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Francesco Baracca aereo

Francesco Baracca e gli assi dell'aviazione italiana

Benchè l’aviazione austro-ungarica non disponesse di bombardieri plurimotori, le missioni pianificate ebbero notevoli successi pioneristici.  Bombardarono Milano il 14 febbraio 1916,  il 9 agosto  bombardarono Venezia affondando un sommergibile inglese alla fonda nel porto, probabilmente il primo mezzo del genere affondato dall’aviazione. Successivamente ci fu il bombardamento di Padova, uno dei più gravi, per numero di civili uccisi, della prima guerra mondiale. Gli austriaci prima di noi avevano appreso e apprezzato la lezione di Douhet. I piloti italiani si distinsero per valore e spirito di sacrificio, rispondendo colpo su colpo alla offesa aerea austriaca: basti ricordare l’attacco a Pola con 80 bombardieri, fino ad ottenere la superiorità aerea. La riscossa italiana avvenne per i progressi delle macchine e per la  perizia e l’eroismo dei giovani piloti  che vogliamo ricordare. Francesco Baracca, Movm, 34 abbattimenti accertati. Ucciso in circostanze non chiarite il 19 giugno 1918 mentre mitragliava le colonne tedesche avanzanti sul Montello; Silvio Scaroni, Movm, 26 abbattimenti. A sua volta abbattuto il 12 luglio 1918  mentre si opponeva alla caccia nemica. Ferito riprese servizio e divenne nel 1939 Generale d’Aviazione; Pier Ruggiero Piccio, Movm, 24  abbattimenti, nominato comandante della “Massa di Caccia” alla vigilia della Battaglia del Solstizio il 31 ottobre 1918, fu abbattuto e fatto prigioniero, ma fuggì e rientrò nelle nostre linee  il giorno dell’armistizio. Fu il primo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica; Flavio Torello Baracchini, Movm, 21 abbattimenti. Pilota di grande abilità, soprannominato “D’Artagnan”, si vide diminuire i suoi abbattimenti da 31 a 21 per ragioni di carattere burocratico. Ferito all’addome dal fuoco della fanteria il 26 giugno 1918 , trascorse un lungo periodo ricoverato. Uscito dall’ospedale fu costretto a congedarsi per i postumi dell’intervento. Oltre alla Movm ebbe due Mavm, il Collare dei Santi Maurizio e Lazzaro, la Legion d’onore e tre avanzamenti per meriti di guerra. I suoi abbattimenti furono conseguiti in soli sei mesi; Fulco Ruffo di Calabria, Movm, 20 abbattimenti. Abbattuto a sua volta il  20 ottobre 1918, con grande coraggio  riuscì a rientrare nelle nostre linee e a tornare a combattere. Seguono i seguenti piloti con oltre 10 abbattimenti: Marziale Cerrutti 17, Ferruccio Ranza 17, Luigi Olivari 12 , Giannino Ancillotto 11 che per abbatterlo penetrò in un dirigibile, Antonio Reali 11. Infine i piloti con almeno 5 abbattimenti: Flaminio Avet 8, Ernesto Cabruna 8, Alvaro Leonardi 8, Carlo Francesco Lombardi 8,  Gianni Nicelli 8, Gastone Novelli 8, Leopoldo Eleuteri 7, Guglielmo Fornagiari 7, Mario Fucini 7, Orazio Pierozzi 7 pilota di idrocaccia Tenente di Vascello della Regia Marina, Cosimo Rennella 7, Antonio Riva 7, Aldo Bocchese 6, Antonio Chiri 6, Bartolomeo Costantini 6, noto agli sportivi per aver vinto due Targa Florio e dirett i team Bugatti e Alfa Romeo, Attilio Imolesi 6, Cesare Magistrini 6, Guido Nardini 6, Luigi Olivi 6, Giorgio Pessi 6, Mario Stoppani 6, Romolo Ticconi 6, Michele Allasia 5, Antonio Amantea 5, Sebastiano Bedendo 5, Alessandro Buzio 5, Umberto Calvello 5, Giulio Lega 5, Federigo Martinengo 5, Guidi Masiero 5, Amedeo Mecozzi 5 , il tecnico che studiò l’impiego tattico dell’areo in appoggio alle fanterie,  Giorgio Michetti 5, Alessandro Resch 5 e Giovanni Sabelli 5. Dal seme gettato nel solco della guerra, irrorato dal sangue dei martiri, si è sviluppata vigorosa la tradizione dell’Aeronautica Italiana: Citius, Altius, Fortius, Avieri di sempre.
                        

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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