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Dopo cent'anni rimane ancora il mistero sulla morte di Francesco Baracca

Francesco Baracca, nato a Lugo, nel ravennate, da una agiata famiglia (il padre  Enrico era un ricco proprietario terriero mentre la madre era la contessa Paolina de Biancoli), fin da piccolo si sentiva attratto dalla vita militare. Nel 1907 entrò nell’Accademia Militare di Modena ed uscì come sottotenente di cavalleria. Qualche anno dopo, era il 1912, folgorato dalla passione per il volo, passò nell’aviazione che era parte integrante dell’esercito. Da allora ebbe inizio la sua straordinaria carriera che lo portò ad essere il pilota più valente e prestigioso che l’Italia abbia mai avuto. E i suoi 34 abbattimenti di aerei nemici stanno lì a dimostrarlo con solare evidenza. Fino a quel 19 giugno del 1918, esattamente cento anni or sono, quando Baracca vide tragicamente interrompersi la sua eroica epopea. Quel giorno il pilota stava sorvolando il fiume Piave mentre era in corso la “battaglia del Solstizio”, con l’esercito austro-ungherese che si era gettato all’assalto delle nostre postazioni. Gli aerei italiani mitragliavano i nemici a bassa quota. Ad un certo momento lo Spad del maggiore Baracca perde di quota e scompare alla vista degli altri piloti. Solo qualche giorno dopo, quando l’offensiva austriaca si era esaurita, in una zona impervia, viene rinvenuto il relitto dell’aereo e poco più in là il corpo senza vita di Baracca, ucciso da un proiettile che lo ha colpito in pieno volto, poco sotto l’occhio destro. Ma da dove è partito il colpo? A tal proposito le versioni sono divergenti. Si parla di un cecchino che ha sparato da un campanile, di un pilota austriaco nel corso di un duello aereo o ancora del fuoco antiaereo nemico partito da terra. Si fa, però, anche un’altra ipotesi ossia che Francesco Baracca si sia suicidato prima di bruciare vivo nel relitto del suo aereo. Versione, però, che viene subito smentita, anche perché, come si pensava comunemente allora, un eroe non può togliersi la vita compiendo un atto di vigliaccheria. Fatto sta che i dubbi restano tutti anche perché il foro del proiettile è più piccolo di quelli provacati dalla mitragliatrice e poi anche perché la pistola di Baracca viene trovata fuori dalla fondina. L’asso dell’aviazione italiana, dunque, potrebbe essersi tolto la vita? La cosa non è da escludere del tutto anche se studi recenti avvalorano un’altra ipotesi completamente diversa dalle precedenti. Baracca sarebbe riuscito a compiere un atterraggio di fortuna, sia pure con l’aereo gravemente danneggiato. Nella manovra, però avrebbe riportato un gravissimo trauma sotto l’occhio che potrebbe essere stato la causa prima della morte sopraggiunta per emorragia interna. Ecco perché, pur essendo riuscito ad uscire dall’aereo che stava prendendo fuoco, è stato rinvenuto dai soccorritori poco lontano dal relitto. Un’altra ipotesi, anch’essa plausibile, come le altre che abbiamo sinteticamente menzionato. Fatto sta che, ad un secolo esatto da quella vicenda, la morte di Francesco Baracca rimane avvolta ancora nel mistero.          

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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