l’esponente democratico - che continua ad essere pericolante pur in presenza delle risorse necessarie per la sistemazione delle sponde del torrente. Non vorremmo che il Comune, dopo aver ricevuto il via libera da parte del Genio Civile, perda tempo ed anche il finanziamento con l’aggravamento della viabilità in caso di ulteriore erosione del terreno sottostante la strada. Un’ipotesi purtroppo che non è campata in aria visto l’andazzo in Piazza De Gasperi».    

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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